Martedì 09 Febbraio 2016 - 13:15

Multe dissidenti grillini, Pd attacca e M5s: No a fascismo renziano

Il vicesegretario dem Guerini controbatte: Studino la Costituzione e il diritto parlamentare

Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista

E' polemica politica, non solamente nel Movimento Cinque Stelle, dopo che sono emerse le sanzioni antidissidenti che il movimento di Beppe Grillo vorrebbe applicare ai suoi  candidati. Il caso è scoppiato dopo la "multa" che l' ideologo 5Stelle Gianroberto Casaleggio ha pensato  per gli amministratori comunali a Roma che dovessero tradire il Movimento. Una notizia che ha creato fermento trai grillini ma soprattutto grandi attacchi da parte degli altri partiti, Pd in primis.

DECALOGO. Erano emerse ieri notizie sul decalogo fatto firmare ai candidati a Roma del Movimento 5 Stelle, oggi confermate dal grillo Luigi Di Maio Si parla di multe da 150mila euro per chi dissente, diktat e direttori, malgoverno in città importanti come Livorno e Quarto e tribunale immediato per chi viola il contratto messo a punto da Casaleggio.  "Ma davvero è questo quello di cui ha bisogno l'Italia? La democrazia è cosa rara nel Movimento 5 Stelle. Peccato che a rimetterci siano sempre i cittadini, che hanno votato un partito che prende decisioni nel segreto di una stanza e multa i dissidenti" ha attaccato il senatore del Pd Francesco Scalia.

 

DI BATTISTA: FIERI DEL CODICE. "Noi andiamo fieri di questo codice di comportamento". Così il deputato Alessandro Di Battista in conferenza stampa alla Camera il M5S dopo lo scandalo Affittopoli a Roma, con Roberta Lombardi. "E' un orgoglio questo codice di comportamento. Non importano le inchieste e gli scandali. Il M5s per Roma intende portare avanti una politica di pugno duro. C'è una squadra parlamentare con me, Roberta, Carla, Stefano che interverrà su Roma se i cittadini decideranno di darci il voto. Un codice che, sì, applica una sanzione a chi vuole fare il voltaggabbana in un Parlamento di voltagabbana", ha aggiunto.

 

INTRANSIGENTI CONTRO I DISONESTI. I 5 stelle giustificano l'azione come un modo per allontanare i disonesti: "Oggi tutti parlano delle sanzioni che gravano sui futuri eletti del M5s a Roma. Anche se quello delle sanzioni non è certamente il punto più rilevante ma solo il più mediatico, è un bene che se ne parli perché ci permette di dire che nel M5s viene prima il programma rispetto alle persone che lo devono realizzare" ha scritto su Facebook il deputato M5S Danilo Toninelli torna sulla  'multa' da 150 mila euro pensata da Gianroberto Casaleggio per gli amministratori comunali a Roma che dovessero tradire il Movimento. "Se entri nel Movimento sposi un progetto concreto. Se lo violi ti devi fermare, mentre invece il progetto va avanti - aggiunge - L'intransigenza contro chi viola il programma e i principi del M5s è l'unico modo per far scendere dal nostro treno i furbi e i disonesti. E questo è un aiuto soprattutto per chi continuerà a viaggiare su questo treno". "Possiamo immaginare l'Italia come un corpo scheletrico che per riprendere vigore ha bisogno di essere nutrito di legalità e giustizia sociale - conclude sul social Toninelli - Se lo lasciamo in mano ai soliti vecchi partiti possiamo stare certi che non potrà sopravvivere".
 

