Mercoledì 17 Gennaio 2018 - 22:00

Parlamentarie M5S, proteste sul web. Il blog: "Sono chiuse"

Molti non sono riusciti a esprimere la loro preferenza, altri non hanno trovato il proprio nome nella lista dei papabili che correranno al proporzionale nelle elezioni del 4 marzo

Luigi Di Maio a Torino per la restituzione stipendi consiglieri

Ira per il sistema "lumaca" e l'incubo dei ricorsi alla finestra. E' caos per le Parlamentarie del M5S dopo i problemi tecnici del sistema Rousseau usato dagli iscritti per scegliere i possibili membri di Camera e Senato della prossima legislatura. Visti i rallentamenti del sistema, si era parlato di una possibile proroga fino a oggi pomeriggio. Poi, però, sul Blog di Beppe Grillo è apparso 

un "comunicato" ufficiale che dice: "Le Parlamentarie del MoVimento 5 Stelle si sono concluse. C'è stata una grande partecipazione. Il voto si è svolto con regolarità e in sicurezza grazie alla verifica via sms di tutti coloro che hanno partecipato alle votazioni. I risultati delle votazioni sono stati affidati a due notai che li custodiranno fino a domenica. Le liste definitive saranno annunciate questa domenica a Pescara".

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Il problema, comunque, è ridurre al minimo il rischio di ricorsi che trascinino il movimento in nuovi patemi giudiziari (esemplare il caso Cassimatis che di fatto regalò Genova al centrodestra). La rabbia intanto monta: molti non sono riusciti a esprimere la loro preferenza, altri non hanno trovato il proprio nome nella lista dei papabili che correranno al proporzionale nelle elezioni del 4 marzo.

Alcuni sono stati "scremati" dallo staff chiamato a verificare la presenza dei requisiti dei 'candidabili'. Ma non è tutto, perchè è spuntato anche un audio diffuso da Marco Canestrari, autore con Nicola Biondo (entrambi ex pentastellati) di 'Supernova - Com'è stato ucciso il Movimento Cinque Stelle'. Nella registrazione si sente un uomo, dall'accento messinese, che si rivolge ad un certo Enrico. "Enrico ciao, scusami sta succedendo un manicomio. Il sistema è andato in tilt, mancano troppi candidati all'appello, addirittura manca anche un candidato senatore uscente. Il sistema non sta funzionando. L'ordine è di non votare per adesso e di aspettare la giornata di domani sperando che il sistema si aggiusti da solo; altrimenti saranno rinviate queste parlamentarie", si sente nella chat.

Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento, da Firenze difende il sistema: "Agli italiani non daremo delle liste bloccate ma delle liste partecipate con persone che si sono messe in gioco. Stiamo facendo una cosa che non ha eguali in Italia e anche nel mondo, selezionando le nostre liste attraverso le votazioni degli iscritti". In questa delicata fase in campo anche Beppe Grillo, che farà la campagna elettorale a cominciare da questo venerdì in cui andrà insieme al vicepresidente della Camera e ad alcuni portavoce a depositare il simbolo al Viminale. L'obiettivo è arrivare al raduno di Pescara del prossimo weekend con un pacchetto pronto. Rousseau permettendo. 

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  • Alessandro Banfo
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