Martedì 01 Novembre 2016 - 20:30

Iraq, esercito entra a Mosul: battaglia finale contro Isis

Preso il controllo dell'edificio della tv. Secondo il capo delle operazioni la liberazione avverrà nelle "prossime ore"

Iraq, prosegue offensiva Mosul: civili in fuga

L'offensiva delle forze armate irachene per liberare la città di Mosul dall'occupazione dei militanti dello Stato islamico potrebbe essere quasi giunta alla fine. Le unità speciali hanno fatto irruzione nell'edificio della televisione, prendendo così il controllo del primo importante edificio nella città dall'inizio dell'offensiva. Lo ha dichiarato il generale Talib Shaghati che ha aggiunto: "Questo è un buon segno per la gente di Mosul, perché la battaglia per liberare la città è effettivamente iniziata". 

CAPITALE DELL'ISIS. Le truppe irachene, le forze di sicurezza, le milizie sciite e curde peshmerga, avanzano su diversi fronti, sostenute dalle truppe e dall'aviazione guidate dagli Stati Uniti. I progressi più grandi li hanno fatti le unità speciali sul fronte orientale. Mosul è molto più grande di tutte le altre località in mano all'Isis in Siria e Iraq: la sua liberazione segnerebbe la disfatta dell'ala irachena del 'califfato', autoproclamato proprio a Mosul da Abu Bakr al-Baghdadi due anni fa. 

AL MARGINE ORIENTALE. Le forze irachene combattono contro i jihadisti dello Stato islamico al margine orientale di Mosul. Gli abitanti del quartiere orientale di al-Quds hanno riferito che i jihadisti sono impegnati in combattimenti strada per strada, per tentare di respingere l'esercito. Secondo quanto riporta il capo delle forze antiterroriste irachene, Abdelgani al Asadi, le truppe hanno liberato una parte del distretto di Kukyeli, considerata la porta a Mosul. Ieri, le truppe irachene hanno ripreso il controllo di Bazauia, sempre sul fronte orientale, e sono avanzate a Kukyeli, piazzandosi così a 900 metri dall'ingresso di Mosul. Circa 250 abitanti di Bazauia hanno lasciato la zona e sono stati trasportati in campi per sfollati, secondo quanto ha potuto constatare l'agenzia Efe.

LIBERAZIONE VICINA. Alte colonne di fumo si alzano nel cielo a est della roccaforte dell'Isis, mentre il suono regolare dei colpi di artiglieria risuona nell'aria. All'interno della città, gli abitanti raccontano di sentire il rumore dei pesanti scontri. Il capo delle operazione congiunte irachene, Taleb Shagati, ha anticipato che l'ingresso effettivo nella città di Mosul potrebbe avvenire nelle "prossime ore" e che la liberazione della città, sotto controllo dello Isis da giugno 2014, avverrà "molto presto". Nella notte, il primo ministro iracheno Haidar al Abadi avea assicurato che l'esercito è "molto vicino" alla città e che i militanti dell'Isis possono solo scegliere se "arrendersi o morire". L'offensiva per riprendere Mosul è scattata lo scorso 17 ottobre ed è condotta dalle forze armate irachene e da quelle curde dei peshmerga, che fino ad ora sono avanzate senza pausa sui fronti est, nord e sud. Il fronte ovest è stato aperto tre giorni fa dalle forze sciite di Moltitudine popolare, che hanno dispiegato circa 15mila uomini.

CRISI UMANITARIA. I comandanti avevano previsto che la battaglia di Mosul potesse durare per mesi. Le Nazioni unite temono una crisi umanitaria con un esodo di civili che potrà arrivare a un milione di persone in fuga. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha dichiarato che circa 18mila persone sono sfollate dall'inizio dell'offensiva, il 17 ottobre. Altre migliaia di abitanti dei villaggi sono invece state costrette a trasferirsi a Mosul dai jihadisti, per essere usati come scudi umani.

TENTATIVO BLOCCATO. L'Isis, ha riferito l'Onu, ha anche tentato di costringere 25mila civili a trasferirsi da una località a sud di Mosul nella città. Il tentativo è stato bloccato: i camion carichi di civili si sono fermati a causa dell'azione dell'aviazione. Secondo le Nazioni unite, nel mese di ottobre sono 1.792 i morti nelle violenze in Iraq, di cui 1.120 civili, la maggior parte nella provincia di Ninive di cui Mosul è capoluogo. Nel mese precedente le vittime erano state 789 in meno.

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