Martedì 01 Marzo 2016 - 09:15

Migranti, scontri nella notte a Calais: oggi continua sgombero

Ancora caldo anche il fronte greco-macedone: 11mila le persone bloccate al confine

Migranti, al via sgombero parziale del campo "jungle" a Calais

Sono proseguiti nella notte gli scontri al campo dei migranti di Calais, la cosiddetta Giungla, di cui le forze dell'ordine hanno iniziato ieri il parziale smantellamento. La tv 'France 2' ha riferito che quattro persone sono state arrestate per i disordini nelle strade vicine all'accampamento dei profughi, mentre diversi poliziotti sono stati lievemente feriti. Secondo l'emittente, sono stati circa 150 gli abitanti del campo che hanno protestato contro lo smantellamento della parte sud del campo e la distruzione delle baracche. Nelle riprese si vedono vari uomini lanciare oggetti contro le camionette, che vengono anche colpite con delle spranghe.

AGENTI IN ANTISOMMOSSA. Le operazioni sono iniziate ieri, dopo che un tribunale ne ha dato ordine la scorsa settimana. Le forze dell'ordine sono arrivate in modo massiccio, con escavatori e decine di agenti in assettO antisommossa. Migliaia di migranti sono accampati a Calais con la speranza di riuscire a raggiungere, in modo illegale, il Regno Unito. Il governo francese intende però ridurre la pressione a livello locale e trasferirli in altre regioni del Paese.

 

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AL CONFINE GRECO-MACEDONE.  Circa 30mila migranti sono bloccati in queste ore in Grecia nella speranza di poter continuare il loro viaggio per il nord Europa, mentre la frontiera greco-macedone rimane ermeticamente chiusa dopo gli scontri di ieri. Secondo il portavoce dell'Unhcr, Keti Kejayoglu, nell'accampamento di confine a Idomeni, si sono radunate 8mila persone a cui bisogna sommarne altre 3mila dei centri di accoglienza improvvisati nella vicinanze. Dopo gli scontri registrati ieri, quando la polizia macedone ha respinto con gas lacrimogeni le centinaia di rifugiati che si sono scagliati contro la recinzione chiedendo l'apertura delle frontiere, la situazione oggi è relativamente calma.

La Macedonia continua a mantenere chiuso il valico di confine bloccando il traffico ferroviario, per il timore che l'apertura dei cancelli per il passaggio dei treni potrebbe provocare un nuovo attacco. Secondo i media locali, gli scontri si sono verificati ieri dopo che era stata diramata la voce che il confine era stato aperto. Dalla parte greca quattro treni e altri sei in quella macedone sono in attesa che la frontiera riapra in ogni momento.

Ad Atene, i quattro centri di accoglienza che sono stati abilitati nel frattempo sono arrivati alla capienza massima, così anche il porto del Pireo, dove questa mattina erano presenti 3.400 persone. Si prevede che nella giornata se ne aggiungano altri mille, dato l'arrivo previsto di un altro traghetto dalle isole. Nelle isole la situazione è sotto controllo, con circa 6mila persone già registrate o in attesa di essere identificate nelle prossime ore.

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  • redazione web
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