Giovedì 19 Maggio 2016 - 14:15

Migranti, denuncia Oxfam: Negli hotspot 4000 respingimenti arbitrari

"A preoccuparci è la mancanza di un quadro normativo, si procede per prassi e circolari. Il sistema è extralegale".

Migranti, denuncia Oxfam: Negli hotspot 4000 respingimenti arbitrari

Sono circa quattromila i migranti che sono stati respinti sulla base di una decisione presa negli hotspot da settembre a oggi con un meccanismo arbitrario e senza tutele. La denuncia arriva da Oxfam, che oggi ha presentato a Montecitorio il rapporto 'Hotspot, il diritto negato', annunciando il progetto 'OpenEurope' che dà assistenza a queste persone, in collaborazione con la Chiesa valdese e l'associazione Borderline.

"Il meccanismo tipico è 'Cosa firmo?', 'Non te lo dico se non firmi'", spiega Alessandro Bechini, direttore dei programmi Oxfam. I migranti non hanno modo di far valere le proprie ragioni, perché negli hotspot gli avvocati non possono entrare. Viene intimato loro di lasciare il territorio nazionale spesso senza che ne abbiano i mezzi materiali, essendo senza soldi né documenti.

"Gli avvocati - racconta Bechini - non sono ammessi alle interviste, che avvengono solo con un interprete. Sono gli stessi agenti di polizia a stabilire chi ha accesso e chi no alla protezione internazionale, una responsabilità che non spetta loro. Esiste un foglio notizie, resoconto dell'intervista, del quale però non viene data copia ai migranti. Così diventa molto difficile fare ricorso contro l'espulsione, gli avvocati non sanno neanche com'è andata l'intervista". "A preoccuparci - sottolinea - è la mancanza di un quadro normativo, si procede per prassi e circolari amministrative. Il sistema degli hotspot è extralegale".

"La discriminazione tra richiedenti asilo e migranti economici viene fatta spesso in modo frettoloso e arbitrario, spesso per nazionalità", spiega Paola Ottaviano, avvocatessa di Borderline Sicilia, organizzazione che dal 2008 monitora la situazione dei migranti nell'isola e tiene il blog siciliamigranti.blogspot.it. "Molti - sottolinea - non possono ottemperare a lasciare territorio in 7 giorni, perché non ne hanno né le risorse economiche, né i necessari documenti. Tanti sarebbero inespellibili, come i minori non accompagnati, le donne in gravidanza e i malati".

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  • redazione web
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