Lunedì 08 Febbraio 2016 - 15:00

Regeni, autopsia conclusa. Genitori: Non aveva paura

Il corpo, che ancora si trova a Roma, arriverà a Fiumicello nei prossimi giorni

Arrivo della salma di Giulio Regeni al Policlinico Umberto I per l'autopsia

 Viene smentita con decisione da fonti vicine alla famiglia Regeni, l'ipotesi circolata in queste ore, circa una possibile prosecuzione anche oggi dell'esame autoptico sul corpo di Giulio Regeni, il 28enne morto in Egitto. Il corpo, che ancora si trova a Roma, arriverà a Fiumicello nei prossimi giorni, riportano le stesse fonti, e quindi le esequie non avverranno prima di giovedì. A breve la famiglia diffonderà una nota con tutti i dettagli sulla cerimonia, che si svolgerà nel piccolo paese. Confermata invece, la causa della morte di Regeni, stando a quanto riportano le stesse fonti, il decesso è infatti avvenuto per la frattura di una vertebra.

 

I GENITORI. Giulio non temeva per la sua vita, non aveva paura. Questo, a quanto si apprende, quanto riferito dai genitori di Giulio Regeni, lo studente scomparso la notte del 25 gennaio al Cairo e ritrovato morto dieci giorni dopo. Il pm romano, Sergio Colaiocco, che procede per omicidio volontario, ha raccolto anche le dichiarazioni di alcuni amici della vittima. Secondo indiscrezioni, i genitori avrebbero riferito che il figlio, pur consapevole di trovarsi in una situazione preoccupante, non aveva mai manifestato timori per la sua sicurezza.

 

GENTILONI: NO A VERITA' PRESUNTE. Della morte oggi aveva parlato il ministro degli Esteri Gentiloni:  "Non ci accontenteremo di verità presunte, come già abbiamo detto in occasione dei due arresti inizialmente collegati alla morte di Giulio Regeni. Vogliamo che si individuino i reali responsabili, e che siano puniti in base alla legge". Così il ministro a Repubblica sull'uccisione in Egitto del ricercatore 28enne. L'Italia, ha aggiunto, ha chiesto e ottenuto che al Cairo funzionari investigativi del Ros e della polizia possano partecipare alle indagini egiziane", quindi "se verrà loro consentito di lavorare, come in queste ore sembra possibile, potremo ottenere dei risultati. Ed è questo che il governo italiano pretende".  Sulle relazioni tra i due Paesi, Gentiloni aveva aggiunto: "L'Egitto è un nostro partner strategico e ha un ruolo fondamentale per la stabilizzazione della regione", al contempo l'Italia ha "il dovere di difendere i suoi cittadini e pretendere che, quando essi sono vittima di crimini, i colpevoli vengano assicurati alla giustizia".
 

 

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