Venerdì 24 Febbraio 2017 - 09:15

Musulmana lascia lavoro alla Casa Bianca: protesta per travel ban

La sua esperienza raccontata in una lettera aperta

Musulmana lascia lavoro alla Casa Bianca: protesta per travel ban

Una giovane musulmana che lavorava nel Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, Rumana Ahmed, ha prestato solo otto giorni di servizio da quando Donald Trump si è insediato alla presidenza Usa perché si è dimessa in senso di protesta contro il 'travel ban' imposto da Trump, che prevedeva il divieto di ingresso nel Paese per i cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana. In una lettera aperta resa pubblica da The Atlantic, Ahmed ha raccontato la sua esperienza di donna che porta l'hijab, cioè il velo, nella prima settimana di presidenza del magnate, dopo sei anni di lavoro sotto il mandato del presidente Usa Barack Obama. Nel 2011 era stata ricercatrice nella residenza presidenziale; un anno dopo, a seguito della laurea, aveva cominciato a lavorare con diverse comunità, tra cui quella musulmana, nell'Ufficio di partecipazione pubblica; infine nel 2014 aveva cominciato il lavoro al Consiglio di sicurezza nazionale.

 Ahmed spiega di avere riflettuto se restare nel governo Usa dopo i commenti di Trump contro i musulmani in campagna elettorale, l'aumento degli attacchi islamofobi e la vittoria alle elezioni, ma racconta che aveva l'opzione di restare dal momento che non si tratta di una designazione politica. "Alcuni dei miei colleghi e leader della mia comunità mi hanno incoraggiata a restare, mentre altri hanno espresso preoccupazione per la mia sicurezza. Ottimista con cautela e sentendo la responsabilità di provare ad aiutare con il nostro lavoro e di essere ascoltati, ho deciso che il Consiglio di sicurezza nazionale di Trump poteva guadagnare con una musulmana di colore e con l'hijab", spiega. Aggiungendo tuttavia che il 'travel ban' imposto da Trump è stato il punto di svolta in cui ha capito che non poteva continuare a lavorare per un governo che considerava lei e altri "non come concittadini ma come una minaccia". I genitori di Rumana Ahmed emigrarono negli Stati Uniti dal Bangladesh nel 1978.
 

Scritto da 
  • redazione web
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Papa Francesco Incontro con le Autorità, con la Società civile di Santiago

Cile, Papa chiede perdono per scandali pedofilia: "Vergogna, non si ripeta"

Il pontefice parlando alle autorità cilene nel Palacio de la Moneda di Santiago su decenni di episodi perpetrati da sacerdoti

Verginità all'asta per pagarsi gli studi: 18enne italiana raccoglie 1 milione di euro

Vuole studiare a Cambridge, acquistare una casa e viaggiare: perciò ha preso la decisione di vendersi sul web. The Sun l'ha sentita e assicura che non è un falso

Giappone, allarme a Gamagori: pesce velenoso venduto per errore

Il fugu è considerato una prelibatezza nel Paese, ma dev'essere cucinato da cuochi esperti. Anche un solo boccone può rivelarsi fatale

Figli segregati in casa in California: genitori accusati di tortura

Tredici giovani legati ai letti senza cibo né acqua. Interrogati sul motivo, David Allen e Louise Anna Turpin non hanno saputo dare spiegazioni alla polizia