Venerdì 15 Gennaio 2016 - 13:30

Nunziante, regista di Zalone: Nostra è comicità patriottica

Nunziante racconta i segreti del successo travolgente dei film di Luca Medici, in arte Checco Zalone

Gennaro Nunziante, Pietro Valsecchi e Checco Zalone al photocall del film 'Quo Vado?'

"La telefonata di Renzi a Zalone dopo il nostro film 'Quo vado'? Con quel gesto il premier ha svolto il suo compito, sentirsi parte di un successo. Tutti dovremmo sentirci più patrioti e volere che le cose in Italia vadano bene". Parola del regista Gennaro Nunziante, barese 52enne, che, dall'esordio con 'Cado dalle nubi' con 14 milioni di incassi, dirige i film che dominano al botteghino: quelli di Checco Zalone. Nunziante quelle storie che fanno divertire gli italiani le scrive con Zalone. Anche l'ultimo film 'Quo vado', 54 milioni di incassi record, totalizzati dal primo gennaio a ieri, lo ha scritto con Luca Medici (in arte Checco Zalone).

DOMANDA. Perchè Renzi, che se la prende spesso coi 'gufi', ha telefonato a Zalone secondo lei?

RISPOSTA. Quando Renzi chiama Luca per complimentarsi svolge il suo compito che è quello di sentirsi parte di un successo italiano. E poi si tratta di due ragazzi sui quarant'anni, il premier e Luca, non ci vedo nessuna dietrologia.

D. La vostra comicità è patriottica?

R. La comicità di Luca unisce le persone e forse proprio per questo un po' lo è. Per me è bello che tanta gente si unisca nella visione di un film, mi dà l'idea di calore umano. I biglietti dei nostri film sono stati venduti come biglietti di gruppo, andavano a vedere il film in gruppo, 15, 20, 40 persone: così vedere Checco diventa una forma di condivisione.

D. A proposito di biglietti e incassi: Verdone ha sostenuto che sul vostro exploit incide il fatto che il film ha una distribuzione maggiore di altri nelle sale.. Cosa ribatte?

R. Si sa benissimo che non è una questione di copie, se facciamo io e lei un film e lo distribuiamo in 3mila copie non lo vedrebbe nessuno, posso garantirglielo. L'incasso non ha a che fare con le copie, ma dipende dal prodotto, posso avere un prodotto in tutti i supermercati del mondo, ma non è detto che poi lo venda. Come vede abbiamo dovuto spiegare un'ovvietà.

D. Come si spiega il successo dei vostri film, il fenomeno Checco?

R. Con l'amore che la gente ha per Luca. Il suo pubblico si fida ciecamente di lui, lo riconosce come una persona vera, che ama farli ridere, che si concede senza filtri.

D. C'e' chi dice che siete buonisti e c'è chi vi addita come qualunquisti, ma anche chi sostiene che non essere politicamente corretti è proprio il vostro merito. Ma i vostri film sono di destra o di sinistra, voi che messaggio volete dare a chi va al cinema?

R. Riguardo a chi ci pensa di destra o di sinistra, non possiamo controllare cosa la gente legge in un film. Spesso non sono riuscito a capire certi critici, ho visto in televisione una fiera delle vanità unita a una voglia di predicazione, ognuno voleva salire su quel pulpito televisivo e spiegare agli italiani la sua verità su di noi, politici, opinionisti, dalla tv a internet. Non è mai stato raccontato 'il caldo popolo' come definito da Sandro Penna, il popolo che va al cinema, a vedere i nostri film, sorridente e senza sovrastrutture, che come in molti altri casi non ha accesso alla discussione.

D. Come funziona la coppia creativa Gennaro Nunziante-Checco Zalone? Quale è il segreto della vostra comicità?

R. Abbiamo complicità su cosa ci fa ridere, condividiamo il modo di divertirci e divertire. La nostra è una comicità che non si prende sul serio, siamo umili artigiani che finito il proprio lavoro se ne tornano a casa.

D. Franceschini ha detto che 'Quo Vado' con i suoi incassi farà bene al cinema italiano.

R. Io questo non lo so. Quello che so è che spesso la politica fa male al cinema italiano.

D. Com'è Zalone sul set?

R. Si porta sempre la chitarra, sente l'aria musicale da aggiungere al film. Canta, suona e pensa le musiche per le scene. Condividiamo la stessa mania della velocità e riduciamo tutto all'osso raccontando per sintesi. Luca è un uomo normale, non fa il divo, non va per tappeti rossi. Luca non può che essere se stesso, come nei film.

D. Con Zalone siete amici, vivete entrambi a Bari, siete anche stati in vacanza insieme per ispirarvi?

R. In vacanza con Zalone sono stato una volta in Puglia, dalle parti di Fasano in campagna vicino al mare, ma io ho tre figli, lui una piccola, abbiamo esigenze diverse. Tra l'altro spesso giriamo d'estate e saltano le vacanze. In questo momento dell'anno siamo in letargo, una fase creativa in cui sembra che non si faccia nulla ma si riempiono le cisterne di acqua. E il letargo dura 6 mesi l'anno, siamo animali da letargo.

D. Al cinema ci andate insieme? Tifate per la stessa squadra?

R. No al cinema non andiamo insieme, Luca frequenta il cinema molto più di me. Sul calcio, lui tifa Bari, io Inter e spero un giorno di conoscere Roberto Boninsegna. Però con Luca andiamo a cena, facciamo lunghe chiacchierate su qualsiasi cosa.

D. Come costruite le gag dei vostri film?

R. La battuta è l'ultimo tassello. Prima costruiamo il senso di cosa vogliamo raccontare. Ci ispiriamo guardandoci in giro e ponendoci la domanda 'dove sta andando l'uomo? E da qui nasce l'identikit dell'italiano da raccontare. Al cinema ci siamo arrivati sei anni fa, quella che chiamano evoluzione è la nostra padronanza del mezzo tecnico e della macchina produttiva. Abbiamo realizzato 225 scene per fare un film. In Italia a malapena se ne fanno 90/100.

D. Fare i film così costa di più?

R. Si, ma il nostro produttore Valsecchi sa che bisogna avere grande rispetto per le persone che pagano il biglietto. Conta cosa racconti, ma anche come.

D. La pugliesità secondo lei cosa è?

R. E' un'apertura degli orizzonti, è accoglienza, abbiamo accolto l'ondata di albanesi e poi i profughi, uno sguardo verso l'oltre italiano, una visione del mondo. Nelle nostre campagne vengono a vivere oggi inglesi, olandesi, tedeschi, americani.

D. Con Checco vi siete conosciuti nella vostra Puglia oltre 10 anni fa, quando lui fece un provino alla tv barese Telenorba, dove lei lavorava. E' stato un colpo di fulmine?

R. Luca era già un talento straordinario, non ho dovuto fare molta fatica per scoprirlo.

Scritto da 
  • Laura Carcano
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