Lunedì 02 Maggio 2016 - 17:15

Massimo Mauro: Ranieri uomo perbene, Leicester sua dimensione

Stasera il club potrebbe diventare campione d'Inghilterra

Massimo Mauro: Ranieri uomo perbene, Leicester sua dimensione

"Quando c'è da sorprendere è fantastico. Quando c'è da riconfermarsi ha avuto dei problemi". Così Massimo Mauro racconta il suo 'amico' Claudio Ranieri. L'ex centrocampista della Juventus, oggi opinionista di Sky, è stato prima compagno di squadra a Catanzaro e poi giocatore a Napoli dell'attuale tecnico del Leicester. In esclusiva a LaPresse, Mauro traccia un profilo dell'uomo Ranieri più che dell'allenatore. 

Quali sono i meriti di Ranieri in questa stagione straordinaria del Leicester, comunque andrà a finire? 
Il Leicester sta compiendo un'impresa pazzesca. Negli ultimi 30 anni non ricordo qualcosa di simile. Pensare che una squadra di 'provincia' possa arrivare prima di città con patrimoni, fatturati e stadi come Arsernal, Manchester City, Manchester United e Chelsea è meraviglioso. Fatto fra l'altro giocando bene a calcio, scoprendo giocatori nuovi, che sono arrivati in Nazionale e che sono utili al movimento calcistico inglese. Ranieri è un allenatore da grandi imprese. 

E' un'impresa ripetibile in Italia?  
In passato sono state grandi imprese come quella del Verona o della Sampdoria di Vialli e Mancini, che però aveva alle spalle un magnate come Mantovani. Oggi non ci sono a livello medio-alto club che possono fare concorrenza a squadre come Juventus, Milan e Inter. Forse Squinzi a Sassuolo potrebbe investire in qualche giocatore importante, come ha fatto il Leicester. 

Le favole in Italia sono quella del Crotone o di Carpi e Frosinone lo scorso anno.
Certo, ma è diverso fra l'andare in Serie A e vincere lo scudetto. L'impresa del Crotone è veramente incredibile. Non ha investito niente, solo sulla qualità del gioco.  

Com'era il Ranieri calciatore a Catanzaro e come è stato da allenatore a Napoli? 
Ranieri è stato il mio capitano quando ero un ragazzino a Catanzaro, era un uomo di riferimento perchè era lì da tantissimi anni. E' stato un uomo non importante per me, di più. Abbiamo avuto un rapporto straordinario. Era veramente un leader dello spogliatoio e lo era non tanto con le parole ma con l'esempio. Da allenatore è 'old style', direbbero gli inglesi, che non inventa niente ma cerca di sfruttare le qualità dei suoi giocatori. 

Proprio il suo essere 'genuino' ha conquistato gli inglesi, come ieri quando ha detto di dover tornare in Italia per pranzare con la mamma di 96 anni. 
E' un uomo perbene. Una persona calma, tranquilla e non ha grilli per la testa. In qualsiasi posto è stato apprezzato sotto l'aspetto umano. Non lo si può paragonare a Mourinho o ad altri grandi tecnici. Per essere un tecnico come quelli ci vuole un 'pelo sullo stomaco' che forse lui non ha. 

Può essere il futuro della Nazionale per il dopo Conte? 
Io non credo sia un allenatore da Nazionale, proprio per le qualità che servono ad altissimi livelli. Con la Grecia non è andato bene. Credo che la sua dimensione sia proprio il Leicester.

Scritto da 
  • Antonio Martelli
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