Mercoledì 30 Marzo 2016 - 12:00

Marò, Italia: Girone rientri, India non può usarlo come garanzia

Al via le udienze sul caso al tribunale arbitrale dell'Aia. Oggi a Bruxelles anche il summit India-Ue

Marò, oggi udienza all'Aia e summit Ue-India a Bruxelles

Al via due giorni di udienze al tribunale arbitrale internazionale dell'Aia sul caso dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che coinvolge India e Italia. Le due parti presenteranno verbalmente le proprie argomentazioni. Secondo quanto ha spiegato il tribunale stesso, l'udienza in linea di principio è aperta al pubblico, ma alcune parti potrebbero procedere in camera di consiglio se la Corte lo riterrà necessario per la protezione di informazioni confidenziali. 

ITALIA: GIRONE RIENTRI, INDIA NON PUO' USARLO COME GARANZIA. "L'unica ragione per cui a Girone non è permesso di lasciare l'India è perché possa essere una garanzia de facto dell'obbligo dell'Italia di farlo tornare per un processo", ma "un essere umano non può essere usato come garanzia per la condotta di uno Stato", ha dichiarato l'ambasciatore dell'Italia Francesco Azzarello, parlando del caso nel corso dell'udienza. Azzarello ha sottolineato che il fuciliere resterebbe in Italia sino alla decisione conclusiva dell'arbitrato all'Aia. Attendere la fine di quest'ultimo, dove i processi sono generalmente lenti, potrebbe far sì che Girone debba restare in India per un periodo lungo sino a otto anni senza alcuna incriminazione, ha proseguito Azzarello.

Latorre e Girone sono accusati di avere ucciso due pescatori indiani nel 2012 al largo delle coste del Kerala dopo averli scambiati per pirati, mentre si trovavano a bordo della nave Enrica Lexie. Latorre si trova in Italia per motivi medici da settembre 2014 e l'Italia punta sulla richiesta di far rientrare dall'India anche Girone, che attualmente si trova nell'ambasciata italiana a Nuova Delhi, in attesa che al termine del procedimento arbitrale si decida a chi spetti la giurisdizione del caso. 

L'appuntamento di oggi all'Aia giunge mentre a Bruxelles si aprirà il 13esimo vertice Ue-India (l'ultimo summit del genere si era tenuto nel 2012). Nel corso dell'incontro l'Ue solleverà anche la questione dei marò e l'India spera che il summit di Bruxelles porterà a una distensione nei rapporti con l'Italia.

Da una parte i presidenti del Consiglio europeo Donald Tusk e della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, e dall'altra il premier indiano Narendra Modi, si confronteranno poi sulla lotta contro l'estremismo e la radicalizzazione e proveranno a riavviare i negoziati per un accordo commerciale. Le due parti hanno cominciato a negoziare un accordo di libero scambio dal 2007, ma dal 2013 i colloqui non progrediscono. L'Ue è il partner commerciale più importante dell'India, rappresentando il 13% del suo commercio totale.

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  • redazione web
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