Sabato 22 Luglio 2017 - 18:00

Napoli, rapina da Arancia Meccanica: c'è anche un 12enne

Tre giovani fratelli di origine Rom hanno minacciato e ferito in modo grave un anziano con disabilità

Brescia, madre e figlio disabile salvati dai carabinieri nell'incendio del loro appartamento

Ha solo 12 anni ma non ha esitato a minacciare per oltre mezz'ora un anziano con disabilità, già ferito in modo grave, con un grosso cacciavite mentre i fratelli maggiori, di 17 e 30 anni svaligiavano il caveau della sua villa.

Teatro della rapina, in perfetto stile Arancia Meccanica, è stata una lussuosa abitazione di Massa Lubrense, sulla costiera amalfitana. I tre fratelli di origine Rom hanno agito indisturbati, in pieno giorno, una domenica dello scorso mese di giugno. Mentre il 12enne si assicurava che il padrone di casa, terrorizzato e dolorante, non chiedesse aiuto, i due fratelli maggiori sono riusciti a portare via dalla cassaforte circa 50 mila euro tra posate e pezzi di argenteria, denaro e preziosi. Nel frattempo il ragazzino, con il piglio del criminale consumato, per assicurarsi che non ci fossero imprevisti, sottoponeva la vittima a un vero e proprio interrogatorio sulla sua famiglia e sulle sue abitudini."Che fanno i tuoi figli - chiedeva - e quanti anni hanno? Vivono con te?".

I tre giovani sono stati identificati e fermati dai carabinieri al termine delle indagini, durate circa un mese, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata (Napoli). Vivevano un campo della provincia a Nord di Napoli. Il 30enne e il 17enne sono stati arrestati mentre il più piccolo, vista la sua giovane età, non è imputabile.

Ad avere la peggio è stato il propietario della villa, che è stato picchiato senza pietà, nonostante fosse in sedia a rotelle. Ricoverato in ospedale a Sorrento, i medici hanno ritenuto le sue ferite, anche alla testa, guaribili in 30 giorni. La scarsa sensibilità dei tre fratelli rapinatori, secondo gli investigatori, emerge anche da alcuni cruenti video che sono stati postati su Facebook. Nelle immagini si vede il 30enne mentre sgozza un maiale e gli altri, compreso il 12enne, si bagnano le mani nel sangue che sgorga dall'animale. Dopo gli arresti, le indagini proseguono per capire se i tre avessero un complice che conosceva bene la casa e come mai abbiano agito a "colpo sicuro".

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