Martedì 16 Gennaio 2018 - 11:15

Nel 2017 l'inflazione torna positiva: crescita dell'1,2%. Carrello della spesa a +1,5%

Le rilevazioni dell'Istat. Rispetto al 2016, l'aumento dei prezzi pesa di più sulle famiglie con meno capacità spesa

Dopo la lieve flessione dello 0,1% registrata nel 2016, l'inflazione torna a salire e nel 2017 segna una crescita del +1,2%, con l'inflazione di fondo che si attesta al +0,7% rispetto al +0,5% dell'anno precedente. Lo rileva l'Istat, segnalando che a dicembre l'indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, è cresciuto dello 0,4% su base mensile e dello 0,9% sull'anno.

Per quanto riguarda il mese di dicembre, segnala l'Istat, la stabilità dell'inflazione è diffusa tra le diverse tipologie di prodotto. Fa eccezione l'accelerazione della crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,8%, da +2,2% di novembre) bilanciata dal rallentamento della crescita dei prezzi sia dei beni alimentari non lavorati (+2,4%, da +3,2% del mese precedente) sia dei beni energetici non regolamentati (+4,4% da +5,0% di novembre). In questo quadro, l'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia quella al netto dei soli beni energetici confermano le stesse variazioni registrate nel mese precedente (rispettivamente +0,4% e +0,6%).

L'incremento su base mensile dell'indice generale (+0,4% su novembre) è dovuto prevalentemente agli aumenti dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,5%), cui si accompagna quello degli energetici non regolamentati (+0,6%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,4%) e degli alimentari non lavorati (+0,3%). Su base annua, invece, a dicembre la crescita dei prezzi dei beni si riduce a +1,1% (da +1,3% di novembre) mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi accelera di un decimo di punto percentuale (+0,6% da 0,5%). Il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si conferma quindi negativo e pari a -0,5 punti percentuali (era -0,8 a novembre).

Nel quadro di ripresa dell'inflazione che caratterizza il 2017, diversamente dal 2016 sono le famiglie con minore capacità di spesa a registrare una variazione dei prezzi al consumo lievemente più elevata rispetto a quelle con maggiore capacità di spesa: per le prime l'inflazione media annua è pari a +1,4% mentre per le seconde si attesta a +1,3%. Lo rileva l'Istat, spiegando che le ragioni di questo andamento sono principalmente riconducibili sia all'accelerazione della crescita dei prezzi degli alimentari non lavorati (+3,2% da +0,5%) sia all'inversione della tendenza dei prezzi dei prodotti dell'energia (+4,5% da -5,5% del 2016), che hanno, entrambi gli aggregati, un maggior peso per le famiglie con minore capacità di spesa (13,3% per l'energia, 13,5% per gli alimentari non lavorati) rispetto al peso che hanno per le famiglie con maggiore capacità di spesa (6,4% per il primo, 6,3% per il secondo).

Il differenziale a svantaggio delle famiglie del primo gruppo, segnala ancora l'istituto di statistica, sarebbe stato ancora più ampio se non si fosse verificata una significativa accelerazione dei prezzi degli aggregati che afferiscono ai Servizi relativi ai trasporti (+3,0% da +0,5%), che invece pesano maggiormente sulle famiglie più abbienti (9,8%) rispetto a quelle con minori capacità di spesa (5,5%).

Sale anche il cosiddetto "carrello della spesa", che segna una crescita dell'1,5% nel 2017, quando nel 2016 era aumentato solo dello 0,1%. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, rileva ancora l'Istat, hanno registrato a dicembre un lieve aumento rispetto a novembre (+0,1%) e un rallentamento della crescita su base annua (+1,3% da +1,6%).

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