Domenica 25 Settembre 2016 - 22:45

M5S, Grillo di nuovo leader. Raggi a Palermo: Non mollo, siamo più uniti che mai

Attivisti insultano i giornalisti presenti al raduno. Assange loda il comico: "Con lui sbaragliate stampa corrotta"

Viriginia Raggia sul palco della festa nazionale del Movimeto 5 Stelle a Palermo

"Stiamo già cambiando il mondo, dovranno arrendersi al fatto che siamo tanti. Abbiamo preso Roma ora andiamoci a prendere Palermo, la Sicilia e l'Italia. Tocca a noi". E ancora: "Non mollo, non mollo. Ci dipingono come divisi, invece non è vero: siamo più uniti che mai". La sindaca di Roma Virginia Raggi, a Palermo per la seconda giornata del raduno nazionale del Movimento 5Stelle, si mostra sicura e fiduciosa.

"Se Grillo mi ha dato la linea? Ma no, abbiamo parlato di cosa succederà, di come sta andando Roma. I problemi di Roma li stiamo risolvendo, c'è una giunta che è al lavoro. A breve uscirà credo una sezione informativa tipo 'lavori in corso'. Presto vi dirò il nome del nuovo assessore al Bilancio. Se mi sono consultata con Grillo sui nomi? Mi sono consultata con consiglieri e assessori", ha spiegato Raggi uscendo dall'hotel Posta di Roma, prima di raggiungere Italia 5 Stelle al Foro italico di Palermo. "Com'è andato l'incontro con Grillo? Bene, benissimo. Abbiamo parlato di questa bellissima manifestazione. Finalmente ci riuniamo dopo un anno. Questa manifestazione è un momento importante per ritrovarci e parlare", ha aggiunto.

INSULTI AI GIORNALISTI. Momenti di tensione al raduno tra attivisti e cronisti. La sindaca di Roma Virginia Raggi è uscita dal backstage del Foro italico per una passeggiata tra i gazebo che si è trasformata in una processione con ressa di folla. E lì gli attivisti si sono fiondati sulla sindaca insieme ai cronisti, insultandoli. 'Venduti, servi della gleba', alcuni degli insulti lanciati all'indirizzo della stampa.

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Nel mentre Luigi Di Maio arrivando al Foro italico ha detto che parlare di un ampliamento del cosiddetto 'direttorio' è "un dibattito inutile". Si tratta, ha aggiunto Di Maio, di "un termine mediatico, noi non abbiamo mai denominato quel gruppo di persone: quelle persone come ogni giorno continueranno a lavorare per il Movimento. Ognuno di noi ha dei ruoli, ognuno si occupa di alcuni ambiti del Movimento e continueremo a farlo. Speriamo di essere sempre di più perché il movimento cresce sempre di più: 17 europarlametari, 1000 consiglieri comunali, cento consiglieri regionali, oltre 35 sindaci: siamo ormai una comunità enorme".

Sulle parole di ieri di Roberto Fico ha invece sottolineato che loro tutti insieme rappresentano un "moviemento orizzontale, che è cresciuto pensando che non si dovessero candidare star, ma cittadini comuni che ci dovesse essere un limite ai mandati di chi viene eletto nelle istituzioni, che nessuno si deve montare la testa tant'è che gli tagliamo gli stipendi e gli togliamo i rimborsi elettorali. Abbiamo una serie di regole a tutela di quello che dice Roberto Fico con cui sono d'accordissimo".

Ieri, Beppe Grillo ha esordito dal palco di Italia a 5 Stelle annuncianto di essere rientrato nel gruppo. "Mi chiedono: ma allora non hai fatto il passo di lato, sei rientrato? Sì, sono rientrato", urla dal palco del Foro italico a Palermo, e ammette di non averci mai creduto davvero in quel passo di lato. 

