Bamako (Mali), 24 mar. (LaPresse/AP) - "In questo momento, ho in mano il controllo di tutto il Paese". Così, in un'intervista esclusiva ad Associated Press, il capitano Amadou Sanogo, leader dei militari che hanno condotto il colpo di Stato in Mali tre giorni fa, rovesciando il presidente Amadou Toumani Touré. Sanogo, che ha parlato dal presidio di Kati, a pochi chilometri dalla capitale Bamako, dove è iniziato l'ammunitamento mercoledì, non ha voluto rivelare dove si trovi il presidente in questo momento, e nemmeno far capire di saperlo. "Come soldato ho i miei segreti", ha detto. Alla domanda se il presidente sia in questo momento protetto da qualche soldato, Sanogo ha semplicemente risposto: "Neanche uno". Un'affermazione contraddetta però da un ufficiale che, parlando con Ap a condizione di anonimato, ha riferito che un gruppo di paracadutisti che facevano parte della guardia presidenziale è rimasto vicino a Touré.
La motivazione che ha spinto i militari a portare a termine il golpe, spiega il capitano, è stato cercare di evitare una crisi della sicurezza nazionale, che sarebbe potuta esplodere a suo avviso poiché il governo non stava fornendo le adeguate forze e risorse per combattere la rivolta dei tuareg nel nord del Paese, iniziata a gennaio. Non è ancora chiaro se il colpo di Stato avrà un seguito o se i lealisti di Touré stiano preparando un controgolpe, come è sembrato ieri dopo che diversi soldati si sono radunati nei pressi della televisione di Stato a Bamako. Tuttavia, Sanogo sostiene di "non temerlo".
Oggi la televisione e la radio di Stato hanno chiesto nuovamente ai soldati di fermare i saccheggi iniziati ieri, quando i militari hanno cominciato a rubare ogni cosa possibile, dalle auto alle banane vendute ai chioschi per strada. Inoltre, spiega un ufficiale della giunta rimasto anonimo, è stato preparato un comunicato per chiedere alle stazioni di servizio di riaprire. Le pompe di benzina avevano chiuso proprio perché i soldati si servivano senza pagare. Questa mattina, tuttavia, i maggiori negozi e i mercati nel centro della capitale erano ancora chiusi. La gente preferisce rifornirsi nei piccoli negozi e dai venditori ambulanti. Placati in parte i saccheggi, le auto sono tornate a circolare.
Sanogo ha minimizzato la confusione seguita al golpe. "La gente - spiega - sta ricominciando la propria normale vita, il mercato è aperto e i trasporti funzionano. Credo che ci stiamo avvicinando a quello che avevo promesso al mio popolo". Per quanto riguarda i saccheggi, ieri in televisione aveva incolpato "malintenzionati" che hanno vestito per l'occasione le uniformi di esercito e polizia, solo per rubare. "Chiedo a tutti i maliani - ha detto - di fermare i saccheggi. Non è né la nostra missione, né la nostra causa, né il nostro obiettivo".
Il golpe è stato un dura battuta d'arresto il Paese, considerato tra le più mature democrazie dell'Africa. Lo stesso Touré, nel 1991, era salito al potere con un colpo di Stato. Tuttavia è conosciuto come 'Soldato della democrazia' perché aveva consegnato il potere ai civili e si era ritirato dalla vita pubblica. Solo alcuni anni dopo, vincendo le elezioni nel 2002, è tornato alla guida del Paese ed è stato poi rieletto nel 2007. A breve avrebbe dovuto dimettersi, poiché giunto alla fine del secondo mandato, l'ultimo previsto dalla legge. Le elezioni sono in programma per il 29 aprile, ma ora è da capire se si terranno o meno.