Martedì 09 Maggio 2017 - 18:00

M5S, veleni su Palermo: spunta video rubato. Pd: Divisi da faide

Al centro il candidato sindaco Ugo Forello, che nell'audio viene accusato di scarsa limpidezza nei rapporti con Addiopizzo

Il candidato sindaco di Palermo Ugo Forello

Non sarebbe mai dovuto uscire dalla procura di Palermo l'audio circolato in questi giorni sul web dove un responsabile della comunicazione Cinquestelle e alcuni parlamentari grillini accusano il candidato sindaco di Palermo Ugo Forello, nel corso di una conversazione registrata di nascosto in una riunione risalente a luglio 2016. L'audio sarebbe stato consegnato dall'avvocato degli ex M5S palermitani - Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino - al tribunale siciliano nell'ambito del processo sulle firme copiate e costituisce una prova nel dibattimento in cui risultato indagati. Sollecitata sulla questione da parte di un utente su Twitter, la deputata sospesa dal Movimento Di Vita replica: "Non so che dire. È una prova processuale agli atti della procura di Palermo, non sarebbe dovuta diventare pubblica. Come tante altre cose".

Il Movimento 5 Stelle sporge denuncia contro ignoti e diffida dal diffondere il contenuto dell'audio-video, che tuttavia resta visibile su YouTube dove è stato caricato il 7 maggio. "Sta circolando un audio captato in maniera impropria nei locali della Camera dei Deputati lo scorso anno. Denunceremo chiunque ne divulgherà il contenuto", scrive in una nota il M5S. "Si tratta di una conversazione privata - spiegano i Cinquestelle -, di natura confidenziale, avvenuta all'interno dei locali della Camera dei deputati, fra un dipendente del gruppo parlamentare, nell'espletamento del suo lavoro, e alcuni deputati che richiedevano informazioni specifiche - risalenti a dieci anni fa - come da loro prerogative parlamentari". Il Movimento sottolinea che dall'audio non emerge "alcun tipo di illecito" e che per questo lo staff Cinquestelle conferma la "candidatura di Ugo Forello a sindaco di Palermo" a cui ribadisce la sua fiducia. "E' in atto un violento tentativo di discredito nei suoi confronti che non risparmia colpi bassi", è la spiegazione ufficiale. Contro queste misure, il M5S annuncia di aver già presentato un esposto per risalire ai responsabili delle diffusione e di aver intrapreso "iniziative volte a inibire l'ulteriore diffusione e rimuovere quelle esistenti".

Sul giallo si scatena il Pd che accusa il Movimento di essere preda di lotte intestine. "Dossieraggio, veleni, coltellate alle spalle, fango e monnezza, in senso figurato e non, sono il biglietto da visita dei Grillini. Oramai uno non si fida più di nessuno, si registrano, se ne fanno di ogni colore. E sì Beppe sono proprio ragazzi meravigliosi, di un partito sano e trasparente", denuncia il deputato David Ermini che chiede spiegazioni anche sul contenuto dell'audio in cui Forello è accusato di scarsa limpidezza nei rapporti con Addiopizzo. L'associazione contro la mafia parla di "gravissime ricostruzioni diffamatorie, perché false, su dinamiche interne ed esterne all'associazione e alle condotte dei suoi soci". "Le affermazioni contenute nella registrazione audio sono altamente lesive- secondo Addiopizzo - e contengono perciò gravi ipotesi di reato. Per queste ragioni abbiamo già dato mandato agli avvocati per sporgere denuncia agli organi competenti ai fini dell'accertamento di ogni responsabilità penale". Per i senatori Pd nel Movimento "va di moda l'opacità". E la senatrice Magda Zanoni stigmatizza: "E' tornato lo streaming a 5 stelle, si spiano a vicenda ma poi negano tutto". Il deputato renziano Ernesto Carbone paragona la vicenda alla trama de 'I tre giorni del condor': nel film si racconta una CIA dilaniata al proprio interno, con gli esponenti delle diverse fazioni che finiscono per ammazzarsi a vicenda. "Attendiamo naturalmente riscontri alle gravissime accuse mosse nei riguardi di Forello", aggiunge. Su facebook prende la parola anche la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Alessia Morani: "La banda palermitana dei Cinquestelle colpisce ancora e questa volta invece delle firme ci vanno giù di dossieraggio: i protagonisti sono sempre loro Nuti, Mannino e Di Vita che nonostante il procedimento penale a loro carico, ci riprovano. La storia è questa: per buttare un po' di fango addosso al loro candidato sindaco Ugo Forello, non gradito al capobastone indagato Nuti, pare abbiano messo in giro voci - e un audio inquietante - dove diffamano non solo il loro collega ma soprattutto l'associazione antiracket Addiopizzo".
 

Scritto da 
  • Elisabetta Graziani
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