Martedì 15 Novembre 2016 - 14:00

Rogoredo, blitz nel bosco della droga: al lavoro uomini e ruspe

Forze dell'ordine all'opera per smantellare il polo dello spaccio

Milano, maxi blitz nel 'boschetto della droga' a Rogoredo

Basta siringhe buttate tra i cespugli, pusher di tutte le nazionalità, immondizia e sparatorie per accaparrarsi una delle principali piazze dello spaccio di eroina a Milano. Dopo i blitz della scorsa settimana di polizia e carabinieri, che hanno assediato il 'bosco della droga' in via Sant'Arialdo a Rogoredo, accanto alla stazione dell'Alta Velocità, questa mattina sono arrivate le ruspe. In pochi minuti l'area verde è stata circondata da un centinaio di uomini, tra forze dell'ordine, vigili del fuoco e personale del Comune. Obiettivo, bonificare la zona, già parzialmente ripulita l'estate scorsa, e tagliare erbacce e arbusti del sottobosco, trai quali i pusher erano soliti nascondere le dosi di eroina da vendere anche a clienti in arrivo da fuori Milano. Il boschetto, infatti, si trova a poche decine di metri dallo svincolo della tangenziale. A sorvegliare dal cielo lo svolgimento delle operazioni, c'era anche un elicottero dei carabinieri.

"Puntiamo ad eliminare una piazza dell'eroina che esiste da più di 20 anni: un impegno preso dal primo giorno in cui ci siamo insediati", ha spiegato l'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza, sottolineando che l'operazione era stata decisa nel corso delle ultime riunioni del tavolo per l'ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura a Milano.
"Senza l'impegno del comando provinciale dei Carabinieri - ha aggiunto l'assessore - e di tutte le forze dell'ordine che in queste settimane hanno organizzato interventi operativi nel boschetto di Rogoredo, non saremmo potuti arrivare a questo punto.  Quello di oggi è l'ennesimo intervento, e non l'ultimo, per restituire quell'area alla città. Sono state tolte le barriere di protezione utilizzate dagli spacciatori, abbattute le baracche ed è iniziato il lavoro di bonifica dell'area dalle siringhe, che dovrà continuare nelle prossime settimane".

Scalpitano, invece, le opposizioni. Il portavoce del M5S in comune Simone Sollazzo, membro della commissione sicurezza, "contesta il metodo, non il contenuto. Che a Rogoredo ci fosse un enorme problema da risolvere legato alla criminalità e allo spaccio di droga e di conseguenza alla sicurezza - ha fatto sapere - è noto a tutti e lo abbiamo espresso più volte in diverse sedi. Soprattutto per i residenti si tratta di un'operazione importante e necessaria, ma è il modo in cui è stata attuata che non condividiamo" perché è "troppo invasiva".

Parla di "segnale forte" da parte delle istituzioni il consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico, che auspica che  "da oggi inizi un percorso di riqualificazione di recupero dello spazio verde per ridare al quartiere la dignità civile. Da Palazzo Marino - aggiunge - vigileremo che ci sia il coinvolgimento e sia rispettata la volontà del Municipio 4, delle associazioni e dei cittadini per il recupero dell'area". La collega Silvia Sardone ricorda che l'obiettivo dei tanti comitati nati a Rogoredo contro spaccio e degrado "rimane sempre lo stesso: la bonifica dell'area con la chiusura del parco o il disboscamento. Attendiamo un progetto definitivo da parte del Comune- aggiunge -  per ridare dignità a questa zona definitivamente dopo anni di abbandono".

Per il deputato azzurro Luca Squeri, infine, "la politica migratoria delle porte aperte a oltranza portata avanti da Renzi con il supporto accondiscendente del sindaco Sala, ha trasformato intere zone di Milano in campeggi a cielo aperto dove la legalità è un optional. E ora si invoca l'intervento dell'esercito per rimediare ai mali che la sinistra stessa ha generato. Bisogna smetterla di accogliere tutti - conclude - questa è l'unica vera soluzione".
 

Scritto da 
  • Benedetta Dalla Rovere
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