Mercoledì 02 Marzo 2016 - 21:00

Migranti, l'Ue prevede piano di aiuti umanitari da 700milioni

Intanto aumenta il numero dei migranti bloccati tra Grecia e Macedonia: in 11mila a Idomeni

Idomeni, migranti in attesa al confine tra Grecia e Macedonia

Settecento milioni di euro di aiuti umanitari ai rifugiati nei Paesi Ue travolti dall'emergenza migranti. Prima fra tutti, la Grecia, che rischia di diventare uno Stato di accoglienza permanente dopo la chiusura delle frontiere lungo la rotta dei Balcani. Lo ha proposto la Commissione europea spiegando che la somma sarà divisa in tre anni partendo da 300milioni nel 2016 (200 milioni nel 2017 e 200 milioni nel 2018). "Non si tratta di una misura ad hoc per la Grecia, ma verrà applicata a tutti i Paesi che hanno necessità maggiore", ha  dichiarato il commissario agli Aiuti umanitari, Christos Stylianides, chiedendo a governi e Parlamento Ue di rispondere velocemente.
Atene ha deciso di accogliere almeno 50mila rifugiati, ha ricordato Stylianides, spiegando che la Grecia potrà anche ricorrere ad altri fondi strutturali Ue disponibili come il fondo di solidarietà, o di aiuto alla migrazione. "La nuova proposta riferisce esclusivamente ad aiuti umanitari riservati ai rifugiati", ha ribadito il commissario Ue.

Per offrire maggiori garanzie, l'Ue ha assicurato che la destinazione dei fondi sarà decisa in collaborazione con le ong del settore, che sono coloro che determinano le reali esigenze dei singoli Paesi. Stylianides esortato i governi europei e il Parlamento europeo ad approvare la proposta rapidamente per evitare la sofferenza umana, dal momento che il vostro obiettivo è quello di coprire tutte le esigenze di base come cibo, ospitalità e farmaci con bambini, gli uomini e le donne che vengono a Stati membri.

A IDOMENI - Circa 30mila migranti sono bloccati in questo momento in Grecia in attesa di continuare il loro viaggio verso l'Europa del nord, mentre il confine con la Macedonia continua a essere sigillato dopo gli scontri di lunedi, in cui la polizia ha lanciato gas lacrimogeni per impedire ai profughi l'ingresso nel Paese. Il ministro dell'Immigrazione greco, Yannis Muzalas, ha lanciato l'allarme stimando che nelle prossime settimane il numero possa raggiungere le 70mila persone. La Grecia "non è pronta a diventare il Libano d'Europa, un magazzino delle anime anche se vi saranno ulteriori finanziamenti", ha ribadito Muzalas.

Intanto, aumenta senza sosta il numero dei migranti bloccati a Idomeni, città al confine tra Grecia e Macedonia. "Al momento vi sono 11mila persone e le condizioni sono pessime", ha dichiarato Antonis Rigas di Medici Senza Frontiere. "Siamo preoccupati che se superasse le 12mila persone la situazione potrebbe sfuggire di mano", ha aggiunto. A mezzogiorno di oggi il confine era stato aperto solo una volta consentendo il passaggio di 170 migranti.
A Idomeni le migliaia di migranti aspettano nel fango, con bambini piccoli in braccio, in attesa che le autorità macedoni aprano le recinzioni.

La proposta della Commissione prevede un emendamento al bilancio dell'Ue e quindi ha bisogno dell'approvazione delle autorità di bilancio della Ue, il Consiglio e il Parlamento europeo. Anche se Bruxelles definirà il piano come un'"emergenza in realtà l'effetto non sarà immediato. I leader europei affronteranno il tema lunedì in occasione del vertice con la Turchia.

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