Venerdì 07 Luglio 2017 - 18:45

G20, scontri e feriti ad Amburgo. Primo faccia a faccia Trump-Putin

Sulla Corea del Nord i 'grandi' chiedono al Consiglio Onu di dare una risposta "proporzionata" all'attività nucleare "minacciosa"

G20, scontri ad Amburgo: 159 gli agenti feriti. Atteso primo faccia a faccia Trump-Putin

Tensioni e scontri tra dimostranti anti-G20 e polizia ad Amburgo. Secondo l'ultimo bilancio, 159 agenti sono rimasti feriti e 45 persone sono state fermate nella manifestazione 'Welcome to Hell', cui hanno partecipato 12mila persone tra cui le autorità hanno identificato 2mila aderenti a gruppi violenti. Anche gli attivisti che hanno preso parte alle proteste hanno parlato di manifestanti feriti, alcuni in modo grave.

Stamane ci sono stati nuovi danni causati dalle frange violente dei manifestanti, ma anche sit-in e dimostrazioni pacifiche. Gruppi di persone hanno tentato di bloccare gli accessi alla zona dove il vertice viene ospitato e la polizia ha fatto ricorso agli idranti per disperderli. Inoltre, la polizia ha rilevato la presenza di oggetti sui binari in una stazione del treno, fatto che ha causato interruzioni del traffico ferroviario. Nelle strade di Amburgo sono più di 19mila gli agenti dispiegati per la sicurezza.

E proprio a causa del caos nelle strade, la first lady Melania Trump è rimasta bloccata nella sua residenza in città. "Non abbiamo il permesso di farla uscire", ha spiegato un suo portavoce.

SUL TAVOLO NORD COREA E COMMERCIO. Il G20 chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite di dare una risposta "proporzionata" all'attività nucleare "molto minacciosa" della Corea del Nord,  ha riferito la cancelliera tedesca, Angela Merkel, comparendo davanti ai giornalisti per aggiornarli sugli sviluppi della prima giornata del G20.

"Sulla questione del commercio, praticamente tutti credono che ci serva un commercio libero ma anche equo" tuttavia "posso prevedere che, per quanto riguarda il commercio nel comunicato, gli sherpa hanno molto lavoro da fare stanotte" perché sul tema "le discussioni sono molto difficili", ha spiegato Merkel, parlando al termine della prima giornata di vertice, in cui le posizioni protezioniste del presidente Usa Donald Trump e la sua opposizione agli accordi di Parigi sul clima hanno rischiato di isolarlo. Secondo Merkel, dunque, quasi tutti i leader del G20 si sono trovati d'accordo oggi sulla necessità di un commercio libero ed equo, ma il fatto che permangono alcune differenze nelle opinioni implica che gli sherpa che redigono il comunicato finale del summit hanno ancora davanti a sé una lunga notte di lavoro.

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PRIMO INCONTRO TRUMP-PUTIN. In parallelo alle sessioni plenarie, la città fa da scenario al primo incontro fra Trump e l'omologo russo, Vladimir Putin. I due si sono stretti la mano nel loro primo faccia a faccia al G20. Putin ha espresso la speranza che da questo incontro vengano fuori "risultati" e si è detto "onorato" di avere incontrato finalmente di persona Trump. L'incontro è durato due ore e un quarto e un risultato pare averlo portato: è stato annunciato un accordo Usa-Russia, insieme alla Giordania, per un cessate il fuoco nel sudovest della Siria a partire da domenica (nelle zone di Daraa, Al Quneitra e As-Suwayda). Ma il segretario di Stato Usa Rex Tillerson, che era presente all'incontro insieme al ministro degli Esteri Sergey Lavrov, ci ha tenuto a sottolineare che si è discusso anche di Russiagate: ha detto che i due hanno avuto uno "scambio molto vigoroso e lungo" sull'interferenza di Mosca nelle elezioni presidenziali Usa del 2016. Trump "ha pressato Putin in più di una occasione a proposito del coinvolgimento russo. Il presidente Putin ha negato un coinvolgimento del genere", ha dichiarato Tillerson.

Prima riunione bilaterale per Trump anche con l'omologo messicano, Enrique Peña Nieto, dopo che questi a inizio anno aveva cancellato una visita alla Casa Bianca per le tensioni legate al muro che l'americano voleva costruire alla frontiera come misura anti-immigrazione, e che voleva far pagare al Messico.

 Trump e Peña Nieto hanno posato davanti ai fotografi e, quando i media sono stati invitati a lasciare la sala della riunione bilaterale, una corrispondente ha chiesto se "vuole ancora che il Messico paghi per il muro". "Assolutamente", è stata la risposta di Trump.

Iniziato a margine del vertice anche un bilaterale tra Paolo Gentiloni e Theresa May.

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L'AGENDA DEL PAPA. Pace, attenzione ai poveri, accoglienza per i migranti e stop agli armamenti. Papa Francesco non le manda a dire ai leader mondiali e partecipa indirettamente al vertice dettando la sua agenda. Il suo pensiero è contenuto in una lettera alla cancelliera tedesca Angela Merkel che ospita il vertice: "Vorrei innanzitutto manifestare a Lei e ai leader che si incontreranno ad Amburgo il mio apprezzamento per gli sforzi compiuti per assicurare la governabilità e la stabilità dell'economia mondiale, con particolare attenzione ai mercati finanziari, al commercio, ai problemi fiscali e, più in generale, ad una crescita economica mondiale che sia inclusiva e sostenibile. Tali sforzi, come ben prevede il programma di lavoro del Vertice, sono inseparabili dall'attenzione rivolta ai conflitti in atto e al problema mondiale delle migrazioni". E conclude: "Prego Dio che il Vertice di Amburgo sia illuminato dall'esempio di leader europei e mondiali che hanno privilegiato sempre il dialogo e la ricerca di soluzioni comuni: Schuman, De Gasperi, Adenauer, Monnet e tanti altri".

Nella lettera, Francesco I entra nel merito di questioni delicatissime: "Nei cuori e nelle menti dei governanti e in ognuna delle fasi d'attuazione delle misure politiche c'è bisogno di dare priorità assoluta ai poveri, ai profughi, ai sofferenti, agli sfollati e agli esclusi, senza distinzione di nazione, razza, religione o cultura, e di rigettare i conflitti armati".

E ricorda agli uomini e alle donne che guidano il mondo un tema tanto urgente quanto complicato. "A questo punto,- continua il pontefice- non posso mancare di rivolgere ai Capi di Stato e di Governo del G20 e a tutta la comunità mondiale un accorato appello per la tragica situazione del Sud Sudan, del bacino del Lago Ciad, del Corno d'Africa e dello Yemen, dove ci sono 30 milioni di persone che non hanno cibo e acqua per sopravvivere. L'impegno per venire urgentemente incontro a queste situazioni e dare un immediato sostegno a quelle popolazioni sarà un segno della serietà e sincerità dell'impegno a medio termine per riformare l'economia mondiale ed una garanzia del suo efficace sviluppo".

Infine il tema della pace e dello stop alle armi: "Tutte le parti si impegnino a ridurre sostanzialmente i livelli di conflittualità, a fermare l'attuale corsa agli armamenti e a rinunciare a coinvolgersi direttamente o indirettamente nei conflitti, come pure se non si accetta di discutere in modo sincero e trasparente tutte le divergenze. È una tragica contraddizione e incoerenza l'apparente unità in fori comuni a scopo economico o sociale e la voluta o accettata persistenza di confronti bellici".

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