Martedì, Marzo 15, 2016 - 17:00

Nazionale: Conte e Tavecchio errori e poco rispetto

Carlo Tavecchio e Antonio Conte

Lo sapevano anche i sassi, ma adesso l'addio di Antonio Conte dalla Nazionale ha i crismi dell'ufficialità. E' stato laconico l'annuncio di Carlo Tavecchio, il presidente federale; è stata fragile la motivazione dell'ormai ex commissario tecnico, che sentiva la necessità "di tornare ad allenare un club"; saranno paradossali i prossimi mesi, da oggi alla fine dell'Europeo, con la caccia al nuovo ct. Ecco, sì, forse si doveva evitare.

Nessuno esce bene da questo teatrino: a memoria, situazioni del genere non hanno precedenti nella storia azzurra. Lippi lasciò da campione del mondo, Donadoni venne cacciato dopo l'eliminazione ai rigori nei quarti di finale dell'Europeo 2008 contro la Spagna, Prandelli si dimise dopo il flop brasiliano. Si dirà: anche Guardiola si è congedato dal Bayern Monaco con quattro mesi e mezzo di anticipo. Certo, però quello è un club, questa una Nazionale. Che merita massimo rispetto e che invece viene spesso sbertucciata. Conte non ha mai saputo creare un feeling con il club Italia per una ragione semplicissima: non è un selezionatore ma un allenatore. Che deve lavorare ogni giorno, che soffre a stare con le mani in mano durante la settimana. Gli hanno negato gli stage, sovente ha bisticciato con le società per le convocazioni, non si sentiva a casa, era ospite. Però Conte dimentica che per pagargli i 4,5 milioni di ingaggio annuali Tavecchio si è dovuto inventare una liaison speciale con lo sponsor, che ha 'tossito' molti denari; la Federcalcio a certe cifre non sarebbe mai arrivata, salvo rischiare la bancarotta. Conte ha avuto tutto ciò che ha preteso, un 'dominus' tecnico; e aveva anche tutto il diritto di scegliere una strada professionale diversa - cioè il Chelsea - ma doveva usare tempistiche diverse. Ora sarà dura per lui contestare a Insigne scarso attaccamento alla Nazionale quando lui stesso è il primo a levare le tende con largo anticipo e con modalità poco garbate. A riflettere, un modo ce l'avrebbe per congedarsi senza ombre: andare in Francia e vincere. A naso, non è proprio una passeggiata di salute.

Pure Tavecchio non è stato abile a gestire la separazione, si è lasciato travolgere dagli eventi, è stato costretto a convocare una conferenza stampa per evitare che il caso-Conte provocasse danni peggiori. Un presidente travolto dagli eventi. Giancarlo Abete - e prima Franco Carraro e ancora prima Vincenzo Matarrese - si sarebbero messi di traverso e avrebbero costretto il ct al silenzio coatto, almeno fino all'Europeo. Adesso il tema dominante sarà l'individuazione del sostituto di Conte, con il rischio di perdere di vista la marcia di avvicinamento alla disfida francese. Dove siamo messi bene, non benissimo perché questa piccola Italia non naviga nell'oro...
 

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 10:45

Messi, addio all'Argentina: un triste sollievo

Messi che dà l'addio alla nazionale Argentina è di per se stessa una notizia. Messi che dà l'addio dopo aver perso l'ennesima finale, stavolta di Coppa America, sempre contro il Cile, è una notizia che assume una valenza diversa, forse persino superiore. La Pulce è il giocatore più forte del pianeta, con il Barcellona ha vinto e rivinto tutto quanto era possibile vincere, ma con l'Argentina ha sempre steccato.

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Sabato, Aprile 23, 2016 - 15:45

Palermo: la soluzione potrebbe essere esonerare Zamparini

A questo punto, di fronte all'ennesimo esonero confezionato da Maurizio Zamparini in un lunedì colmo di fiele, solo un folle potrebbe accettare di sedersi sulla panchina del Palermo. Perché il presidente-padrone, ormai è assodato, avvidenda gli allenatori con la stessa frequenza con cui cambia i pedalini. Walter Novellino è durato il tempo di un battito di ciglia, a questo giro di giostra ritocca nuovamente a Davide Ballardini che, magari, non riuscirà ad arrivare a maggio...

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Giovedì, Marzo 31, 2016 - 17:30

Viva Trapattoni e le sue telecronache esuberanti

Possono un "porca put" e un "orco zio" valere un esonero, questa volta dalla Rai, per Giovanni Trapattoni? Pare di sì, anche se non ci sono - per adesso - prese di posizioni ufficiali da parte dell'emittente di Stato. Ma non è detto che di qui alla prossima partita della Nazionale non possa scattare la ghigliottina per l'ex ct azzurro, colpevole per l'appunto di una certa esuberanza dialettica non consona a un commentatore.

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Giovedì, Marzo 10, 2016 - 13:15

Allegri, Sacchi e quella petalosa antipatia reciproca

Un pizzicotto (quello di Arrigo Sacchi), un buffetto (quello di Massimiliano Allegri). Tutto in poche ore, perché la notte porta consiglio, si dice, ma sedimenta anche i rancori. Dunque, l'ex ct è stato caustico nell'affrontare l'argomento degli allenatori italiani sulla cresta dell'onda: li ha divisi in tre categorie e ha posto il tecnico della Juventus a mezzo tra i geni e gli orecchianti, cioè gli imitatori un po' pataccati.

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Martedì, Marzo 1, 2016 - 18:30

La Mercedes vola, la Ferrari s'inceppa: siamo alle solite?

A essere sinceri nessuno alla Ferrari si era illuso che la seconda sessione di test a Montmelò, in Spagna, potesse fornire un esito stupefacente, sovvertendo qualsiasi previsione e cancellando qualsiasi residuo di dubbio, ma pochi immaginavano che non ci sarebbe stata una "limatura" del gap con la Mercedes. Un dato, al contrario, è certo: tra le due scuderie principali e il resto del plotone di Formula Uno ormai c'è davvero un abisso, tanto da ridurre in Mondiale a una sorta di bonsai automobilistico.

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