Martedì 15 Agosto 2017 - 13:15

Minniti: "Gestire flussi migratori. Vedo luce in fondo a tunnel"

Il resconto del ministro degli Interni a Ferragosto. E sulle Ong: "Rispettiamo chi non ha firmato il codice"

Viminale. Riunione del Comitato per l'Ordine e la sicurezza

Il flusso dei migranti è "un fenomeno epocale" e per questo "ci siamo dati come obiettivo quello di governarli". Marco Minniti nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto, al termine del comitato nazionale per l'Ordine e la sicurezza, commenta i dati dal primo gennaio al 31 luglio 2017, che coincidono con i primi sette mesi da quando ha preso in carico il Ministero dell'Interno.

"I dati ci dicono che abbiamo una lieve flessione rispetto ai dati dello scorso anno" circa del 4 per cento, ma "è ancora presto per fare valutazioni di carattere strutturale, sono fenomeni con molte variabili, pertanto cautela nell'affrontare i dati". "Siamo ancora sotto il tunnel - spiega il ministro - il tunnel è lungo ma io comincio a vedere la luce alla fine. Non so se sono troppo ottimista".

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Per il titolare del Viminale, comunque, la strada da percorrere è quella della "governabilità" del fenomeno, che deve essere affrontato non come una "emergenza". I flussi migratori "non governati minacciano la tenuta sociale e la democrazia del paese", spiega ai giornalisti. E a chi gli chiede conto delle critiche che vengono da sinistra e i complimenti da destra per il suo operato, Minniti non ha peli sulla lingua: "Il diritto di chi è accolto è uguale a quello di chi accoglie punto se vi è un conflitto la democrazia rischia di perdersi - sottolinea - Il mio approccio è quello di ascoltare chi ha paura per liberarlo dalle paure. C'è invece qualcun altro che vuole inchiodarlo a quelle paure".

Insomma la destra imprigiona il paese nella paura, mentre la sinistra, in questo caso lui, difende la democrazia aumentando la sicurezza. "Le politiche della sicurezza - spiega - si misurano col sentimento di chi le percepisce, non con la freddezza dei dati". Dati che beneficiano anche del cambiamento che si sta avendo nel Paese di origine del fenomeno. Qualcosa, sottolinea il ministro "comincia a muoversi" ed era "fondamentale che la Libia, pur in un quadro di instabilità, producesse un doppio movimento, il primo nel controllo delle sue acque territoriali, il secondo nel controllo del confine Sud dal quale oggi passano i migranti ma domani potranno passare i foreign fighters di ritorno".

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Operazione su cui si farà il punto il prossimo 28 agosto una riunione della cabina di regia dei ministri dell'Interno di Italia, Libia, Ciad, Mali e Niger. E non è tutto. Ad ottobre ci sarà un G7 dei ministri dell'Interno "richiesta a gran voce dei nostri partner, come momento conclusivo e come passaggio di testimone dall'Italia al Canada" Sul tema della Ong, Minniti ricorda che il codice è stato firmato da 5 organizzazioni non governative su 8: "Rispettiamo chi non ha firmato il codice, credo ci debba essere un rapporto di fiducia tra il sistema di salvataggio nazionale e le Ong. Il rapporto deve andare avanti per i salvataggi del Mediterraneo occidentale. si pone poi la questione delle condizioni di vita, questo è l'assillo personale mio e dell'Italia. Su questo abbiamo lavorato e messo in campo una iniziativa, questo deve essere l'imperativo su cui lavorare insieme al governo libico".

Per quanto riguarda il terrorismo, sottolinea Minniti "il quadro della minaccia rimane alto, ma al momento non c'è nessuna traccia di minaccia imminente". I dati del Viminale parlano chiaro: dal primo gennaio al 31 luglio sono stati espulsi dal nostro Paese 67 persone per motivi di sicurezza, di cui 3 Imam. Arrestati 29 estremisti. Sono invece 125 i foreign fighters monitorati, di cui 37 sono deceduti e 22 sono rientrati in Europa. 

Scritto da 
  • Donatella Di Nitto
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