Sabato 23 Giugno 2018 - 14:30

"Rivolgetevi a Tripoli". La prassi della guardia costiera italiana per le navi in acque libiche

Ecco cosa succede quando un'imbarcazione chiede soccorso all'Italia ma si trova nella zona di competenza di un altro Paese

Operazione di salvataggio di 433 migranti al largo della costa libica

Cosa succede quando un'imbarcazione invia una richiesta di soccorso all'Italia mentre si trova in acque libiche? La procedura standard vuole che la guardia costiera italiana fornisca alla nave le necessarie istruzioni per mettersi in contatto con l'autorità e la guardia costiera libica.

Questo perché la competenza della zona Sar della Libia, vale a dire quell'area di mare che fa capo allo stato africano per le operazioni di Ricerca e soccorso (Search and rescue, Sar), appartiene alle autorità locali e sono loro quelle con cui coordinarsi, non la guardia costiera italiana. 

Nel caso in cui l'autorità libica, indicata come competente e precedentemente informata da Roma, non dovesse rispondere alla richiesta di soccorso, allora sarà la guardia costiera italiana, in quanto ha ricevuto in prima battuta la segnalazione per un soccorso, ad attivarsi per il coordinamento delle operazioni.

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