Lunedì 07 Marzo 2016 - 22:45

Migranti, Turchia rilancia: Più fondi e più rimpatri. Ue spaccata

Altri tre miliardi di euro e l'accelerazione del processo di adesione all'Ue sono le richieste turche al vertice di Bruxelles

Il premier turco Davutoglu

Altri tre miliardi di euro, l'accelerazione della liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi e l'accelerazione del processo di adesione all'Ue, con l'apertura di cinque nuovi capitoli negoziali. Sono le richieste avanzate dal premier turco Ahmet Davutoglu al vertice straordinario di Bruxelles sull'immigrazione. Ankara non si è fatta mettere all'angolo.

LO SCAMBIO: RIMPATRI DALLE ISOLE GRECHE IN CAMBIO DI NUOVI PROFUGHI. Dopo il caso del commissariamento del principale quotidiano del Paese, Zaman, proprio alla vigilia del summit, era alto il rischio di subire contestazioni sulla libertà di stampa, che si sarebbero aggiunte a quelle sulla mancata applicazione dell'accordo del 29 novembre scorso (con cui si impegnava a bloccare le partenze dei migranti verso la Grecia in cambio di tre miliardi di euro). E così ha deciso di rilanciare, offrendo anche uno scambio: la Turchia sarebbe disposta a riprendersi indietro tutti i migranti - siriani inclusi - sbarcati finora nelle isole greche se l'Ue si prendesse altrettanti siriani registrati formalmente nei campi profughi turchi. Alla Turchia questo consentirebbe di stringere ulteriormente i legami con l'Ue. Mentre l'Ue, che considera la proposta "molto seria", riferiscono fonti diplomatiche, conta in questo modo di penalizzare i trafficanti, perché - è il ragionamento - sapendo di essere rimpatriati i siriani non partiranno più. Progetto che riporta alla memoria i respingimenti introdotti anni fa dall'allora ministro dell'Interno Roberto Maroni, proprio con le stesse finalità e con risultati incerti.

CONTRASTI NELL'UE. Una mossa comunque, quella turca, in grado di spaccare l'Europa ancora una volta: sul tavolo infatti, riferiscono fonti diplomatiche, i documenti sono due. Quello preparato dal presidente del Consiglio Donald Tusk e quello portato da Davutoglu, di cui la cancelliera tedesca Angela Merkel sarebbe stata a conoscenza fin da ieri. Proprio Tusk sarebbe piuttosto seccato di aver lavorato a vuoto per un documento (che genericamente impegnava tutti ad accelerare gli sforzi) finito per essere del tutto inutile.

RENZI: "VOGLIO RIFERIMENTO ALLA LIBERTA' DI STAMPA". Davutoglu è riuscito così a definire interamente l'agenda del vertice. Solo il premier italiano Matteo Renzi avrebbe tenuto il punto sulla questione della libertà di stampa: "Voglio un riferimento alla libertà di stampa, altrimenti noi non firmiamo", avrebbe detto rivolto agli altri leader. Renzi ha anche, come annunciato qualche giorno fa, portato 27 dvd di 'Fuocoammare', il documentario diretto da Gianfranco Rosi premiato con l'Orso d'oro per il miglior film al Festival di Berlino, e lo ha ditribuito a tutti i colleghi.

LE NAVI NATO IN ACQUE TURCHE E GRECHE. Ma il piano su cui si sta contrattando a Bruxelles è duplice. Nel pomeriggio infatti Davutoglu ha lasciato per qualche ora la sede del palazzo del Consiglio Ue, il Justus Lispius, per incontrare il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Il quale ha annunciato che, da domani, le navi dell'Alleanza atlantica opereranno anche nelle acque territoriali turche e greche, a supporto delle attività di contrasto all'immigrazione in Europa.

LA ZONA DI SICUREZZA IN SIRIA. Non solo, ma Ankara insiste anche sulla creazione di una zona di sicurezza in territorio siriano, dove ospitare nuovi campi profughi, un tema che la Turchia ripropone periodicamente fin dall'autunno scorso. E proprio per parlare di Siria si è tenuto un vertice ristretto tra Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande, il premier britannico David Cameron, lo stesso Davutoglu e l'Alta rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini.

L'APPELLO DELLE ONG: "NON FERMERETE I MIGRANTI, ANZI AIUTERETE I TRAFFICANTI". Il tutto mentre un gruppo di 26 ong ha firmato un appello comune per chiedere all'Europa di cambiare rotta: "Negli ultimi due mesi - scrivono - più di 180mila persone hanno raggiunto l'Europa attraverso la Grecia. Affrontano un viaggio che mette in pericolo le loro vite per lasciarsi alle spalle guerra e violenza. Né le avverse condizioni meteorologiche né le politiche dei governi europei metteranno fine al tentativo di mettere in salvo le loro vite". Anzi, le 26 organizzazioni, che lavorano in Grecia, Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia, sottolineano: è proprio "questo tipo di decisioni che costringono i migranti ad affidarsi ai trafficanti o a cercare nuove e sempre più rischiose vie per continuare il loro viaggio".

ACCORDO LONTANO, VETO DA ORBAN. Quasi impossibile raggiungere oggi un accordo, anche perché il meccanismo dello scambio uno a uno riapre il problema dei ricollocamenti in Europa, destinato a riaccendere lo scontro dentro l'Ue. E infatti il premier ungherese Viktor Orban ha già posto il veto.

LA VITTORIA DELLA TURCHIA. Alla fine della giornata insomma l'unico vincitore appare il governo turco. Qualche fonte dalla Commissione Ue sottolinea, con malizia, che "aprire nuovi capitoli non significa accelerare l'adesione, perché ci sono dei criteri molto stringenti da rispettare". Insomma, accontentare Ankara sui capitoli di adesione di fatto non è una concessione perché tanto la Turchia non entrerà. Una furbizia da poco, che mostra tutta la debolezza di un continente che non riesce a fare fronte all'arrivo di un milione di migranti - una cifra pari allo 0,2% della popolazione dei 28 - e, nel panico, si affida a un Paese che chiude con disinvoltura quotidiani, incarcera giornalisti, reprime le minoranze e dove, denuncia Human Rights Watch, i rifugiati non sono garantiti sotto il profilo della protezione internazionale, e persino nemmeno dal punto di vista dell'incolumità fisica.
 

Scritto da 
  • Fabio De Ponte
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