Sabato 29 Luglio 2017 - 17:45

Nord Corea testa nuovo Icbm: Usa a portata di nostri missili

Il "forte avvertimento" di Pyongyand a Washington

La Corea del Nord lancia un nuovo missile

All'indomani del secondo test di un missile balistico intercontinentale (Icbm) da parte Corea del Nord, compiuto insolitamente tardi alle 23.41 ora locale di venerdì, il leader Kim Jong Un ha lanciato un avvertimento: "Tutti gli Stati Uniti sono alla portata dei missili nordcoreani". Il suo messaggio è stato diffuso dall'agenzia di stampa nordcoreana Kcna, che sottolinea che Kim ha pronunciato queste parole "con orgoglio": il lancio è stato un "forte avvertimento" a Washington e "il test riconferma l'affidabilità del sistema Icbm, dimostra la capacità di fare un lancio a sorpresa dell'Icbm in ogni regione e luogo in ogni momento, e prova in modo chiaro che tutti gli Stati Uniti sono nel raggio di tiro dei missili nordcoreani".

Replica dai toni altrettanto duri da parte del presidente Usa Donald Trump: "Adotteremo tutti i passi necessari a garantire la sicurezza del territorio americano e dei nostri alleati nella regione", ha affermato, assicurando che "minacciando il mondo, queste armi e questi test isolano ulteriormente la Corea del Nord, indebolendo la sua economia e deprivando il suo popolo". La tv di Stato nordcoreana ha trasmesso le immagini del lancio, mostrando la partenza del missile e Kim che festeggiava con alcuni collaboratori militari. In risposta a Pyongyang, Stati Uniti e Corea del Sud hanno condotto delle esercitazioni con missili balistici e Seul ha annunciato che procederà al dispiegamento di quattro unità aggiuntive del sistema di difesa anti-missile statunitense Thaad, che il presidente sudcoreano Moon Jae-in aveva ritardato per una valutazione di tipo ambientale.

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Ruolo chiave quello della Cina, principale alleato della Corea del Nord. Pechino da una parte ha criticato Pyongyang esprimendo la sua opposizione alle "attività di lancio che vanno contro le risoluzioni del Consiglio di sicurezza e gli auspici della comunità internazionale", e dall'altra si è rivolta a Usa e Sud Corea esprimendo la speranza che "tutte le parti agiscano con prudenza, per evitare che continui l'escalation di tensione, in modo da proteggere pace e stabilità regionali". Pechino è preoccupata in particolare per il sistema Thaad, a cui si oppone perché ritiene che i suoi radar possano scrutare a fondo sul suo territorio: "Invitiamo in modo forte la Corea del Sud e gli Stati Uniti ad affrontare le preoccupazioni della Cina per i suoi interessi, a fermare il processo di dispiegamento e a ritirare l'equipaggiamento", ha fatto sapere il ministero degli Esteri cinese.

Tutte le opzioni sono sul tavolo per l'amministrazione Trump, ma Washington ha chiarito che le strade che preferisce sono diplomazia e sanzioni. Il test nordcoreano, fra l'altro, è giunto il giorno dopo che il Senato Usa ha approvato un pacchetto di sanzioni a Corea del Nord, Russia e Iran; pacchetto che secondo la Casa Bianca Trump intende firmare senza opporre il suo veto. I ministri degli Esteri di Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti hanno avuto colloqui telefonici distinti, nel corso dei quali si sono accordati per incrementare la deterrenza strategica contro Pyongyang e spingere per risoluzioni con sanzioni più forti da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Meno di un mese fa, il 4 luglio, la Nord Corea aveva compiuto il suo primo test di un missile balistico intercontinentale, sfidando anni di sforzi da parte di Usa, Sud Corea e Giappone per frenare le ambizioni di armi nucleari di Pyongyang. Per quel test, fra l'altro, Washington ha proposto un nuovo round di sanzioni Onu. L'anno scorso Pyongyang ha condotto il suo quarto e quinto test nucleare: da allora è impegnata in una serie di test missilistici a un ritmo senza precedenti, che secondo gli esperti ha consentito un significativo avanzamento della sua capacità di lancio di missili balistici a lungo raggio. 

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