Domenica 17 Luglio 2016 - 17:45

MotoGp Germania, l'errore di Rossi dietro il trionfo di Marquez

Lo spagnolo batte la Honda di Cal Crutchlow e la Ducati di Andrea Dovizioso, Valentino solo ottavo

MotoGp Germania, l'errore di Rossi dietro il trionfo di Marquez

Prima la pioggia, poi il sole. E primo, non senza code velenose, sempre Marc Marquez, con la Honda, poi tutti gli altri, noti e meno noti. Compreso Valentino Rossi, solo ottavo e con l'altro pilota Yamaha, Jorge Lorenzo, praticamente mai pervenuto. Il Gp di Germania ha emesso la sua sentenza e, forse, ha spostato di molto il baricentro del Mondiale: doveva essere l'ennesima chance a disposizione del Dottore per limare il distacco dallo spagnolo, invece questo distacco si è allungato. Adesso i punti di differenza sono 59, un abisso, 170 per Marquez e 111 per Valentino: nulla è deciso, certo, ma tra oggi e lo scivolone in Olanda parecchio è stato compromesso.

GIAPPONESI ARRABBIATI - La sconfitta di Rossi fa riflettere. E, soprattutto, ha fatto arrabbiare il team giapponese. Perché è probabile che se Rossi avesse colto le indicazioni del muretto nel momento in cui la pista ha cominciato ad asciugarsi, probabilmente l'epilogo sarebbe stato diverso. Per lui e per Dovizioso, colpevole del medesimo ritardo ma comunque finito sul podio. Un grave errore a livello strategico che si unisce a un altro grave errore, la caduta di Assen: due gare che in teoria avrebbero dovuto portare 50 punti e che, in realtà, ne hanno fatti guadagnare solo 8 a Rossi, contro i 45 di Marquez e i 7 di Lorenzo.

BUON MANICO - Va da sé, comunque, che il trionfo dello spagnolo non è stato solo agevolato dalla cocciutaggine di Rossi ma anche da un buon 'manico' nel guidare la sua Honda. In difficoltà sul bagnato, Marquez ha dato il massimo appena ha cambiato moto e dalla versione 'rain' è passato a quella normale, dimostrando uno spirito di adattamento eccezionale. Del resto, il trionfo di Sachsenring è il settimo stagionale, un 'settebello' che mette a tacere qualsiasi dubbio sulla validità del binomio Marquez-Honda.

CAVALCATA MONDIALE - Il prossimo appuntamento, in Austria, sarà determinante. Perché la Yamaha e segnatamente Valentino devono imprimere una svolta, altrimenti la cavalcata mondiale diventerà una noiosa e inutile rincorsa a Marquez. Non è da escludere che la casa nipponica chieda conto al Dottore dei motivi che lo hanno spinto a ignorare il cartello (box in) mostrato a metà gara dal muretto, un atteggiamento che è costato verosimilmente il successo a Valentino. Anche se lo stesso Valentino ha subito confessato che rientrare prima o dopo avrebbe cambiato poco la sua corsa, perché con la moto da asciutto era lentissimo. Il dubbio, però, rimane. E non solo in Yamaha.

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
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