Grillo ha inaugurato gli interventi del terzo raduno nazionale del M5S, dedicato a Gianroberto Casaleggio. "Eravamo dei sognatori -  ha ricordato, commosso -. Lui ci ha rimesso la vita, io ho l'ulcera, ma resisto". Il senso delle parole del garante Cinquestelle va ricercato nelle dichiarazioni rilasciate a margine della manifestazione, qualche ora prima di salire sul palco. "Se devo essere il responsabile e il capo politico, lo farò e prenderò le mie decisioni. Bisogna che qualcuno prenda delle decisioni. Quando c'era Gianroberto le prendeva lui, le prendevamo insieme. Ora sono solo - ha riconosciuto -. Gianroberto era un grande organizzatore". Un messaggio contro i personalismi e le divisioni interne che viene rafforzato dall'unica frase pronunciata da Davide Casaleggio, intercettato tra i gazebo dai pochi che lo riconoscono: "Stiamo lavorando tutti insieme". Il figlio del guru è salito per la prima volta sul palco in tarda serata, prima della chiusura affidata a Grillo: "Insieme realizzeremo il sogno di mio padre". La piattaforma Rousseau, lanciata quando morì Gianroberto, è lo strumento della democrazia diretta promessa dal Movimento. La cita Casaleggio jr e si commuove: "Sono qui per ricordare mio padre, non per sostituirlo".

E il direttorio? Grillo si limita a confermare dal palco che "porteremo avanti quello che ci siamo detti: mettiamo avanti dei ragazzi - cinque o otto - di cui ci fidiamo, e continueremo a fare così". Cinque o otto: il numero, buttato lì tra le righe, viene letto da alcuni come un possibile ampliamento dell'organo direttivo del Movimento. Fra i gazebo, tra mattina e pomeriggio, si sono visti soltanto alcuni parlamentari: Alfonso Bonafede, Roberto Fico, Alberto Airola, Laura Castelli, in tarda serata Paola Taverna. Alessandro Di Battista ha fatto il suo ingresso al Foro, strombazzando con il clacson in moto, in arrivo dal tour Coast to Coast per il no al referendum. Invece Luigi Di Maio non si è visto per tutto il giorno fino al momento di intervenire sul palco, mentre Roberta Lombardi è rimasta nel backstage ad accogliere Grillo.

Il garante torna a fare il leader nel momento di crisi del Movimento 5 Stelle e mette ordine, ora che Gianroberto non c'è più. "Abbiamo fatto qualche piccolo errore - ha detto dopo aver parlato di Roma - ma andiamo avanti. Forse ce la siamo un po' cercata, ma nonostante la campagna mediatica contro di noi abbiamo perso solo 1 o 2 punti". Grillo ha ammesso che anche nel Movimento ci sia potuta essere qualche "gelosia": è "umano", ma "non ci saranno né promozioni né delazioni".

Inizia proprio da questa manifestazione siciliana la "seconda fase" del Movimento. Dopo le urla e la rabbia, "ora dobbiamo organizzarci", ha affermato Grillo e ha annunciato che da questa manifestazione uscirà un regolamento che verrà applicato dalla prossima settimana. Davvero un nuovo ciclo per il Movimento che ha sempre difeso il proprio essere 'liquido', ma che con la nuova legge sui gruppi politici dovrà per forza darsi l'equivalente dello statuto dei partiti tradizionali. "Dobbiamo tornare allo spirito delle origini: dobbiamo insegnare ai nuovi arrivati il vaffanculo e l'entusiasmo dei primi tempi perché non lo conoscono", spiega Grillo. Non fa nomi e cognomi, ma è evidente che tra i nuovi arrivati ci sono anche i nuovi sindaci. E Roberto Fico ha confermato la linea del fondatore. "Dobbiamo tornare alle origini, mai più deleghe e mai più leader: solo orizzontalità". Nessun riferimento alla questione da parte di Di Battista e Di Maio che sul palco hanno attaccato il governo e parlato di referendum e Italicum. Un capitolo a sé è riservato alla questione Campidoglio - il grosso però verrà domani -.  "La signora" Virginia Raggi "ha preso da sola la decisione di non fare le Olimpiadi a Roma", ha assicurato Beppe, accusato di essere il vero Deus ex machina dello stop alla candidatura della capitale ai giochi olimpici 2024.
All'inquilina del Campidoglio è arrivato anche l'endorsement della sindaca di Torino Chiara Appendino, la più applaudita tra i gazebo e la prima a intervenire sul palco. 

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