Mercoledì 08 Marzo 2017 - 18:45

Mafia e Massoneria, Bisi (Goi): Logge sciolte? Controlliamo ma non siamo magistrati

Intervista al gran maestro del Grande Oriente d'Italia: "Il sequestro degli elenchi per conto della Commissione Antimafia è un atto intimidatorio"

In commissione antimafia il Gran maestro del Grande Oriente d'Italia Stefano Bisi

È trascorsa una settimana dal blitz della Finanza per sequestrare i nomi degli iscritti di quattro obbedienze massoniche in Calabria e Sicilia (Grande Oriente d'Italia, Gran Loggia Regolare d'Italia; Serenissima Gran Loggia d'Italia, Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori). A dare mandato alle fiamme gialle la Commissione Antimafia per fare luce sui rapporti tra criminalità mafiosa e massoneria. LaPresse torna sul caso intervistando Stefano Bisi, gran maestro del Grande Oriente d'Italia, la più numerosa comunione massonica del nostro Paese.

Bisi, è passata una settimana dal sequestro degli elenchi per conto della Commissione Antimafia, cosa ne pensa ora, più a freddo?

Il mio parere è lo stesso, quello espresso a caldo. Mi sembra un atto arbitrario e intimidatorio nei confronti di una libera associazione che rispetta l'articolo 18 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Ritiene che sia stato sbagliato il bersaglio? Forse, quanto si cerca è invece in una loggia deviata? Voi lavorate alla luce del sole?

La nostra comunione lavora alla luce del sole, non è una associazione segreta perché sono note le sue finalità e sono noti i suoi dirigenti. E non è neppure riservata, perché lo è quanto lo sono tutte le associazioni, che non mettono in piazza tutti i nomi degli appartenenti. Non so dove dovesse andare a cercare la Commissione Antimafia che ha i poteri dell'autorità giudiziaria.

Voi in che modo tutelate la vostra obbedienza, ci sono dei controlli interni e come funzionano?

Il controllo interno esiste ed è molto accurato, avviene attraverso i 'maestri venerabili' e gli ispettori che ci sono in ogni regione. Certo a noi non si può chiedere di fare pubblici ministeri, giudici per le indagini preliminari e forze dell'ordine. Non abbiamo i poteri e quindi non possiamo che fare un controllo associativo.

Lei in audizione in commissione Antimafia ci è andato. E lì aveva parlato di alcune logge sciolte in Calabria e Lazio, perché, cito, "non c'era il numero sufficiente, non avevano condotta regolare rispetto a doveri e regolamenti, per problemi organizzativi". Ci può spiegare cosa veniva meno rispetto al vostro ordinamento?

Io mi sono messo a disposizione della Commissione parlamentare Antimafia a fine luglio 2016, quando la presidente Bindi durante una conferenza stampa annunciò che avrebbe convocato i gran maestri delle comunioni massoniche. Venni convocato il 3 agosto e appena mi misi a sedere, la prima cosa che mi venne chiesta fu la consegna degli elenchi. Riguardo alle logge che noi abbiamo sciolto, questo è avvenuto perché hanno contravvenuto agli antichi doveri, cioè alla parte fondamentale, alla costituzione del Grande Oriente d'Italia. Questo lo abbiamo fatto, può dipendere da comportamenti sbagliati all'interno dell'officina, da litigi, problemi organizzativi, dal numero dei fratelli che rimangono, magari insufficiente. Questo accade quando si contravviene agli antichi doveri, che si ritrovano sul nostro sito internet.

Mi parla di antichi doveri, di "tradizione" del GOI. Lei pensa che sulla Massoneria in Italia gravino pregiudizi, magari collegati ad alcuni casi (P2 su tutti) che ne hanno condizionato la percezione?

Ci sono pesanti pregiudizi, purtroppo, che non derivano solamente dai fatti degli inizi degli anni '80 ma forse affondano le radici fino al 20 settembre 1870, possiamo andare indietro: non a tutti piacque la Breccia di Porta Pia. Però non è che ci sono dei fatti nella storia di un'associazione, come può essere la vicenda P2, e  partendo da questi criminalizzarla in eterno. La Chiesa non è criminalizzata perché ci sono delle condanne per i sacerdoti pedofili. Allora lì chi avrebbe dovuto controllare?

Il Grande Oriente d'Italia nel 2017 è rimasto quello degli albori e non è mutato? Chi vede nella Massoneria un collegamento privilegiato con il potere e gli affari?

Mi pare una lettura molto superficiale di quella che è la 'libera muratoria' del Grande Oriente d'Italia. Noi siamo un'associazione i cui membri promettono di osservare la Costituzione della Repubblica italiana.

Tuttavia la più potente mafia italiana, la 'ndrangheta, secondo quanto riferito da alcuni pentiti, avrebbe creato ormai da decenni una società parallela, la cosiddetta 'Santa', che permette ai membri, detti 'santisti', di avere contatti anche con la Massoneria. Sembra dunque lecito voler far luce sulle logge calabresi...

Penso sia giusto far luce sulla libera muratoria, ma non chiedendo e demonizzando tutti gli appartenenti a quella associazione perché non è che in Calabria a un parroco viene chiesto tutto l'elenco dei chierichetti della Calabria. A noi si chiedono tutti gli elenchi, vuol dire andare a cercare i potenziali malavitosi, considerando tutti gli appartenenti come tali. Questo mi sembra sbagliato, un attacco alla libertà.

Il deputato Pd Davide Mattiello, che fa peraltro parte della Commissione Antimafia, ha depositato una proposta di modifica della legge Anselmi, che prevederebbe il divieto di adesione a logge massoniche per esponenti di spicco della P.A. magistrati, forze di polizia. Cosa ne pensa?

Credo che non abbia nemmeno fatto tanto sforzo di studio, è andato all'archivio della Camera dei Deputati, all'anno 1925. Il giorno 26 novembre avrà letto la legge che fecero i fascisti per eliminare la Massoneria. Mi sembra che questa proposta ricalchi quella modalità.
 

Scritto da 
  • Stefano Fantino
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