Martedì 05 Dicembre 2017 - 16:45

Milano, body builder risarcirà tassista per l'orecchio staccato

Lo hanno riferito i legli di Antonio Bini che il 28 novembre ha aggredito Pier Federico Bossi in via Lepetit. L'udienza fissata il prossimo 11 dicembre

Antonio Bini ai domiciliari dopo processo per direttissima

"Antonio Bini ha intenzione di risarcire il danno provocato a Pier Federico Bossi", il tassista 48enne che il 28 novembre ha aggredito in via Lepetit, a pochi passi dalla stazione Centrale di Milano, quasi staccandogli a morsi un pezzo di orecchio. Lo ha sottolineato l'avvocato Beatrice Saldarini, che difende il body builder 29enne insieme alla collega Patrizia Pancanti. L'intesa sull'entità del danno con il tassista (che si è costituito parte civile) per il momento non è ancora stata raggiunta.

"Il giudice Carlo Cotta ha deciso di rinviare l'udienza al prossimo 11 dicembre - ha aggiunto il difensore - proprio per darci il modo di trovare un'accordo" con i suoi legali, gli avvocati Sostene Invernizzi e Mauro Mocchi. Nella prossima udienza si discuterà anche di eventuali richieste di riti alternativi, come il patteggiamento o la richiesta di rito abbreviato, e della possibilità di sospendere il processo per permettere al 29enne di accedere alla messa in prova ai servizi sociali.

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"Stiamo cercando di ottenere l'assenso del pm su questo punto - ha detto il legale del body builder - ma non abbiamo ancora individuato la struttura presso la quale potrebbe fare volontariato".

Antonio Bini lavora in un hotel vicino alla stazione Centrale. Nessuno, a partire dai colleghi e dalla fidanzata, che lo descrivono come una persona pacifica, avrebbe mai immaginato che potesse esplodere contro il conducente della auto bianca per un semplice litigio legato a un parcheggio. Il 29enne ha reagito prendendo a calci e pugni il rivale, 'colpevole' solo di aver bloccato il passaggio con la sua auto bianca. Il tassista ha detto di non aver provocato il 29enne. La reazione del giovane, però, è stata violentissima: gli ha urlato che era pronto a fargli fare la fine di "quell'altro", facendo riferimento a Luca Massari, il tassista che nel 2010 venne picchiato selvaggiamente da tre pregiudicati per aver investito accidentalmente un cagnolino e morì dopo un mese di ospedale.

Dopo gli insulti e le minacce, il 29enne è passato alle mani facendo cadere a terra il rivale. E quando il tassista si è rialzato e ha cercato di andare, il 29enne lo ha aggredito nuovamente e, dopo avergli spaccato il naso e fratturato una clavicola, gli ha anche quasi staccato un lobo a morsi. Non solo. Gli agenti delle Volanti, che sono intervenuti in via Lepetit, hanno trovato addosso al body builder anche un pugnale, un anello di quelli utilizzati per ferire profondamente quando si da un pugno, oltre a un uncino ricavato da un tondino di ferro. Per conoscere le sorti del 29enne bisognerà attendere la prossima settimana.

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