Domenica, Agosto 14, 2016 - 09:45

Mps porta d'ingresso dei giganti mondiali, e l'asino di Fedro

LaPresse

Santander, Bofa-Merrill Lynch, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Commerzbank, Bbva, Jefferies, JP Morgan. Sono questi i colossi bancari globali, che con un piccolo esborso, per coprire l'inoptato dell'aumento di capitale da 5 miliardi di Mps, entreranno senza colpo ferire nel capitale della banca più vecchia del mondo. Che è italiana, perché nel nostro Paese sono nate le banche e le assicurazioni: servivano a finanziare e garantire i carichi delle navi che partivano per tutto il mondo dai nostri porti, e spesso non tornavano vittime di pirati, mareggiate e chissà cos'altro. Proprio come allora, la goletta Mps è carica di debiti e crediti deteriorati che in Italia nessuno può permettersi, e quindi si deve andare lontano a cercar capitale. L'inoptato dovrebbe del maxi aumento dovrebbe essere tra il 20 ed il 30% del totale, ovvero 1-1,5 miliardi. Suddiviso tra i 10 gruppi bancari coinvolti, cui va aggiunta Mediobanca, vuol dire 100-150 milioni per avere il 2-3% di Mps. A quel punto le big globali avranno messo il piede dentro il nostro azimato e paludato sistema bancario. Passando però dalla porta principale, poiché oggi il Tesoro è il primo azionista di Mps al 4%, e siederanno al tavolo dei decisori di Rocca Salimbeni. Spingendo poi ancora oltre questo scenario, va ricordato come per essere presenti in un mercato bancario nazionale, basti oggi una sola filiale reale, da cui governare decine di migliaia di conti on-line. Ennio Doris, lo fa da decenni e l'ha ricordato nuovamente in un'intervista di questa settimana. Un monito pesante per le nostre piccole e medio piccole banche, abbarbicate su territori impoveriti da un lustro di crisi. Ed anche i nostri giganti nazionali, di fronte ai titani globali, che chance hanno? Mps è l'origine di questa crisi sistemica, ma la causa è tutta interna al nostro sistema bancario, che non si è mai aperto alla competizione globale, ed ora arriva ampiamnte impreparato all'assalto finale. Per i risparmiatori poco cambierà, come nella favoletta 'L'asino e il vecchio pastore' di Fedro, in cui al padrone impaurito per l'arrivo dei nuovi invasori, l'animale chiede: "Credi che il vincitore mi metterà addosso due basti?". Il vecchio rispose di no. "Allora, purché mi si carichi di un unico basto, cosa mi importa chi devo servire?".

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Mercoledì, Settembre 7, 2016 - 08:45

Ottimi gli annunci del Governo sulle pensioni, ma a pagarli saranno ancora i soliti noti?

Benissimo gli annunci del Governo su pensioni minime e possibilità di ingresso anticipato rispetto alla riforma Fornero. Ma chi paga? Con l'economia che frena, il Pil fermo, e gli stipendi inchiodati: dove saranno trovare le risorse? Prova a rispondere oggi sul Corriere della Sera, Alberto Brambilla, docente e presidente Centro Studi e Ricerche di 'Itinerari Previdenziali'. Su un totale di 826 miliardi di spesa totale dello Stato nel 2014 la spesa sociale è stata pari a 439 miliardi, quindi oltre il 53% del totale spesa pubblica, spiega Brmbilla.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 10:00

Economia in frenata, rinnovo contratti al bivio. Oggi tutti da Poletti

La frenata della nostra economia è un dato assodato, che ha preso il via già tra aprile e giugno, ed ora proseguirà fino a fine anno. Un autunno difficile, che va ad intrecciarsi con la lunga trattativa tra sindacati e Confindustria per il rinnovo del contratto nazionale prima dei metalmeccanici e poi delle altre categorie, oltre al nuovo modello di contratto nazionale. A fine luglio il 68% dei dipendenti lavora in base ad un contratto scaduto. Dai bancari agli agricoltori, tutti sono coinvolti. Oggi alle 11 altro round di consultazioni con il Governo, Poletti riceverà Cgil, Cisl e Uil.

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Giovedì, Settembre 1, 2016 - 11:15

Domani la revisione del Pil del secondo trimestre, pesa l'incognita Expo

Per domani il Mef, il vecchio Tesoro, prevede una revisione al rialzo del dato sul Pil del secondo trimestre, che nella prima lettura flash era risultato invariato. A comunicare la crescita "a prefisso" invece che zero, sarà l'Istat. Come sottolinea oggi Dario Di Vico su 'il Corriere della Sera', sono altamente irrituali le anticipazioni ufficiali sul rialzo che il Mef ha fornito martedì.

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Martedì, Agosto 23, 2016 - 15:30

Senza l'Expo il Pil italiano frena, autunno in odore di recessione

Nel secondo trimestre il Pil s'è fermato, e nel terzo che capiterà? Difficile dirlo, certo quest'anno la nostra economia soffre la mancanza dell'Expo che invece aggiustò i conti del 2015. Furono proprio luglio-agosto-settembre i tre mesi in cui l'Expo decollò, ed in tempi di crescita "a prefisso zero più qualcosa", è forte il rischio che il prossimo dato sul Pil sia negativo. Servono tre trimestri consetutivi in rosso per entrare in recessione, ma con l'export che soffre molto di più ora rispetto al 2015, i conti sono già indirizzati al ribasso.

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Giovedì, Agosto 4, 2016 - 08:45

Qualcuno ricordi a Weidmann che il Tesoro è già azionista di Mps

In una bellissima intervista di oggi al Corriere della Sera, Jens Weidmann, governatore della Bundesbank o in slang finanzario Buba, mette i puntini sulle 'i' sul quadro europeo dopo gli stress test di venerdì scorso. Si parla anche di Mps, e qui Weidmann ci va giù pesante: "In Europa ci siamo dati nuove regole per le crisi bancarie. In linea di principio gli azionisti e i creditori devono sopportare le perdite, quando una banca va risanata.

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