Domenica 13 Marzo 2016 - 16:15

Montagna, Brasso: Valanghe? Vialattea sicura ma fatalità esiste

Il presidente della Sestrieres: "La tragedia è quotidianamente dietro l'angolo"

Montagna, Brasso: Valanghe? Vialattea sicura ma fatalità esiste

Un giovane sciatore in ospedale dopo un grave incidente sulle piste di Bardonecchia, sei alpinisti morti, travolti da una valanga in Trentino: dopo una stagione avarissima di neve, la montagna torna a far parlare di sé. E, purtroppo, non in maniera positiva. Ma Giovanni Brasso, presidente della Sestrieres, la società che gestisce gli impianti di risalita della Vialattea - il comprensorio piemontese delle Alpi olimpiche, circa 300 chilometri di piste da Sestriere a Monginevro - smorza l'allarme: "Per quanto ci riguarda siamo in massima sicurezza, ma sempre per quanto si possa essere esserlo quando c'è di mezzo la montagna. Mi spiego: la tragedia è quotidianamente dietro l'angolo. Come società di impianti, possiamo fare il massimo per offrire garanzie, ma se poi trovi persone che vogliono andare oltre se stessi e provare l'adrenalina del proibito, nessuno può farci niente. Io paragono gli sciatori ai subacquei: chi scende troppo in profondità sa a cosa va incontro", dice a LaPresse. 

Brasso entra nel dettaglio, in maniera da sgomberare il campo da equivoci: "In condizioni particolari, quando nevica tanto e si alzano le temperature, ci andrebbe più prudenza. Questa settimana ho preteso che non venissero aperti né il canalino di Rio Nero né lo ski-lift di risalita. In quel canalino sono già morte otto persone. Eppure, alle nove di mattina, era già pieno di tracce di sci e di snowbaoard. Mi sono arrabbiato e... arreso".

Anche per quanto riguarda gli incidenti sulle piste il discorso è analogo, malgrado una presenza più massiccia delle forze dell'ordine farebbe da deterrente: "Quando ci sono tanti ospiti, quando diventa complicato persino fare una curva, la possibilità di incidenti aumenta. Anzi, in considerazione della gente che scia in questi meravigliosi giorni di marzo, ritengo che si siano registrate poche situazioni gravi. Esiste l'imponderabile, sì, ma esiste pure il buonsenso. Chi fa il matto rischia di fare male a se stesso e agli altri".

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
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