Lunedì 18 Settembre 2017 - 12:30

Nuove carte sul caso Orlandi: milioni di lire per tenerla all'estero

Il giornalista dell'Espresso, Fittipaldi ha trovato le carte in cui la Santa Sede documenta spese per 483 milioni. Il parere del Vaticano: "False e ridicole"

Sit In di protesta davanti al tribunale di Roma per l'archiviazione dei casi Orlandi e Gregorio

Nuova pagina del caso Emanuele Orlandi, la 15enne scomparsa il 22 giugno di 34 anni fa. A inaugurarla è il giornalista dell'Espresso Emiliano Fittipaldi, pubblicando un documento di cinque pagine dal titolo 'Resoconto sommario delle spese sostenute dallo Stato della Città del Vaticano per le attività relative alla cittadina Emanuela Orlandi' in cui sarebbero stati registrati 483 milioni di lire spesi, dal 1983 al 1997.

Documentazione presto bollata come "falsa e ridicola" dal portavoce della Santa Sede Greg Burke. Non la pensa così il fratello di Emanuela, Pietro: "Il muro sta cadendo", scrive laconico su Facebook. Il documento è al centro del prossimo libro del cronista dell'Espresso, 'Impostori'. Autore il cardinale Lorenzo Antonetti - la cui firma è dattiloscritta, non autografa - allora a capo dell'amministrazione del patrimonio della Sede apostolica, che avrebbe inviato la nota agli arcivescovi Jean Luis Tauran, segretario di Stato e Giovanni Battista Re, suo sostituto.

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"La prefettura dell'amministrazione del patrimonio della sede apostolica ha ricevuto mandato di redigere un documento di sintesi delle prestazioni economiche resosi necessarie a sostenere le attività svolte a seguito dell'allontanamento domiciliare e delle fasi successive allo stesso della cittadina Emanuela Orlandi", si legge nel documento. "L'attività di analisi è suddivisa in archi temporali rilevanti per avvenimenti e per spese sostenute - continua - Il documento non include l'attività commissionata da Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Segretario di Stato Emerito Agostino Casaroli al 'Commando 1', in quanto alcun organo a noi noto o raggiungibile è a conoscenza di quanto emerso e della quantità di denaro investita nell'attività citata.

I documenti allegati (197 pagine) al presente rapporto sono presentati in originale per la parte relativa ai pagamenti per i quali è stata rilasciata quietanza, sono presentati in forma di resoconto bancario le quantità di denaro utilizzate e prelevate per spese non fatturate". La prima voce, scrive Fittipaldi nella sua inchiesta, riguarda il pagamento di una 'fonte investigativa presso Atelier di moda Sorelle Fontana'.

La Orlandi, nell'ultima telefonata alla famiglia prima della sparizione, aveva in effetti detto che qualcuno le aveva proposto di pubblicizzare i prodotti di una marca di cosmetici, la Avon, durante una sfilata delle stiliste Fontana. Per la fonte, la Santa Sede aveva sborsato 450.000 lire. C'era un'altra spesa per la 'preparazione all'attività investigativa estera' costata altre 450.000 lire, uno 'spostamento' da ben 4 milioni di lire e, soprattutto, le 'rette vitto e alloggio 176 Chapman Road Londra'. Chi ha scritto il documento, dice Fittipaldi, ha sbagliato l'indirizzo: a quello giusto c'è la sede londinese dei padri scalabriniani, che dagli anni sessanta gestiscono un ostello della gioventù esclusivamente per ragazze. Nel periodo 1983-1985, per le rette, erano stati versati 8 milioni di lire. Nel periodo febbraio 1985-febbraio 1988 ecco i viaggi a Londra di esponenti vaticani di altissimo livello, risorse per 'attività investigativa relativa al depistaggio', spese mediche in ospedali e fatture per specialisti in ginecologia. Si parla di 'un secondo' e di 'un terzo trasferimento', di decine di milioni di lire per 'rette omnicomprensive' di vitto e alloggio.

All'ultima pagina, riferita al periodo 'aprile 1993-luglio 1997' oltre alle solite rette e ad altre 'spese sanitarie forfettarie', compare un ultimo (e inquietante) capitolato: 'Attività generale e trasferimento presso Stato Città del Vaticano, con relativo disbrigo pratiche finali: L. 21.000.000'. Fittipaldi in una conferenza stampa pomeridiana ha definito il documento "verosimile e credibile" e se questa particolare rendicontazione risultasse vera "si potrebbe sciogliere il mistero sul caso".

La posizione del Vaticano è chiara. "Non ho mai visto quel documento pubblicato da Fittipaldi, non ho mai ricevuto alcuna rendicontazione su eventuali spese effettuate per il caso di Emanuela Orlandi". Lo afferma il cardinale Giovanni Battista Re a Tgcom24. Interpellato al telefono, il portavoce della Santa Sede bolla la documentazione come "falsa e ridicola".

Ci sono convergenze con quello che è stato scritto da Fittipaldi e le informazioni giunte a Pietro Orlandi già all'inizio di quest'anno", dice però l'avvocata Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi, a Euronews. "Le informazioni contenute in quel documento corrispondono a quanto ci è stato riferito", spiega aggiungendo che il documento è "verosimile". Se fosse vero "lo scenario sarebbe inquietante, si parla dell'esistenza in vita di Emanuela almeno fino al 1997. Nel caso in cui non fosse vero sarebbe comunque inquietante lo stesso. Perché che ci faceva questo documento nella cassaforte della prefettura della Casa Pontificia nel caso in cui stiamo parlando di un documento falso?".

Interrogativo che si pone lo stesso Fittipaldi: "Delle due l'una - scrive su Facebook - o il documento è vero, e apre squarci clamorosi e impensabili sulla storia della Orlandi. O è un falso, un apocrifo che segna una nuova violenta guerra di potere tra le sacre mura".

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