Sabato 16 Aprile 2016 - 15:30

'Ndrangheta, operazione antidroga: trovati 1,5 milioni

Le indagini hanno portato all'arresto di sei persone

'Ndrangheta, operazione antidroga: trovati 1,5 milioni

E' stata un'auto incendiata, trovata in Stazione Centrale di Milano nel maggio del 2011, a mettere i carabinieri sulle tracce di un  importante giro di cocaina purissima, di tipo 'Zeta Uno', che tocca Lombardia, Piemonte, Lazio e Calabria, Sicilia passando per Olanda, Germania, Spagna, Brasile. Quella macchina, infatti, apparteneva a una persona che era in debito con una importante banda di trafficanti internazionali di droga di origine calabrese, legati alla cosca ndagraghetista Ruga-Loiero-Metastasio di Monasterace (Reggio Calabria), ma con la base logistica a Milano e nell'hinterland del capoluogo lombardo.

Le indagini hanno portato all'arresto di sei persone. I militari hanno anche eseguito una quarantina di perquisizioni, tra cui in una casa di Reggio Calabria dove sono stati trovati 1,5 milioni di euro in contanti, nascosti in uno scomparto segreto sotto al pavimento, dov'è stato rinvenuto anche un giubbotto antiproiettile, un lingotto d'oro da 1 chilo e un fucile di precisione ad aria compressa. I carabinieri hanno individuato almeno tre raffinerie di cocaina che facevano capo all'organizzazione. In particolare, a Settimo Milanese il 1 giugno 2012 i militari hanno scoperto un box dove la banda confezionava e stoccava la droga. Le chiavi del posto auto erano state trovate nel corso di una perquisizione a Casale Monferrato. A Settimo Milanese, i militari hanno sequestrato 180 chili di cocaina pura, divisa in panetti da 1 chilo l'uno, oltre a 230 chili di sostanza da taglio. Proprio a Trezzano e a Lainate la banda aveva le sue basi logistiche. L'attività di spaccio, però, partiva dall'hinterland di Milano per poi raggiungere le "piazze" di Roma, Salerno, il resto d'Italia e la Germania.

Decisivo per il buon esito delle indagini è stato anche l'arrestato in flagranza, nel giugno del 2012, di Cosimo Andrea Scarano detto 'u barune' (il barone), che è stato poi condannato a 8 anni e 4 mesi con sentenza definitiva per traffico stupefacenti. In quell'occasione è stata sequestrata l'agendina dove il pregiudicato annotava data, luogo di consegna e compensi legati al traffico di droga. In media la banda stoccava 100 chili di coca al mese, per un valore di circa 3,5 milioni di euro, e aveva un giro d'affari di tutto rispetto e una clientela con uno spessore criminale importante.

"La loro era una rete stabile di clienti affidabile - ha spiegato il tenente colonnello Michele Miulli, comandante del nucleo investigativo del reparto operativo di Milano - si trattava di gente conosciuta, con un curriculum criminale di tutto rispetto. Per questo motivo la banda è  riuscita a mantenere la segretezza, senza cadere nei passi falsi che di solito fanno i piccoli spacciatori". Fino al 2008 la droga proveniva dall'Olanda, poi la banda si riforniva direttamente in Sud America, in particolare dal Brasile. Lo stupefacente arrivava in Spagna e da lì veniva caricato su aerei diretti all'aeroporto di Linate, dove veniva spostata a Lainate, dove veniva portata alle raffinerie dentro sacchi di colla per lavorazioni edili. Una volata tagliata, la cocaina veniva poi spedita in tutta Italia e in Germania, nascosta in auto rubate.

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