Venerdì 09 Giugno 2017 - 21:30

May si allea con unionisti Dup: governo minoranza guiderà Brexit

Confermati nella squadra Johnson, Hammond, Rudd, Davis e Fallon. La premier: "Rifletterò sui risultati, volevo esito diverso"

May si allea con gli unionisti del Dup: il governo di minoranza guiderà la Brexit

Il May bis si farà. Nonostante nelle elezioni il partito conservatore abbia perso la maggioranza alla Camera dei Comuni, sarà la premier britannica Theresa May a formare un nuovo esecutivo, e per governare conterà sul sostegno in Parlamento del partito unionista nordirlandese Dup. Obiettivi principali: rendere il Paese sicuro e avviare i colloqui sulla Brexit, ha chiarito la prima ministra, che è comparsa a Downing Street in tailleur blu elettrico subito dopo l'incontro con la regina a Buckingham Palace, formalità d'obbligo per ottenere l'assenso a governare. In serata sono già venuti fuori i primi nomi della squadra. May riconferma molti dei ministri chiave: rimangono Philip Hammond come ministro delle Finanze, Boris Johnson come titolare degli Esteri, Amber Rudd a capo dell'Interno, Michael Fallon alla guida della Difesa e David Davis come ministro per la Brexit.

Quanto al Dup - noto per le sue posizioni anti aborto e anti nozze gay, ma anche per una visione un po' più soft della Brexit rispetto a May - la sua leader Arlene Foster ha annunciato che saranno avviate "discussioni con i conservatori per esplorare come si possa portare stabilità al nostro Paese in questo periodo di grande sfida". Tuttavia, dal momento che il partito non entrerà in coalizione nel governo ma darà un appoggio parlamentare, i colloqui fra May e il Dup non dovrebbero rallentare la formazione dell'esecutivo. Resta da capire, però, quali saranno le richieste del Dup in questi colloqui e in che misura potranno condizionare la gestione della Brexit. I negoziati con Bruxelles, comunque, per May si terranno come previsto a partire dal 19 giugno: dunque per chiarirsi le idee ci sono 10 giorni di tempo.
 

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Quando lo scorso 18 aprile May aveva indetto le elezioni anticipate, mirava a rafforzare la sua maggioranza parlamentare in modo da avere un mandato forte nei negoziati con l'Ue. Al contrario, da questo voto la sua autorità esce sminuita e adesso rischia di dovere affrontare una maggiore opposizione ai suoi piani per la Brexit. Con 649 dei 650 seggi della Camera dei Comuni attribuiti (ne manca ancora uno), i conservatori si aggiudicano 318 deputati perdendone 12, il Labour ne ottiene 261 guadagnandone 29 e lo Scottish National Party (Snp) ne ottiene 34. Inoltre gli unionisti nordirlandesi si aggiudicano 10 seggi, migliorando di due la propria posizione, e sono proprio questi deputati che garantiscono a May di superare la soglia minima dei 326 seggi necessari ad avere una maggioranza. La premier li ha definiti "gli amici del Dup", ricordando che i due partiti "hanno da molti anni un rapporto forte".

In una breve dichiarazione affidata alla Bbc, May ha riconosciuto la batosta e si è scusata con i suoi: "Ovviamente avrei voluto un risultato diverso" ma "come rifletto sui risultati rifletterò anche su ciò che abbiamo bisogno di fare in futuro per portare avanti il partito", ha detto. E ha proseguito: "Mi dispiace per quei candidati e quelle persone che hanno lavorato duro per il partito e non hanno avuto successo, ma mi dispiace anche in modo particolare per quei colleghi che erano deputati...che hanno contribuito moltissimo al nostro Paese e hanno perso i loro seggi, e non lo meritavano".

La leadership di quella che molti hanno definito 'la nuova lady di ferro' non è però al momento in dubbio: "Quello che sento di più dai colleghi è che non c'è desiderio di far sprofondare il governo e il Paese in un periodo di subbuglio", ha spiegato alla Bbc Graham Brady, alto membro del partito Tory, escludendo anche l'ipotesi di tornare al voto. Le dimissioni di May le avrebbe volute invece Jeremy Corbyn, il leader laburista, che al voto ha ottenuto un buon risultato guadagnando 29 seggi rispetto all'ultimo Parlamento. Avrebbe voluto provare lui a formare un governo di minoranza: "Se c'è un messaggio da questi risultati, è che la premier ha indetto questo elezione perché voleva un mandato. Bene, il mandato è che ha perso seggi, perso voti, perso sostegno e perso fiducia" quindi si dimetta, aveva commentato.

Scritto da 
  • Chiara Battaglia
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