Mercoledì 05 Ottobre 2016 - 11:30

Migranti, salvate 4mila persone nelle ultime ore: i morti sono 28

Ban Ki-moon: "Bene l'Italia, ma la gestione della crisi riguarda tutti"

Migranti, salvate 4.655 persone in 33 operazioni: i morti sono 28

Sono 4655 i migranti salvati in 33 operazioni iniziate ieri e proseguite durante la notte al largo delle coste libiche, coordinate dalla Centrale operativa della Guardia costiera. Recuperati anche 28 corpi senza vita. Oltre 10mila migranti sono stati soccorsi in appena due giorni e almeno 50 sono morti. Dall'inizio dell'anno sono circa 142mila le persone che hanno provato a sbarcare sulle coste italiane e i decessi sarebbero oltre 3100.

BAN KI-MOON: GESTIONE RIGUARDA TUTTI. "Apprezzo i coraggiosi sforzi compiuti da molti uomini e donne italiane nei soccorsi, ed elogio il governo per avere dedicato le sue risorse a salvare vite in mare". È la dichiarazione, rilasciata in un'intervista per il quotidiano La Stampa, dal segretario dell'Onu Ban Ki-moon che ha fatto un bilancio dei suoi dieci anni di mandato.

Il leader delle Nazioni Unite si è congratulato per il ruolo guida dell'Italia nella gestione della crisi dei migranti. "L'Italia ha dimostrato compassione per chi arriva. Il vostro Paese sta sopportando un pesante onere in Europa, visto l'ampio numero di rifugiati e migranti ricevuto, e ciò ha avuto un impatto significativo sulla società italiana", ha dichiarato Ban.

Il segretario ha poi invocato la necessità di dare una risposta comune ed efficace all'emergenza migratoria. "Come leader, abbiamo la responsabilità di affrontare le difficili questioni associate con l'integrazione, attraverso un dialogo aperto, costruttivo e inclusivo. Accolgo con favore gli sforzi in corso di Italia e Ue per contrastare il traffico di esseri umani, e incoraggio l'Italia a continuare la cooperazione con i partner europei, per forgiare un'autentica risposta comune. Condivido la visione di Renzi secondo cui abbiamo bisogno di un approccio di lungo termine per gli ampi movimenti di popolazioni, incluso affrontare i motivi alla radice".

"Dobbiamo anche gestire le cause, come i conflitti e le violazioni dei diritti umani, che forzano molte persone a cercare una vita migliori", ha aggiunto il segretario, ribadendo la necessità di una cooperazione tra Paesi "per attuare le misure economiche, commerciali, di sviluppo, umanitarie, diplomatiche e di sicurezza necessarie. La sfida non è insormontabile, se la comunità internazionale condivide le responsabilità. La Dichiarazione di New York del settembre scorso è un passo importante, ora bisogna mantenere gli impegni presi".

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