Mercoledì 09 Marzo 2016 - 13:00

Migranti, anche la Macedonia chiude i confini a 'illegali'

Dopo Slovenia e Serbia, Skopje impone nuove restrizioni alle frontiere: migliaia di profughi bloccati lungo la 'rotta balcanica'

Idomeni, migranti bloccati al confine tra Grecia e Macedonia

La Macedonia ha chiuso "completamente" i suoi confini ai migranti illegali, dopo che ieri Slovenia e Serbia hanno annunciato nuove restrizioni all'ingresso dei profughi. Lo ha fatto sapere un funzionario della polizia macedone, a condizione di anonimato. Un migliaio di migranti resta bloccato in un campo profughi sul lato macedone del confine serbo, mentre altre 400 persone lo sono nella terra di nessuno tra i due Paesi, una sorta di 'no man's land'. I migranti rifiutano di tornare indietro in Macedonia, ma non viene loro consentito di entrare in Serbia per proseguire il viaggio verso l'Europa occidentale.

ROTTA BALCANICA CHIUSA. Slovenia, Croazia e Serbia hanno iniziato ad applicare le restrizioni alle frontiere per rinstaurare la normativa Schengen che presuppone la chiusura della cosiddetta 'rotta dei Balcani' per i rifugiati. La misura non ha apportato alcun cambiamento significativo alle frontiere di questi Paesi perchè i migranti arrivavano qui già alla spicciolata dopo la chiusura del confine tra Macedonia e Grecia dalla fine di febbraio, hanno fatto sapere i media. "Da mezzanotte non esiste più la migrazione attraverso la rotta dei Balcani", ha spiegato il ministero degli Interni sloveno in una nota. In questi Stati non sarà più consentito il passaggio di grandi numeri di rifugiati in treno o in autobus, come è accaduto negli ultimi mesi, e ogni migrante sarà sottoposto a controlli individuali.

REQUISITI SLOVENI. Potranno entrare in Slovenia solo "stranieri che soddisfano i requisiti per entrare nel Paese", cioè coloro che hanno passaporti validi e visti per accedere all'area Schengen. Inoltre, potranno entrare i richiedenti asilo e altri che, in base a un'indagine del governo, hanno i requisiti per motivi umanitari.
Ieri il premier sloveno ha fatto sapere che saranno accolti tra i 40 e 50 rifugiati al mese (circa 570 all'anno), corrispondente alle quote accordate con Bruxelles.

ZAGABRIA E BELGRADO. Anche la Croazia, che non fa parte di Schengen ma è Stato membro dell'Unione europea, ha seguito l'esempio della Slovenia decidendo di vietare il passaggio a coloro che non hanno i documenti in regola. Restrizioni anche da parte della Serbia dove nelle ultime 48 ore non è entrato nessun rifugiato proveniente dalla Macedonia, secondo quanto fa sapere la televisione pubblica Rts. Al confine tra Macedonia e Serbia non vi sono più migranti e nel centro di accoglienza di Presevo da due giorni non è stato registrato più nessuno. La Serbia ha annunciato che lascerà passare coloro che possiedono passaporti validi e che chiedono di ottenere protezione internazionale nel Paese.

UNGHERIA: PIU' AGENTI AI CONFINI. L'Ungheria manderà altri poliziotti e soldati a controllare i confini meridionali del Paese, mentre si prepara a costruire entro 10 giorni una barriera alla frontiera con la Romania per fermare gli arrivi dei migranti. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Sandor Pinter. "L'Ungheria rafforzerà la protezione dei suoi confini e dichiariamo lo stato di crisi a causa dell'immigrazione per l'intero Paese", ha detto.

TUSK: DECISIONE DI 28 PAESI UE. "I flussi irregolari di migranti lungo i Balcani occidentali sono finiti. Non si tratta di azioni unilaterali, ma di una decisione comune ai 28 Paesi dell'Unione europea". Lo ha scritto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, sul suo profilo Twitter. "Ringrazio i Paesi dei Balcani occidentali per aver applicato parte della strategia globale dell'Ue per far fronte alla crisi migratoria", si legge in un altro post.

 

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