Giovedì 20 Ottobre 2016 - 08:15

Mafia, scoperti droga e arsenale del clan Parisi: 2 arresti a Bari

Sequestrati pistole, mitragliette e un chilo di cocaina

Mafia, scoperti droga e arsenale del clan Parisi: 2 arresti a Bari

Una vera e propria santabarbara quella che si sono trovati di fronte i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Bari Centro nella giornata di ieri. Durante una perquisizione presso l'abitazione di C.V., 49 enne incensurato del quartiere Japigia, i militari si sono imbattuti in un arsenale della malavita locale, abilmente nascosto all'interno di un box. A finire sotto sequestro sette armi da sparo, occultate all'interno di una cassetta per utensili, tra cui una mitraglietta automatica da guerra clandestina modello 'Skorpion', due pistole semiautomatiche anch'esse clandestine, una pistola semiautomatica modificata, una semiautomatica modello 'Savage', due revolver modello '38 special' e 'Smith e Wesson 44 magnum' e 400 cartucce di vario calibro per armi da guerra ed armi comuni.

Nell’angusto box oltre alle armi sono stati rinvenuti numerosi involucri contenenti cocaina allo stato puro per il peso complessivo di 1 kg. La droga, una volta immessa sul mercato dello spaccio, avrebbe fruttato un guadagno stimato in non meno di 300mila euro.

Una volta giunto in caserma, C.V. ha deciso di farsi interrogare. In presenza del suo legale di fiducia, dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Bari, ha raccontato di detenere le armi e lo stupefacente per conto del pregiudicato Antonio Caizzi, affiliato al clan Parisi di Japigia, nei cui confronti viveva in una condizione di totale assoggettamento.

Le sue dichiarazioni, puntualmente e tempestivamente riscontrate dai carabinieri, hanno consentito l’emissione di un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Caizzi, accusato di detenzione illegale di armi e munizioni, detenzione di armi clandestine, detenzione abusiva di armi, detenzione di sostanze stupefacenti e ricettazione.

Le armi sequestrate saranno attentamente analizzate per accertare se siano già state utilizzate in recenti fatti di sangue e se sia possibile individuare su di esse la presenza di impronte digitali.

Caizzi e C.V. sono stati arrestati e accompagnati rispettivamente presso il carcere di Bari e agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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