Venerdì, Ottobre 14, 2016 - 23:00

Migranti, accordo Viminale-Anci: un soprammobile su una mensola storta

Agadez, il transito dei migranti diretti in Libia

Raggiunta l'intesa tra il ministero dell'Interno e l'Anci per una gestione un po' più ordinata dell'accoglienza. Il Viminale si impegna a non posizionare ulteriori strutture di emergenza nei Comuni che già fanno la propria parte e l'Associazione dei sindaci si impegna ad allargare il numero delle città che aderiscono al sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Obiettivo: pianificare l'accoglienza e garantire una gestione meno caotica.

Benissimo. Una buona notizia, della quale però non va perso di vista il contesto. La radice del problema è che da vent'anni i migranti che arrivano da Sud non hanno altra scelta che tentare la via del mare. Questo ha provocato la morte di decine di migliaia di persone, inghiottite dal mare. 

Perché questo accade? Per un vulnus storico dell'Italia: non c'è mai stato alcun modo di entrare legalmente. Solo dopo essere arrivati nel Belpaese, i migranti posono mettersi in regola, non prima. In due modi. Il primo è quello di aderire al decreto flussi (o alla periodica sanatoria, ma non si fa più da diversi anni). Teoricamente pensato per fare arrivare dall'estero un numero di migranti economici adeguato alle esigenze dell'economia, il decreto flussi prevede quest'anno 3.600 ingressi di lavoratori non stagionali, insieme a 14.250 conversioni di permessi di soggiorno e a 13.000 ingressi per lavoratori stagionali. La prima quota, già irrisoria rispetto al numero di persone che vengono in Italia, è comunque riservata a imprenditori, liberi professionisti, artisti di chiara fama e studenti che vengono nell'ambito di percorsi di formazione frutto degli accordi tra le università. Insomma niente muratori, operai, colf, badanti e neppure ingegneri. I lavoratori stagionali per il lavoro nei campi, poi, che aderiscono, nella maggior parte dei casi sono quelli già presenti in Italia, anche perché è piuttosto difficile che una azienda faccia venire dall'estero per assumerla - ancorché temporaneamente - una persona che non conosce. Risultato, di fatto rappresenta in gran parte una sanatoria di chi si trova già in Italia, dopo essere entrato illegalmente. Col paradosso di premiare così l'illegalità (e la fortuna, quella di chi non è incappato in quei buchi neri del diritto che si chiamano Cie), oltretutto in un settore già martoriato dal fenomeno del capolarato.

Il secondo modo è appunto quello di fare richiesta di asilo, che ormai è l'unico modo di restare. Ma non tutti scappano dalle guerre. E allora si pone il problema: che fare con chi non lo ottiene? La soluzione sarebbe quella di riformare la legge sull'immigrazione prevedendo la possibilità strutturale di ingressi legali superando il meccanismo del decreto flussi. Ma la cosa non è allo studio del Governo, Renzi ha più volte specificato che la cosa non è in agenda. In alternativa si potrebbero almeno fare dei corridoi umanitari, che è quello che invoca la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, il che allenterebbe le partenze dei barconi, anche se non risolverebbe strutturalmente il problema. Lo stesso Gentiloni, sull'onda dell'emozione di quest'ultimo periodo si è detto favorevole. Ma su questo Roma aspetta un segnale da Bruxelles. Il focus perciò resta sull'accoglienza di chi sbarca rischiando la vita in mancanza di alternative. Si cerca di farlo in modo più ordinato, questo è positivo. Ma è un po' come fissare un soprammobile con la colla su una mensola storta. Sarebbe decisamente meglio raddrizzare la mensola.

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Mercoledì, Novembre 9, 2016 - 10:15

Dobbiamo imparare dal caso Trump? No, erano lezioni già note

Faccio fatica a comprendere il pressoché unanime sentimento di sorpresa che ha suscitato la vittoria di Trump. Trump è un incredibile déjà vu di Berlusconi. Ricordo distintamente quando nel 1994 annunciò la decisione di scendere in politica. Nessuno prendeva seriamente in considerazione l'idea che potesse diventare capo del Governo.

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Venerdì, Ottobre 14, 2016 - 18:45

Migranti, accordo Anci-Viminale per una gestione più ordinata

 Accordo fatto tra il ministero dell'Interno e l'Anci per programmare l'accoglienza dei migranti su tutto il territorio nazionale: il Viminale si impegna a non posizionare ulteriori strutture di emergenza nei Comuni che già fanno la propria parte e l'Associazione dei sindaci si impegna ad allargare il numero delle città che aderiscono al sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Obiettivo: pianificare l'accoglienza e garantire una gestione più ordinata.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 12:00

Terrorismo, serve più laicismo e meno cristianesimo

Stamane ho incrociato sulla metropolitana un religioso islamico. Barba lunga, copricapo islamico, la taqiyah (che peraltro non appare molto diversa dalla kippah ebraica o dalla mitra del Papa). Ho avuto un attimo di esitazione a salire, poi mi sono imposto disciplina, per non arrendermi alla paura, e mi sono messo proprio accanto a lui (ammetto, anche con il retropensiero da giornalista che se fosse accaduto qualcosa sarei stato in prima fila).

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Giovedì, Febbraio 11, 2016 - 23:30

La vetta e l'abisso dell'umanità

Un abisso storico, una lacerazione della comunità umana. Questo è quello che è successo oggi. Da un lato l'annuncio della prima rilevazione delle onde gravitazionali di Einstein: la comunità scientifica ha afferrato un nuovo strumento fenomenale, in grado di vedere cose che prima era impossibile vedere, accadute tra due buchi neri a un miliardo e mezzo di anni luce di distanza. Che aprono un nuovo capitolo nella scienza, che promettono di dare nuove risposte alle domande sulle nostre origini e sul nostro futuro.

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Martedì, Febbraio 9, 2016 - 19:45

Grigio antracite: colore di una difficile giornata per la Merkel

Tailleur gessato grigio antracite, una giaccia dall'aria vagamente marziale con una doppia fila di bottoni, e un girocollo di pietre scure. Il viso segnato dalle occhiaie, qualche sorriso a stemperare l'aria preoccupata. Così è apparsa la cancelliera tedesca Angela Merkel oggi nel corso della conferenza stampa al termine del colloquio col premier Matteo Renzi a Berlino. Il pranzo di lavoro, che si è svolto al Bundeskanzleramtsgebäude, residenza ufficiale della cancelliera, è durato quasi due ore, il doppio di quanto preventivato.

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