Mercoledì 02 Agosto 2017 - 19:30

Iuventa sequestrata: la nave aveva contatti diretti con gli scafisti

Appartiene alla Ong Jugend Rattet che non ha firmato l'accordo. Ma la questione è relativa al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Migranti, la polizia sequestra la nave Juventa a Lampedusa. "Indagini su fatti del 2016"

Nessuna foto delle operazioni di salvataggio "dove si possano vedere persone che potrebbero venire identificate" dalle autorità italiane. E guai a chi forniva informazioni utili alle indagini, perchè "questo non ha niente a che vedere con i salvataggi in mare". Era questa la linea tenuta dall'equipaggio della nave 'Iuventa', della Ong tedesca 'Jugend rettet'. L'imbarcazione, che batte bandiera olandese, questa mattina è stata posta sotto sequestro nel porto di Lampedusa dal gip del Tribunale di Trapani Emanuele Cersosimo, nell'ambito di un'indagine per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina coordinata dal procuratore Ambrogio Cartosio e dal pm Andrea Tarondo.

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Almeno in tre occasioni, a ottobre e nel giugno scorso, "ci sono stati incontri e contatti in mare" tra la nave dell'organizzazione umanitaria e le barche dei trafficanti libici. Gli scafisti di fatto "scortavano" i migranti fino alla 'Iuventa', che poi "consegnava" il suo carico di uomini alle navi della Marina Militare, ha spiegato il procuratore Cartosio, che nel corso di una conferenza stampa in Questura di Trapani ha illustrato a grandi linee l'inchiesta, partita nell'ottobre scorso. Per il procuratore al momento "non è emerso uno stabile collegamento tra l'equipaggio" e gli scafisti. "Le loro finalità erano certamente molto diverse" e i volontari, che al momento non sono indagati, agivano "esclusivamente per motivi umanitari" e "un collegamento stabile tra la Ong e i trafficanti libici è pure fantascienza".

L'ong tedesca 'Jugend Rettet' è fra quelle che non hanno firmato il protocollo di comportamento predisposto dal Viminale per chi partecipa alle operazioni di salvataggio nel Mar Mediterraneo. Sul suo profilo Twitter, l'organizzarione ha fatto sapere che il sequestro della nave è "una procedura standard. Aspettiamo altre informazioni - si legge ancora - Non abbiamo ricevuto notizie sulle indagini nei nostri confronti da fonti ufficiali. Come avvenuto in precedenti casi a Lampedusa e come parte di una procedura standard, il nostro equipaggio è stato interrogato" dalle autorità giudiziarie.

Il comandante della capitaneria di porto di Lampedusa, Paolo Monaco, invece, questa mattina aveva parlato di "un normale controllo dei documenti dell'equipaggio a della nave".

Immediati i commenti politici. "Se non vuoi la polizia del mio paese a bordo, se non vuoi darmi i nomi degli scafisti, non stai salvando delle persone, stai facendo del malaffare. Un paese normale, con un governo normale, a fronte di una presa in giro di questo genere ti blocca l'imbarcazione nel porto di Lampedusa", ha detto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini intervistato a 'Ma cos'è questa estate' su Radio 24. "Questa Ong tedesca ha detto che non vuole controlli a bordo, non vuole la polizia a bordo e non vuole fornire informazioni sugli scafisti. Ebbene io non ti fermo a Lampedusa per fare dei controlli, ti sequestro la nave, perché se non vuoi la polizia del mio paese a bordo, se non vuoi dirmi chi ti dà i soldi, se non vuoi darmi i nomi degli scafisti, non stai salvando delle persone, stai facendo del malaffare, e quindi non sono soddisfatto se li controllano per due ore e poi ripartono. Un paese normale, con un governo normale, a fronte di una presa in giro di questo genere ti blocca l'imbarcazione nel porto di Lampedusa", ha aggiunto il leghista.

"Quando c'è una fuga di massa non butti la gente in mare", ha commentato  Fabrizio Cicchitto, presidente della Commissione Esteri della Camera, sempre a  'Ma cos'è questa estate'. Cicchitto, facendo poi riferimento al Codice di condotta per le Ong impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare ha ribadito: "Adesso stabiliamo delle regole, e siccome l'Italia è in prima fila le regole italiane vanno rispettate".

L'Aula della Camera e del Senato intanto hanno dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulla missione navale di supporto della Guardia costiera libica, decisa la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri. I voti favorevoli a Montecitorio sono stati 328, quelli contrari 113, 22 gli astenuti. Il documento ha ottenuto i voti favorevoli di Forza Italia, mentre in Mdp ha votato no Arturo Scotto. Il gruppo di Fratelli d'Italia si è astenuto. Via libera anche dal Senato alle risoluzioni presentate sulla missione di supporto in Libia. La risoluzione di maggioranza è stata approvata con 191 si', 47 no e nessun astenuto, mentre quella di Forza Italia con 170 si', 33 no e 37 astenuti.

 

 

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