Venerdì 24 Giugno 2016 - 12:30

Maxi sequestro a clan Fasciani di Ostia: bar e conti per 20 milioni

Tutti gli investimenti societari facevano capo ad un "centro di interessi occulto", gestito, secondo chi indaga, dai Fasciani

Maxi sequestro a clan Fasciani di Ostia: bar, case e conti per 20 milioni

Ci sono attività commerciali, beni immobili e bancari tra quelli sequestrati stamani alla famiglia Fasciani di Ostia, vicino a Roma, per il valore complessivo di 20 milioni di euro. Dall'alba di oggi 150 finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Roma stanno eseguendo due provvedimenti di sequestro emessi dal tribunale su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di elementi di vertice del clan attivo sul litorale capitolino.

Le indagini economico-patrimoniali, condotte dagli specialisti del Gruppo investigativo criminalità organizzata del Nucleo di polizia tributaria sono state eseguite nei confronti dei fratelli Carmine e Terenzio Fasciani, entrambi detenuti.

Secondo gli investigatori i due avrebbero "progressivamente inquinato l'economia legale lidense, attraverso la costituzione e acquisizione di svariate società operanti in diversificati settori, sfruttando numerosi prestanome".

In alcuni casi, secondo quanto dimostrato dalle indagini condotte tra il 2013 e il 2014, si è assistito a vere e proprie joint-venture tra i fratelli Fasciani e imprenditori di Ostia, che hanno tentato così di camuffare patrimoni illeciti.

"Obiettivo del clan - scrivono gli inquirenti - è stato quello di investire in attività, quali la ristorazione e la gestione di stabilimenti balneari e discoteche, che meglio e più velocemente si prestavano al reimpiego dei proventi illeciti: in tale quadro, hanno acquisito numerose realtà imprenditoriali, alcune di recente costituzione, strumentali al mantenimento economico ed una grave egemonia criminale". Il tutto attraverso prestanome che nascondevano l'effettiva riconducibilità delle attività imprenditoriali ai due fratelli.

I Fasciani hanno dato prova di "possedere elevate capacità imprenditoriali e societarie - aggiungono gli investigatori - ad esempio, nel perseguire le loro finalità illecite, hanno fatto ricorso ai nuovi strumenti societari introdotti con la recente riforma del diritto delle società di capitali".

In definitiva, è stato accertato come tutti gli investimenti societari facessero capo ad un unico "centro di interessi occulto", gestito, secondo chi indaga, dai due fratelli.

In ordine alla pericolosità sociale di Carmine Fasciani, il tribunale di Roma ha sottolineato come sia "gravato da due condanne definitive per associazione per delinquere finalizzate al traffico di stupefacenti (condanne ad anni undici e dieci anni di reclusione) che ne indicano comunque la pericolosità qualificata pregressa. Gli elementi oggettivi posti a carico di Carmine Fasciani ne attestano comunque la pericolosità generica, attuale e pregressa. I precedenti penali attestano che la pericolosità di Carmine Fasciani è manifesta almeno dal 1970".

Oggetto dei sequestri di oggi sono: 19 tra bar, ristoranti, alimentari e agenzie immobiliari tutte situate tra Roma e Ostia; 29 immobili; cinque auto e vari rapporti bancari, del valore complessivo di 20 milioni di euro.

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  • redazione web
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