Lunedì 13 Novembre 2017 - 12:30

Naufragio del 2013 a Lampedusa: il gip respinge la richiesta di archiviazione

Il giudice impone il processo per due alti ufficiali di Marina e Capitaneria di porto. Nella strage morirono circa 300 migranti, tra cui moltissimi bambini

Il gip Giovanni Giorgianni impone il processo per due alti ufficiali di Marina e Capitaneria di porto in relazione alla vicenda del naufragio avvenuto l'11 ottobre del 2013 a Lampedusa nel quale morirono circa 300 migranti.

Il giudice nel respingere la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura ha chiesto l'imputazione coatta per rifiuto di atti d'ufficio e omicidio colposo di Luca Licciardi, all'epoca dei fatti ufficiale più alto in carica del Cincnav, braccio operativo dello stato maggiore della Marina, e Leopoldo Manna, che in quel periodo era invece l'ufficiale più alto in grado del Centro italiano di coordinamento soccorso marittimo (Imrcc) della Guardia costiera.

Il gip chiede inoltre sei mesi di indagini aggiuntive per fare chiarezza sulla posizione di Catia Pellegrino, prima comandante donna della marina militare, coinvolta nella vicenda perché al comando della nave Libra.

Il giudice ha accolto le richieste di archiviazione arrivate dalla procura di Roma che riguardavano altri quattro ufficiali, due della Marina e due della Guardia costiera che non sono stati ritenuti responsabili della tragedia perché hanno eseguito ordini arrivati dai loro superiori. Ordini, che secondo il giudice hanno ritardato i soccorsi provocando la morte dei migranti.

"Prendiamo atto della decisione e siamo certi di poter provare la mancanza di responsabilità del Manna nella vicenda. E più in generale la mancanza di responsabilità delle autorità italiane". È quanto sottolinea Luca Ciaglia, legale di Manna, commentando il provvedimento del gip.

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