Lunedì 23 Maggio 2016 - 13:30

Mafia, ex pm Ayala: Falcone aveva certezze su centri occulti potere

Le sue "parole lette oggi, alla luce di quanto accadde poi a Capaci, mi sembrano di una chiarezza lampante"

Mafia, ex pm Ayala: Falcone aveva certezze su centri occulti potere

"Non mi piace raccontare confidenze personali di Giovanni Falcone, perché lui non c'è più e quindi si potrebbe pensare che gli faccia dire ciò che voglio. Ma ciò che mi disse il giorno del fallito attentato dell'Addaura, nel giugno del 1989, quando mi parlò di 'menti raffinatissime' e di 'centri occulti di potere in grado di orientare anche le scelte di Cosa Nostra', le confermò in due interviste, una a La Stampa e l'altra a L'Unità. E sono parole che lette oggi, alla luce di quanto accadde poi a Capaci, mi sembrano di una chiarezza lampante". A dirlo, a Voci del Mattino, Radio1 Rai, è Giuseppe Ayala, ex magistrato, pm al maxiprocesso contro Cosa Nostra, nel giorno del 24esimo anniversario della strage di Capaci.

"Non ho mai coltivato il mito dell'infallibilità di Giovanni Falcone - ha continuato Ayala - Era un uomo e come tale soggetto ad errori. Però penso che se una persona notoriamente cauta e misurata come lui ha ritenuto di esporsi pubblicamente, vuol dire che professava delle certezze al riguardo, non solo meri sospetti. Ora, se lo scenario del giugno 1989 è questo, qualcuno mi deve spiegare perché dovrebbero essere diversi gli scenari del 23 maggio 1992 e del 19 luglio dello stesso anno, il giorno in cui fu ucciso Paolo Borsellino".

"D'altronde - ha osservato Ayala - la disgregazione del pool antimafia la si può collocare storicamente subito dopo il gennaio 1988, allorché una parte del Csm bocciò Falcone, che aveva fatto domanda per succedere a Caponnetto alla guida dell'Ufficio istruzione di Palermo, e gli preferì Antonino Meli, giudice sul quale non ho nulla da eccepire ma che, per sua stessa ammissione, non credeva nel pool come strumento per la lotta alla mafia. Egli sosteneva che il giudice istruttore dovesse essere monocratico e che non potessero esservi più giudici al lavoro simultaneamente sulla stessa istruttoria. Quindi, quando il Csm scelse Meli, pose le basi per la disgregazione del Pool, che avvenne dopo alcuni mesi".

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