New York (New York, Usa), 9 giu. (LaPresse/AP) - Sette peacekeeper delle Nazioni unite sonoe otto civili stati uccisi ieri in un attacco nel sudovest della Costa d'Avorio. La notizia è arrivata nella serata di venerdì da Josephine Guerrero, portavoce del dipartimento di peacekeeping dell'Onu, che ha precisato tutte le vittime venivano dal Niger. Le Nazioni unite hanno una forza di pace in Costa d'Avorio dal 2004, che alla fine di aprile era costituita da circa 9.400 caschi blu, 200 osservatori militari e 1.350 agenti di polizia internazionale, oltre a staff civile. Sono oltre 40 le nazioni che contribuiscono con personale militare alla missione Onu nel Paese.
LA CONDANNA DI BAN KI-MOON. Dura la condanna del segretario generale Onu, Ban Ki-moon, che dicendosi "rattristato e indignato" per le morti ha condannato l'attacco "con la massima fermezza" e chiesto al governo del Paese di identificare i responsabili dell'attacco e di consegnarli alla giustizia. Ha aggiunto che i colleghi dei peacekeeper uccisi "sono ancora in pericolo. Anche stanotte, dopo l'attacco, più di 40 caschi blu restano con gli abitanti dei villaggi nella regione remota, per proteggerli dal gruppo armato" autore dell'attacco.
ALTRE VITTIME. Secondo gli ufficiali Onu ci sono state altre otto vittime nell'attacco, avvenuto nella zona sudoccidentale vicina al confine con la Liberia. Bert Koenders, inviato Onu in Costa d'Avorio, ha detto che i caschi blu attaccati erano parte di un gruppo della zona a sud della città di Tai, dove di recente l'Onu ha rinforzato la propria presenza per le numerose minacce di attacchi contro i civili.
OPERAZIONE DAL 15 GIUGNO. Le forze del governo del Paese, assieme a quelle liberiane e Onu, lanceranno una operazione il 15 giugno per trovare i responsabili dell'attacco di ieri ai peacekeeper delle Nazioni unite, che ha causato la morte di sette caschi blu. Lo ha annunciato il vice ministro alla Difesa del Paese, Paul Koffi Koffi, aggiungendo che gli assalitori sono "miliziani o mercenari". Ha spiegato che non è possibile agire prima di quella data, a causa del tempo necessario a radunare gli equipaggiamenti e preparare le truppe. Un funzionario del governo informato sulla vicenda ha inoltre riferito che il presidente del Paese, Alasanne Ouattara, ha chiesto che siano utilizzati anche elicotteri d'assalto delle Nazioni unite, il cui arrivo è previsto per lunedì.