Mercoledì 24 Maggio 2017 - 12:00

Attacco Manchester, tre nuovi arresti: si indaga su un 'network'

Lo Stato islamico rivendica. La cantante Ariana Grande sospende il tour / FOTO-VIDEO

Attacco Manchester, tre nuovi arresti: si indaga su un 'network'

Un blitz della polizia è in corso in centro a Manchester dopo l'attentato di lunedì sera. Ne dà notizia il Manchester Evening News che sui social mostra foto del raid. In mattinata tre uomini sono stati arrestati a sud della città in connessione all'attentato di lunedì sera. Gli agenti stanno indagando su un 'network' dopo la strage e sono a caccia del costruttore della bomba usata da Salman Abedi nell'attacco. "Ci sono ricerche continue", ha aggiunto.

Intanto la premier britannica Theresa May ha annunciato che il Regno Unito ha alzato il livello di allerta a "critico", il più alto su una scala di cinque, e che schiererà l'esercito per supportare la sicurezza dopo l'attacco di lunedì sera a Manchester. Il più alto livello di allerta significa che un attacco può essere "imminente", per questo le forze armate pattuglieranno alcune aree a fianco della polizia. Il livello di allerta è passato da "grave" a "critico", militari saranno impiegati in tutta la Gran Bretagna sotto il comando della polizia per presidiare "grandi eventi", ha annunciato May, come le partite di calcio e i concerti. May ha parlato dopo aver presieduto il secondo incontro della giornata con il più alto comitato di sicurezza del Regno Unito, conosciuto come Cobra.

LA SITUAZIONE DEI FERITI.  Sono 64 i feriti in cura per le lesioni subite nell'attacco, come ha sottolineato John Rouse, responsabile del Manchester Health and Care. Di questi, 20 sono in condizioni critiche.

ATTENTATORE 23ENNE. E' così tornato il terrore nel Regno Unito, a dodici anni dagli attentati di Londra e a due mesi dall'attacco di Westminster Bridge. Almeno 22 persone sono morte e 59 sono rimaste ferite, tra cui dodici bambini, a Manchester dopo che un kamikaze si è fatto esplodere tra la folla che usciva dal concerto della pop star Ariana Grande. La polizia britannica ha individuato in poche ore il probabile attentatore. Si tratta di Salman Abedi, nato in Gran Bretagna nel 1994 da genitori libici, rifugiati politici in fuga dal regime di Gheddafi. Non è ancora chiaro se fosse un lupo solitario o se abbia agito con il supporto di fiancheggiatori. "Aveva un ordigno rudimentale e si è fatto esplodere", ha spiegato il capo della polizia di Manchester, Ian Hopkins. "La priorità ora è capire se sia parte di una rete", ha aggiunto la premier Theresa May, ricordando che "il livello della minaccia resta alto, vi possono essere ulteriori attentati". L'Isis ha rivendicato la strage attraverso un comunicato in cui si parla di un "soldato del Califfato" che ha piazzato l'esplosivo "nei luoghi dove si radunano i crociati". 

FAMIGLIA LO SEGNALO' La famiglia di Abedi, l'attentatore di Manchester, aveva informato in passato le autorità britanniche avvertendole che era pericoloso. Lo ha detto un funzionario dell'intelligence americana alla Nbc News, spiegando che la bomba usata nell'attacco kamikaze era "grande e sofisticata", con materiali difficili da ottenere nel Regno Unito, il che significa che "è quasi impossibile che non abbia avuto aiuto".

MEDIA: LEGAMI CON AL QAIDA. Salman Abedi aveva "legami con al Qaida" e aveva ricevuto addestramento terroristico all'estero. Lo ha riferito alla Nbc News un funzionario dell'intelligence Usa, spiegando che l'uomo è stato identificato grazie a una carta bancaria trovata in una sua tasca sulla scena dell'esplosione, al Manchester Arena. La fonte citata da Nbc non ha escluso che il presunto attentatore potesse avere contatti con altri gruppi e ha riferito che la Libia è stato uno dei Paesi in cui l'uomo si è recato negli ultimi 12 mesi.

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Nel quartiere di Fallowfield, a sud di Manchester, dove Abedi viveva, la polizia ha arrestato un 23enne, forse uno dei fratelli dell'attentatore. Nell'operazione è stato fatto esplodere un ordigno. I genitori del giovane, a quanto emerge, erano tornati in Libia con due figli. Chi si ricorda di Abedi assicura che Salman era cambiato: nelle ultime settimane "aveva comportamenti strani", come l'abitudine di "recitare preghiere islamiche ad alta voce in strada". L'attentatore era appena tornato dalla Libia secondo quanto riferito al Times un suo compagno di studi. "Era partito per la Libia tre settimane fa ed era tornato recentemente, pochi giorni fa", ha detto il compagno di studi del kamikaze al Times.

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STRAGE DI GIOVANISSIMI. Poco dopo le 22.30 di lunedì sera l'attentatore ha azionato il suo ordigno tra la folla, a metà strada tra la Manchester Arena e la Victoria station. Tra le vittime di cui è stata resa nota l'identità, la più piccola, Saffie Rose Roussos, aveva solo 8 anni. La ferocia del gesto è stata sottolineata da tutti i leader politici mondiali. In un colloquio telefonico Theresa May e Donald Trump lo hanno definito "un attacco particolarmente insensato e depravato" che ha colpito "adolescenti e bambini durante un evento gioioso". "I giovani di Manchester sono stati assassinati da maledetti perdenti", aveva tuonato il presidente Usa in mattinata da Betlemme. I leader dei Paesi alleati, da Macron a Gentiloni, all'australiano Turnbull, hanno convenuto che "la comunità internazionale debba collaborare per affrontare l'ideologia dietro agli attacchi terroristici".

IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE. L'attentato è arrivato nel pieno della campagna elettorale per il voto anticipato dell'8 giugno. La prima a sospendere tutte le attività è stata la premier conservatrice, seguita dal leader laburista Jeremy Corbyn. "I terroristi non vinceranno mai, i nostri valori e il nostro stile di vita prevarrà", ha dichiarato May. "L'intera nazione è sotto shock per le persone rimaste uccise e ferite, adulti e bambini che si stavano solo godendo di un concerto - ha dichiarato la regina Elisabetta in un comunicato -. Voglio esprimere la mia ammirazione per il modo in cui i cittadini di Manchester hanno reagito, con umanità e compassione, a questo atto barbaro".

OMAGGIO ALLE VITTIME. Ieri sera migliaia di persone si sono radunate in Albert Square, di fronte al municipio di Manchester, per partecipare alla veglia per ricordare le vittime. I partecipanti hanno portato fiori, ma anche cibo e bevande per i volontari che dalla scorsa notte sono impegnati nei soccorsi. Fin dai primi minuti dopo l'esplosione, come già successo per gli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015 e di Bruxelles del 22 marzo del 2016, fra i cittadini è scattata la solidarietà tramite i social network: su Twitter è stato lanciato l'hashtag #Roomformanchester, per offrire alloggio a chi si trova in difficoltà. Due hotel vicini alla Manchester Arena, l'Holiday Inn e il Premier Inn, hanno accolto durante le notte i minori che non sono potuti tornare a casa. Facebook ha invece attivato il suo Safety Check. I tassisti hanno offerto corse gratis per tutta la notte a chi doveva tornare a casa o cercava parenti e amici coinvolti nell'attentato. La polizia ha anche attivato una linea telefonica di emergenza per le persone che stanno cercando i loro cari dispersi.

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  • redazione web
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