Venerdì 18 Dicembre 2015 - 13:00

Madre Teresa di Calcutta, una vita per i più poveri tra i poveri

"Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo"

Madre Teresa di Calcutta

"Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo". Si definiva così Madre Teresa di Calcutta. La sua missione di vita è stata quella di servire i più poveri tra i poveri. La più piccola dei cinque figli di Nikola e Drane Bojaxhiu, Gonxha Agnes è nata il 26 agosto 1910 a Skopje, in Albania, crocevia dei Balcani ed è cresciuta nelle ristrettezze economiche lasciate dalla morte prematura del padre. Da bambina e ragazza era assidua e attiva frequentatrice della parrocchia gesuita del Sacro Cuore. A 18 anni (settembre 1928) entrò nell'istituto della Beata Vergine Maria in Irlanda, dove ricevette il nome di suor Mary Teresa, in omaggio a Santa Teresa di Lisieux. A dicembre dello stesso anno partì per l'India, dove fu inviata presso la comunità di Loreto a Entally e insegnò nella scuola per ragazze, St. Mary.

I VOTI IN INDIA. Prese i voti perpetui il 24 maggio 1937 e nel 1944 divenne direttrice della scuola. Il 10 settembre 1946, durante un viaggio in treno da Calcutta a Darjeeling per il ritiro annuale, Madre Teresa ricevette l''ispirazione': quella che definì la sua 'chiamata nella chiamata', che la portò a fondare la comunità religiosa delle Missionarie della Carità, dedite al servizio dei più poveri. Il 17 agosto 1948 indossò per la prima volta il sari bianco bordato d'azzurro e il 21 dicembre andò per la prima volta nei sobborghi di Calcutta. Alcuni mesi più tardi si unirono a lei alcune sue ex allieve.

MISSIONARIE IN TUTTI I CONTINENTI. Il 7 ottobre 1950 la nuova congregazione delle Missionarie della Carità veniva riconosciuta ufficialmente nell'arcidiocesi di Calcutta. Agli inizi del 1960 Madre Teresa iniziò a inviare le sue sorelle in altre parti dell'India. Il diritto pontificio concesso alla congregazione dal Papa Paolo VI nel febbraio 1965 la incoraggiò ad aprire una casa di missione in Venezuela. Seguirono altre fondazioni a Roma e in Tanzania e, successivamente, in tutti i continenti. A cominciare dal 1980 fino al 1990, Madre Teresa aprì case di missione in quasi tutti i Paesi comunisti, inclusa l'ex Unione Sovietica, l'Albania e Cuba.

NEL 1979 IL NOBEL PER LA PACE. Nel 1963 fondò i Fratelli Missionari della Carità e nel 1984 i Padri Missionari della Carità. Nel 1979 vinse il Premio Nobel per la Pace mentre i media cominciarono a seguire le sue attività con interesse crescente. Nel 1997 le suore di Madre Teresa erano circa 4mila, presenti nelle 610 case di missione sparse in 123 paesi del mondo. Morì il 5 settembre 1997. Il Governo indiano organizzò per lei i funerali di Stato e il suo corpo fu seppellito nella casa madre delle Missionarie della Carità. La sua tomba è luogo di pellegrinaggi e di preghiera per pellegrini di ogni credo. Meno di due anni dopo la sua morte, a causa della diffusa fama di santità e delle grazie ottenute per sua intercessione, Papa Giovanni Paolo II permise l'apertura della causa di canonizzazione. Il 20 dicembre 2002 approvò i decreti sulle sue virtù eroiche e sui miracoli.

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