Martedì 17 Ottobre 2017 - 17:00

Mattarella promulga il codice antimafia ma avverte: "Criticità nell'articolo sulla confisca"

Il presidente della Repubblica scrive a Gentiloni: "Serve un attento monitoraggio"

Mattarella promulga il codice antimafia ma avverte: "Criticità nell'articolo sulla confisca"

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scritto una lettera al premier Paolo Gentiloni spiegando di aver promulgato oggi la legge con 'Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione'. Mattarella si è rivolto al Governo affinché si "proceda a un attento monitoraggio degli effetti applicativi della disciplina, come è stato previsto dall'ordine del giorno approvato dalla Camera dei deputati nella seduta del 27 settembre 2017".

CRITICITA' NELL'ARTICOLO SULLA CONFISCA. Sul codice antimafia, si legge nella missiva, "non posso fare a meno di segnalare un aspetto che, pur non costituendo una palese violazione di legittimità costituzionale, sembra contenere dei profili critici".

"L'articolo 31 della legge -  ha spiegato Mattarella - ha profondamente modificato l'articolo 12-sexies del decreto legge n. 306 del 1992, convertito nella legge n. 356 del 1992, che disciplina la cosiddetta confisca allargata. In particolare, nel testo approvato non sono state riprodotte alcune ipotesi di reato (che, in caso di condanna, legittimano, ove ricorrano determinati presupposti, la confisca), inserite nell'articolo 12-sexies dall'art. 5 del decreto legislativo n. 202 del 29 ottobre 2016, che ha dato attuazione alla direttiva 2014/42/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 aprile 2014 relativa al congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato dell'Unione europea".

"In particolare sono state eliminate tutte le ipotesi di reato introdotte dal citato decreto legislativo ad eccezione dell'autoriciclaggio (art. 648-ter.1 del codice penale) - ha proseguito il capo dello Stato -. Di conseguenza, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione delle fattispecie di falso nummario (articolo 416 in relazione agli articoli 453, 454, 455, 460 e 461 del codice penale), di corruzione tra privati (articolo 2635 del codice civile), di indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento (articolo 55 del 2 decreto legislativo n. 231 del 2007), dei delitti commessi con finalità di terrorismo internazionale e dei reati informatici indicati negli articoli 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater e 635-quinquies del codice penale quando le condotte di reato riguardano tre o più sistemi informatici, non sarà più possibile disporre la misura della cosiddetta confisca allargata all'esito di una condanna".

"Va dunque considerato il grave effetto prodotto dall'impossibilità di disporre il congelamento e la confisca dei beni e dei proventi a seguito di condanna per questi reati".

A parte questa segnalazione, tuttavia, il Quirinale non ha ritenuto "vi fossero evidenti profili critici di legittimità costituzionale". 

 

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