PD ALL'ATTACCO. Ma l'alzata di scudi dei 5stelle esalta il Pd va all'attacco. Duro Stefano Esposito, senatore dem: "Il Movimento 5 Stelle è guidato da una figura opaca che vorrebbe governare l'Italia da un ufficio a Milano, con regole che ricordano periodi neri della storia, non solo italiana. Mi aspetto, a breve, olio di ricino e manganelli". Seguito, a stretto giro da Alessia Rotta, responsabile comunicazione del Pd: "Di Maio continua a giustificare l'ingiustificabile. La solita farsa di chi usa le parole trasparenza e democrazia senza comprenderne appieno il significato e dimostrando che si tratta dell'esatto contrario. Una dittatura, altrove si direbbe. Forse i 5 stelle con questo trucchetto vogliono far pagare ai loro candidati, trasformati in sudditi,  la multa per la mancata presentazione del bilancio, rendendo ancora più chiaro che l'apparenza è soppiantata dalla cieca obbedienza, che risponde al tribunale supremo dalla santa inquisizione della Casaleggio e associati. I fatti parlano di un partito teleguidato dalla Casaleggio & associati, che adesso intende anche mettere sotto controllo la vita delle amministrazioni.  Dal  Direttorio siamo passati al 'dittatorio' composto da volenterosi galoppini dell'utilizzatore finale Casaleggio".

M5S: NO A FASCISMO RENZIANO. "Ecco la legge anti-M5S: il Pd vuole imporre la forma partitocratica, è il fascismo renziano". Lo scrive sui social network il deputato M5S Riccardo Fraccaro. "Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, meglio noto come il Cesare Previti di Renzi, ha dichiarato di voler approvare con urgenza la cosiddetta legge sui partiti - spiega Fraccaro -. Ovvero, una controriforma ad castam presentata dal Pd e fortemente voluta dal nominato premier che neutralizza il M5S, costringendo tutte le forze politiche ad adottare la forma partitocratica: se una simile norma liberticida venisse approvata, i cittadini a 5 stelle non potrebbero più partecipare alle elezioni. Il Pd vuole cancellare per legge l'alternativa di Governo degli onesti, siamo al fascismo renziano".

"Il provvedimento stabilisce che solo i partiti politici possano partecipare alle elezioni, dotandosi di statuto e acquisendo personalità giuridica. Tutte le forze politiche devono quindi strutturarsi secondo il modello fallimentare della partitocrazia con segreterie, sezioni, tesorerie, congressi, tesseramenti fasulli. È ovviamente prevista anche un automatismo tra forma-partito e accesso ai cosiddetti rimborsi elettorali: il Pd, insomma, vuole riformare tutte le forze politiche a sua immagine e somiglianza", sostiene il Cinquestelle Fraccaro.

"Il M5S - conclude Fraccaro - è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi. Con la legge partitocratica del Pd questo principio fondante verrebbe abolito, e con esso di fatto lo stesso MoVimento 5 Stelle. Ecco quanta paura fa al sistema dei partiti la libera associazione dei cittadini onesti. Il Pd dovrà assumersi la responsabilità di lasciare milioni di cittadini senza rappresentanza, con tutto ciò che ne conseguirà in termini politici e sociali. Non ci fermeranno".

GUERINI (PD): STUDINO COSTITUZIONE. "Quale fascismo? E' la Costituzione, in particolare l'articolo 49. I Cinquestelle studino la Costituzione e il diritto parlamentare". Così il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, commenta il M5S che lo ha paragonato a Cesare Previti e ha parlato di "fasismo renziano" in merito alla sua proposta di accelerare sulla legge sui partiti prevista dall'articolo 49 della Costituzione. La proposta di Guerini ha fatto seguito alla notizia del codice di comportamento che il M5S intende adottare e che prevede una multa di 150mila euro per chi disobbedisca al regolamento cinquestelle. Per Guerini la proposta M5S "rende urgente riaprire un confronto sull'articolo 49".

"Il Pd - ha spiegato - aveva proposto di riformarlo, con un documento firmato da me, De Maria, Orfini e Stumpo, tutto il partito. Sarebbe bene riprendere da lì". Il vicesegretario del Pd ha chiarito che i Cinquestelle non sarebbero esclusi dalle elezioni: "Basterebbe prevedere dei piccoli aggiustamenti, come per esempio approvare lo statuto interno".

 

 

Scritto da 
  • redazione web
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