Giovedì 18 Febbraio 2016 - 14:45

Milano, Giornata del lavoro agile: partecipano in oltre 10mila

Grande successo per la terza edizione dell'iniziativa dedicata allo 'smart working'. Su Twitter spopola l'hashtag #lavoroagile16

Milano, Giornata del lavoro agile

Lavorare non solo dalla propria scrivania in ufficio, ma anche da casa, dal parco, da una libreria o da una postazione in un co-working. Comunicare con i colleghi grazie a smartphone  e pc. Non avere orari prestabiliti o l'obbligo di timbrare il cartellino. Sono queste le poche e semplici regole che definiscono il 'lavoro agile'. In questo modo i lavoratori dipendenti possono evitare di trascorrere otto ore in ufficio, risparmiarsi lunghe code in automobile e 'lotte' per salire su bus e metro super affollati. Il salotto di casa, il bar preferito, la piscina, il parco. Armati di smartphone e computer, questi e altri luoghi possono trasformarsi in ufficio per un giorno. È questa l'idea che ha spinto il Comune di Milano a dare vita alla Giornata del lavoro agile.
L'iniziativa è arrivata ormai alla terza edizione e quest'anno le aziende che hanno accettato di sperimentare questa nuova formula sono state 170. Oltre 10 mila sono i lavoratori che hanno aderito e un migliaio quelli che questa mattina hanno letteralmente "intasato" la app messa a disposizione dal Comune di Milano e hanno cercato di prenotare un posto in uno dei tanti co-working disponibili in città.

La Giornata del lavoro agile (#lavoroagile16) spopola anche su Twitter, dove i milanesi che hanno preferito la piscina o il bar alla scrivania in ufficio stanno postando foto e commenti. E lo stesso vale per la pagina Facebook del Comune di Milano, inondata da post e richieste di informazioni.

 

 

Che lo 'smart working' sia una formula di successo lo si è visto anche nelle edizioni del 2014 e del 2015. A partecipare erano stati i dipendenti di 150 aziende, che in media hanno risparmiato due ore di tempo a testa, normalmente dedicate al tragitto casa ufficio. Tempo che, ad esempio, i dipendenti della Philips hanno deciso di 'donare' alla collettività, dando una mano ai giardinieri di Villa Lonati, l'orto botanico comunale che organizza corsi scuole e svolge attività di riabilitazione per i pazienti operati o che devono affrontare una lunga degenza all'ospedale Niguarda. Armati di guanti, zappe, cesoie e stivaloni di gomma hanno lavorato nelle serre, eliminato erbacce, selezionato sementi e creato talee.

Per gli sportivi o le mamme che accompagnano i figli a nuotare, invece, la piscina Cozzi, in viale Tunisia, ha allestito uno spazio con computer e scrivanie, dove fermarsi qualche ora a lavorare.

Da parte dei lavoratori milanesi, dunque, l'iniziativa è stata promossa a pieni voti. E anche da parte delle aziende si è sollevato un coro unanime di apprezzamento. Unico neo, concordano tutti, è la carenza di infrastrutture, come la banda larga, che potrebbero spingere il lavoro agile e farlo diventare una realtà per un numero maggiore di enti e realtà produttive.

Dopo esser stato a lungo sperimentato dalle grandi multinazionali, come Siemens, Vodafone, Philips e molte altre, adesso una norma sul 'lavoro agile' è all'esame del Parlamento. Il consiglio dei ministri il 20 gennaio, infatti, ha varato un disegno di legge sullo 'smart working', che semplifica la vita, soprattutto dal punto di vista assicurativo, alle aziende che abbracceranno questa filosofia.

Scritto da 
  • Benedetta Dalla Rovere
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