Domenica, Gennaio 31, 2016 - 22:45

Napoli e Juve vincono e divertono, dietro è bagarre Champions

Higuain e Pogba in Napoli - Juventus

Pogba come Platini, Higuain come Maradona: la 22/a giornata di Serie A ha confermato che saranno Juventus e Napoli a contendersi lo scudetto, per tutte le altre l'obiettivo è il terzo posto e i soldini della Champions League. Le prove di forza che i bianconeri e gli azzurri hanno sciorinato contro Chievo ed Empoli non lasciano molte speranze a Fiorentina, Inter e Roma. Sembra davvero essere tornati indietro negli anni '80' quando Le Roi Platini e il Pibe de Oro Maradona illuminavano con le loro giocate i campi della Serie A in un duello che era anche la classica rivalità Nord-Sud.

La Juve porta a 12 la serie di vittorie consecutive, con Allegri che eguaglia il record di Conte nella stagione 2013/2014. Impressionante la prova di forza dei campioni d'Italia, capaci di stritolare il malcapitato Chievo in meno di un'ora. Senza Mandzukic infortunato, Morata si fa trovare pronto e dopo i due gol in Coppa Italia all'Inter ne rifila altrettanti ai veronesi rompendo un digiuno in campionato che durava da ottobre. Pur non segnando, Dybala ha sciorinato calcio dimostrando di essere sulla strada giusta per diventare uno dei giocatori più forti al mondo. Lo è già Pogba, autore di un gol, un assist e una prestazione a tratti esaltante. Ma è anche la Juve di Marchisio, di Bonucci, Barzagli e di una solidità difensiva che alla lunga potrebbe fare la differenza.

Ormai tutto lascia presagire che il 13 febbraio lo scontro diretto dello Juventus Stadium dirà chi fra bianconeri e azzurri proverà a scappare e lanciare la volata scudetto. Il Napoli contro l'Empoli ha confermato di essere una macchina da gol micidiale: 50 in poco più di metà campionato, con lo stratosferico Higuain a quota 22 centri in 22 partite. Medie da Cristiano Ronaldo e Messi per intenderci. Ma la squadra di Sarri non è solo il Pipita, è anche la classe di un Lorenzo Insigne sempre più decisivo. Il gioiello su punizione ha ribaltato l'Empoli e aperto le porte della vittoria al Napoli. Il piccolo trequartista campano è cresciuto tantissimo e appare difficile che Conte possa farne a meno agli Europei.

Ma questo era anche il fine settimana del derby della Madonnina. Il Milan travolge l'Inter 3-0 e rilancia le sue ambizioni in chiave Champions League. I gol di Alex, Bacca e Niang, il rigore sul palo di Icardi, acuiscono la crisi dell'Inter. I nerazzurri non vincono da quattro partite e probabilmente devono dire addio ai sogni scudetto: il Napoli è a +9, la Juve a +7. Non è bastato l'entusiasmo creato dall'arrivo di Eder, ultimo regalo di Thohir a Mancini anche se i problemi dei nerazzurri sembrano essere a centrocampo. Milan che conferma i progressi visti da quando Mihajlovic ha schierato la squadra con un più equilibrato 4-4-2 con Bacca e Niang terminali offensivi. I rossoneri sono ora a -6 dal terzo posto occupato dalla Fiorentina e tutto lascia presagire che per l'Europa che conta sarà bagarre fino alla fine.

Frena ancora la Fiorentina, costretta sullo 0-0 in casa del Genoa ma alle prese con una serie di frizioni interne legate al mercato che rischiano di rompere il giocattolo costruito in avvio di stagione da Paulo Sousa. Si rivede finalmente la Roma, capace di battere il Frosinone in un Olimpico tristemente semivuoto grazie ad un supergol del neo acquisto El Shaarawy. Prima vittoria per Spalletti, che da domani avrà a disposizione anche Diego Perotti per provare una risalita verso le prime posizioni.

In coda si aggrava la posizione della Sampdoria, sconfitta 3-2 a Bologna fra le polemiche ma alle prese soprattutto con lo smantellamento in atto ad opera dell'ineffabile presidente Ferrero. Quarta sconfitta di fila per Montella, probabilmente i mali blucerchiati non erano tutti da ascrivere al povero Zenga. Per fortuna della Samp due retrocessioni sono quasi decise: Frosinone e Verona sembrano destinate alla serie cadetta, mentre qualche chance potrebbe averla ancora il Carpi se dovesse rimettersi in carreggiata dopo lo scialbo pari interno contro il Palermo. 

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Martedì, Aprile 26, 2016 - 07:45

Juve campione, da Acciughina a ‘squalo’: Allegri pigliatutto

 Due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una finale di Champions League e una finale di Coppa Italia ancora da disputare: in soli due anni alla guida della Juve Massimiliano Allegri, non solo ha proseguito nel solco di vittorie iniziato con Antonio Conte ma ha reso la squadra bianconera una macchina quasi perfetta. Con il suo fare bonario, la battuta sempre pronta, il tecnico livornese inoltre risulta essere anche ‘simpatico’ il che non guasta.

 

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Venerdì, Marzo 25, 2016 - 12:00

L’eredità di Cruyff nella storia del calcio mondiale

Johan Cruyff non è stato solo uno dei primi cinque calciatori più forti della storia, paragonabile a Pelè e Maradona, ma è stato senza dubbio un uomo che ha vissuto ‘per il calcio’ e lo ha cambiato per sempre.

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Venerdì, Marzo 18, 2016 - 12:00

Italia fuori dall’Europa, il quarto posto in Champions è un miraggio

Mercoledì e giovedì tutti al cinema o a teatro. E si perché con l’eliminazione di Juventus e Lazio in Champions ed Europa League, l’Italia è fuori dall’Europa che conta. Per la prima volta in 15 anni, precisamente dalla stagione 2000-2001, nessuna formazione del Bel Paese si qualifica per i quarti di finale delle due principali competizioni calcistiche per club.

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Martedì, Marzo 15, 2016 - 13:45

Non solo Zamparini, Serie A sempre più mangia allenatori

E sono 14. Con l’esonero di Stefano Colantuono da parte dell’Udinese, tanti sono i cambi di panchina nel massimo campionato di Serie A alla 29/a giornata. Di questo passo si avvicina il record recente di 18 avvicendamenti della stagione 2011/2012. E dire che lo scorso anno con ‘appena’ 7 cambi di panchina i presidenti della Serie A sembravano aver imboccato un comportamento ‘virtuoso’ e invece dopo meno di 12 mesi ci ritroviamo agli stessi livelli delle stagioni precedenti.

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Venerdì, Febbraio 26, 2016 - 14:45

L’esempio di Van Gaal mentre in Italia i giovani restano a guardare

Giovedì sera il Manchester United ha travolto i danesi del Midtjylland grazie a due gol del 18enne Marcus Rashford e si è qualificato per gli ottavi di finale dell’Europa League. Non solo, il baby attaccante inglese a 18 anni e 117 giorni è diventato il più giovane giocatore dei Red Devils a segnare nelle coppe europee soffiando il primato ad ‘un certo’ George Best. A gettare Rashford nella mischia in una partita forse decisiva per il suo futuro da manager del Manchester Utd è stato Louis Van Gaal. 

 

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