Lunedì 04 Aprile 2016 - 07:45

Migranti, al via piano rimpatri. Ue: Turchia rispetta requisiti legali

Trasferiti dall'isola di Lesbo più di duecento persone. Arrivati in Ue i primi 43 siriani trasferiti

Migranti, al via piano rimpatri. Partiti primi traghetti da Grecia verso Turchia

E' salito a 202 il numero dei migranti riportati stamattina in Turchia dalla Grecia, i primi nell'ambito del piano concordato da Ankara e Bruxelles. I profughi, ha riferito Hurriyet, sono stati trasferiti dalle isole di Lesbo e Chio. In maggioranza si tratta di persone pakistane, arrivate illegalmente in Grecia negli ultimi giorni. Secondo l'emittente Ntv, Ankara ha identificato nei suoi campi profughi 5mila siriani che sarebbero candidati a essere inviati in modo legale nell'Ue. Ieri il ministro dell'Interno turco, Efkan Ala, ha promesso che i profughi non resteranno nel luogo di arrivo a Dikili ma saranno inviati in campi nell'interno del Paese.  Per la Commissione europea, secondo quanto riferito da un portavoce, la Turchia rispetta i requisiti legali perché riprenda i migranti arrivati illegalmente in Grecia e da lì rimandati indietro, secondo l'accordo siglato tra Bruxelles e Ankara. 

I 28 campi profughi, allestiti con tende o con case prefabbricate, accolgono attualmente 26mila siriani e 10mila iracheni, in dieci province del sud e del sudest. Ala ha anche detto che i profughi non siriani, ma provenienti da Afghanistan, Iraq o Pakistan, saranno portati nei centri e poi rimandati nei loro Paesi.

PRIMI SIRIANI ARRIVATI IN GERMANIA. Sono arrivati dalla Turchia nell'Unione europea i primi 43 siriani trasferiti per vie legali, nell'ambito dell'accordo tra Ankara e Bruxelles. In precedenza, stamattina la Grecia ha rimandato in Turchia via mare 202 migranti, tra cui la Commissione europea ha dichiarato non c'era nessun richiedente asilo. "In questo momento 32 rifugiati siriani vengono ricollocati in Germania e 11 in Finlandia. Abbiamo anche previsto altri ricollocamenti in Olanda domani, le cifre saranno confermate una volta che i trasferimenti avranno avuto luogo", ha affermato la portavoce Ue per gli affari agli Interni, Tove Ernst.

Secondo l'accordo Ue-Turchia, Ankara riprenderà tutti i migranti e i rifugiati, compresi i siriani, che entrano clandestinamente in Grecia. In cambio l'Unione dovrà accogliere migliaia di profughi siriani presenti attualmente in Turchia, concedendo inoltre al Paese più fondi, accessi senza visto e progressi nei negoziati di adesione all'Ue. Tra le persone rimandate in Turchia dalla Grecia ci sarebbero anche due siriani che avrebbero scelto volontariamente di farlo "per motivi personali", hanno detto fonti greche non confermate dalla Commissione Ue.

ATTIVISTI IN PROTESTA. Piccoli gruppi di attivisti e volontari hanno protestato a Lesbo contro i primi rinvii dei migranti in Turchia. Un gruppo di attivisti ha manifestato fuori dal porto, scandendo lo slogan 'Vergogna', mentre altri volontari in mare hanno issato sulla loro imbarcazione uno striscione con la scritta 'Traghetti per viaggi sicuri, non per la deportazione'. 

BOLDRINI: ACCORDO CON TURCHIA MACCHIA REPUTAZIONE UE. "Io credo che la soluzione" che l'Europa ha trovato sui migranti con l'accordo con la Turchia "difficilmente funzionerà sul piano pratico e ha già creato una macchia sulla reputazione dell'Unione europea come Continente dei diritti umani". Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini intervenendo a Isoradio. "Mai e poi mai - aggiunge - avrei pensato che si sarebbe arrivati a questo punto". La presidente della Camera sottolinea che chi chiede il diritto di asilo cerca "pace e sicurezza, che non è un diritto solo nostro", "molti di loro fuggono da quelli stessi terroristi che colpiscono nelle nostre piazze, nelle nostre città". "La maggior parte delle vittime del terrorismo - insiste Boldrini - è stata colpita nel Sud del mondo, quindi c'è un dovere ad accogliere persone che fuggono da quella violenza cieca". La presidente della Camera ricorda che i costituenti inserirono il diritto d'asilo nella Carta: "Questo è un articolo molto aperto proprio perché i padri costituenti erano stati rifugiati sotto il Fascismo e capirono che quel diritto era una questione di civiltà giuridica. L'esperienza dell'esilio tocca molti aspetti e anche il nostro Paese ha vissuto quella condizione".

 

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  • redazione web
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