Mercoledì 10 Maggio 2017 - 18:15

Omar Pedrini, un disco per scuotere i giovani: Dite la vostra

Con il nuovo album 'Come se non ci fosse un domani' il guerriero del rock ha deciso di rivolgersi alle nuove generazioni

Omar Pedrini, un disco per scuotere i giovani: Fate sentire la vostra voce

E' passato parecchio tempo dall'ultimo disco di Omar Pedrini: tre anni. Fatti di scrittura, di musica, ma soprattutto di grandi avvenimenti nella sua vita privata. Esempi? Tanti, due su tutti: essere diventato, per la seconda volta e a distanza di 20 anni, di nuovo padre; l'intervento al cuore subito nel 2014 dopo un malore mentre si esibiva a Roma. Per questo, spiega, il nuovo album 'Come se non ci fosse un domani' è nato "come urgenza in un momento in cui, per la terza volta, rischiavo fortemente la vita per i miei problemi cardiaci. Ho capito che non solo io vivevo con una sorta di paura nei confronti del futuro, ma che lo fanno un po' tutti. Il mondo potrebbe identificarsi nella frase: apro gli occhi e sento che ho già paura. Hai la sensazione di svegliarti e di avere paura di uscire di casa per l'inquinamento, per le polvere sottili, per il pianeta abbandonato e inquinato, per il terrorismo, per le malattie. Ma anche il terrore di non arrivare a fine mese o di restare senza lavoro. Ho deciso di parlarne in queste canzoni".

Da 'guerriero', ma soprattutto da 'zio rock', come lo chiamano i suoi fan, Pedrini decide di rivolgersi alla generazione dei giovani e a loro chiede di farsi ascoltare. Il messaggio è evidente già dalla copertina del singolo, nella quale campeggia la foto delle ragazze del liceo Manzoni di Milano scese in piazza l'8 maggio: "Ho fatto questa scelta perché è facile per i miei coetanei dire che i giovani non valgono niente, che non hanno voglia di ribellarsi. Noi scendevamo in piazza anche per poco. Oggi ci sono leader politici che non rispettano il patto sul clima di Parigi, come il signor Trump: noi avremmo ribaltato le città, loro stanno zitti". Ma l'ex Timoria sprona la nuova generazione a reagire: "Sono un papà analogico e ho dei figli digitali abituati a parlarsi via Whatsapp. E così cerco di dire loro: guardate queste donne che manifestano senza sfasciare vetrine o incendiare auto ma attirando l'attenzione su se stesse. Ho pensato che quelli sono i giovani che possono essere d'esempio a chi fa una rivoluzione al contrario, rimanendo chiuso in casa".

Pedrini auspica una partecipazione attiva dei ragazzi nella vita del Paese, perché "possono anche fregarsene e non occuparsi di politica, ma un giorno la politica si occuperà di loro. Per non essere sommersi da questo periodo difficile e da leader così miopi, dite la vostra in maniera pacifica. Armatevi di un buon libro, perché la cultura vi rende sicuramente meno attaccabili e più liberi, e uscite a far sentire la vostra voce". Intanto, il rocker la sua voce la fa sentire nel nuovo album con un sound che si colloca verso la fine degli anni '70, quando l'hard rock si trasformava in glam. A questo si aggiunge una sfilza di collaborazioni illustri e di cui Pedrini è orgoglioso: da Ian Anderson dei Jethro Tull al mentore della Beat Generation, Lawrence Ferlinghetti. E poi c'è Noel Gallagher: Omar ha preso una sua canzone pressoché inedita e ne ha riscritto e interpretato il testo in italiano. E' 'Un gioco semplice': "Fra noi è nata una bella amicizia dopo che si è complimentato per le mie canzoni e mi ha invitato a Londra per un colloquio. Ero in un momento in cui non facevo dischi in Italia da 8 anni: mi ha detto che avevo uno stile molto inglese. Che poi, secondo i discografici, era un difetto. Lì invece è diventata un'arma e la mia carriera è ripartita".

Una carriera che non si limita alla musica ma, proprio nell'ottica dello sguardo rivolto ai giovani, si allarga anche alla divulgazione con lezioni, programmi tv e radio. E utilizzare un talent per fare breccia nel cuore dei ragazzi? "La via dei talent sarebbe il cavallo di Troia migliore per entrare nelle mura di quella città e poi saccheggiarla e distruggerla. Mi piacerebbe molto. Però non amo i talent perché dimenticano due cose fondamentali: le band e gli autori. Sono strutturati per belle voci, non per belle canzoni e per l'energia di una band. Non saprei da che parte iniziare: giudicare belle voci o ginnasti delle corde vocali non mi interessa".
 

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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