Venerdì 02 Giugno 2017 - 20:30

Nutella vince contro Delhaize: Stop campagna su olio di palma

I giudici di secondo grado hanno ribaltato il verdetto del 2015

 Nutella vince contro Delhaize: Stop a campagna olio di palma

Ferrero vince la battaglia legale contro Delhaize per la Nutella. La Corte d'appello di Bruxelles ha dato ragione al gruppo di Alba, stravolgendo la sentenza di primo grado, e ha ordinato al gruppo Delhaize di cessare la campagna sulla cioccolata spalmabile certificata "senza olio di palma", fissando un risarcimento di un milione di euro. Ferrero aveva fatto causa contro la campagna della società belga, definendola "menzognera, ingannevole, e denigratoria" nei confronti della Nutella.

La nona sezione della Corte d'appello di Bruxelles ha ordinato al gruppo Delhaize di interrompere la campagna sul cioccolato "senza olio di palma", pena la sanzione di 25mila euro a violazione, con un massimale totale di sanzioni di un milione di euro. I giudici di secondo grado hanno ribaltato il verdetto di primo grado del 2015, che dava ragione a Delhaize. Secondo Ferrero le dichiarazioni sull'ambiente e sulla salute della campagna di Delhaize avevano l'obiettivo di denigrare la crema spalmabile più famosa nel mondo, che appunto contiene olio di palma. Nella sentenza di circa 70 pagine, la Corte afferma che Delhaize ha reso dichiarazioni comparative illegali perché non verificabili e quindi non obiettive. Secondo i giudici, Delhaize facendo credere che la propria cioccolata spalmabile fosse migliore per la salute poiché priva di olio di palma, ha alterato il comportamento del consumatore.

Non è il primo contenzioso tra Delhaize e Ferrero. Nel febbraio del 2016 in Belgio, paese dove si difende la 'purezza' del cioccolato - i giudici avevano decretato che un grande supermercato poteva vendere con il nome 'Choco' la propria crema da spalmare a base di nocciole ma priva del tutto di cioccolato. Anche se il prodotto evoca il consumatore, con l'immagine e l'imballaggio, l'italianissima Nutella. In quel caso il Tribunale del commercio belga non ha accolto la tesi di Ferrero argomentando che Delhaize non insinuasse che il cioccolato fosse un ingrediente dell'alimento, ma che lo utilizzava per indicare il gusto o il sapor e che comunque la parola "choco" non era regolamentata.

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