Mercoledì 08 Novembre 2017 - 13:45

Nuovo colpo per May: ministra rischia posto per incontri con israeliani

Stavolta al centro della bufera c'è la ministra dello Sviluppo internazionale, Priti Patel

Britain's Prime Minister Theresa May speaks at the Conferederation of British Industry's annual conference in London

Naviga di nuovo in acque difficili il governo della premier britannica Theresa May, nel bel mezzo dei negoziati sulla Brexit. Stavolta al centro della bufera c'è la ministra dello Sviluppo internazionale, Priti Patel, dopo che è emerso che non ha riferito di incontri avuti con politici israeliani, fra cui il premier di Israele Benjamin Netanyahu, in violazione del protocollo diplomatico. Lunedì Patel si era scusata per non avere riferito degli incontri avuti durante una vacanza (la procedura prevede che i ministri debbano informare il Foreign Office prima di compiere viaggi d'affari ufficiali) e aveva espresso rammarico per avere suggerito che il ministro degli Esteri Boris Johnson fosse al corrente del suo viaggio, ma oggi nuove rivelazioni del Sun mettono legna sul fuoco: il giornale riporta che Patel ha anche incontrato a New York il direttore generale del ministero degli Esteri israeliano Yuval Rotem e a Londra il ministro per la Sicurezza pubblica Gilad Erdan, senza darne comunicazione. E il quotidiano israeliano Haartez riferisce che Patel ha pure fatto visita a un ospedale da campo dell'esercito israeliano nelle Alture del Golan, prese alla Siria da Israele nella guerra del 1967. La ministra così, grande sostenitrice della Brexit, è stata costretta ad anticipare il suo rientro nel Regno Unito da una visita in Africa e ad annullare i programmi che aveva già fissato per rispondere dei fatti.

Per May si tratta solo dell'ultima di una lunga serie di difficoltà che si trova ad attraversare negli ultimi mesi. Dopo avere perso la maggioranza assoluta nelle elezioni anticipate di giugno da lei stessa convocate, l'esecutivo da lei guidato è ora dipendente dal sostegno in Parlamento di un piccolo partito nordirlandese, il Dup. A questo si aggiungono le dimissioni del ministro della Difesa Michael Fallon, giunte la scorsa settimana per uno scandalo di molestie sessuali a Westminster, nell'ambito del quale sono anche indagati il suo vice Damian Green e un altro ministro. Inoltre da ieri il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson è sotto pressione: da più parti gli si chiede di scusarsi per i suoi commenti sulla cooperante britannico-iraniana Nazanin Zaghari-Ratcliffe, in carcere in Iran da aprile del 2016. Il 1° novembre Johnson ha dichiarato che Nazanin Zaghari-Ratcliffe prima dell'arresto stava insegnando giornalismo in Iran, commenti che secondo i critici potrebbero spingere la magistratura iraniana ad assegnare alla donna una condanna detentiva ancora più lunga. Alla domanda se Patel debba essere rimossa dall'incarico, il nuovo segretario alla Difesa Gavin Williamson ha risposto ai giornalisti a Bruxelles: "La premier prenderà le sue decisioni su chi presta servizio nel suo Gabinetto, e sono solo decisioni della premier". Intanto i deputati dell'opposizione mettono apertamente in dubbio il fatto che May possa avere la forza per proseguire come prima ministra.
 

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