Giovedì 30 Giugno 2016 - 16:45

M5S contro Renzi sull'Italicum: E' un baro da quattro soldi

Anche Letta attacca la legge: Votare così è da irresponsabili, non andava fatta

M5S contro Renzi sull'Italicum: E' un baro da quattro soldi

Movimento 5 stelle all'attacco di Renzi e Pd sulla legge elettorale, il cui cambiamento non è, secondo i grillini, una priorità per il Paese.   "I portavoce M5S hanno combattuto contro l'Italicum, presentato una legge elettorale scritta in Rete e cercato il dialogo con il Pd per una legge che fosse a garanzia dei cittadini, non dei partiti. Renzi ha pensato solo al suo. Ora vuole cambiare le carte in tavola perchè ha paura di perdere. Un baro da due soldi e con la coda tra le gambe", così il M5S sul blog di Beppe Grillo.  "Se non è capace di capire le priorità degli italiani glielo spieghiamo noi: 1) Reddito di Cittadinanza; 2) Abolizione Equitalia; 3) Abolizione Irap; 4) Dimezzamento stipendi parlamentari; 5) Daspo ai politici corrotti. Non certo cambiare la legge elettorale per cercare di evitare l'inevitabile. Non si può fermare il vento con le mani". Si legge ancora sul blog. "Quando il MoVimento 5 Stelle sarà al governo la legge elettorale sarà ancorata alla Costituzione per evitare che i partiti possano cambiarla come vogliono quando fa comodo a loro". Secondo i pentastellati la volontà di modifica della legge elettorale non è dovuta all'inserimento delle preferenze ma al fatto che "l'Italicum prevede il ballottaggio e Renzi ha paura di esser battuto con un 70 - 30 come successo a Roma".

"Si fanno le regole ad partitum e quando non gli vanno più bene le cambiano, impegnando la Camera che costa 100.000 euro al giorno a occuparsi dei loro affari e non degli interessi di dieci milioni di italiani che vivono in condizioni di povertà o delle imprese che chiudono a centinaia ogni giorno", concludono.

LETTA: LEGGE NON ANDAVA FATTA. "L'Italicum non andava fatto. Il mio ultimo atto da deputato è stato votare contro una legge che è come il Porcellum. Renzi l'ha voluta su misura di sé e del Pd al 40 per cento. Difficile tornare indietro, anche perché sembrerebbe di farlo contro M5S. Ma votare con l'Italicum sarebbe irresponsabile". Lo dice l'ex premier Enrico Letta, in un'intervista a L'Espresso. "Il punto è: che qualità deve avere una leadership? Oggi la crisi delle élite esalta la necessità di unire, non di semplificare. Servono leader che uniscano, non leader che semplificano e dividono - aggiunge Letta - Quando semplifichi, a furia di cancellare e di tagliare ogni complessità, arriva qualcuno che semplifica più di te e che alla fine ti manda a casa. Per questo la crisi scuote in particolare i sistemi presidenziali, i più verticali. Vivo in Francia, in questo momento il paese più shakerato d'Europa.... Vale anche per l'Italia: voler introdurre un sistema simil-presidenziale come quello che esce dall'Italicum è un errore profondo, una spinta artificiale che provocherà gli stessi danni di cui soffrono oggi altri Paesi europei. I sistemi presidenziali ti danno la forza, ma non ti obbligano a includere. E invece questo è il tempo di unire. Di fare coalizioni".

 

Questa mattina l'attacco di Di Maio. "Hanno parlato per tre mesi di referendum, olimpiadi e direzioni di partito. E così hanno perso le elezioni a Roma e Torino. Non contenti, il giorno dopo la sconfitta, hanno iniziato a parlare di modifiche alla legge elettorale, ovvero di come spartirsi le poltrone alle prossime elezioni politiche. La Camera dei deputati ci costa 100.000 euro all'ora (avete letto bene) e il PD vuole spendere questi soldi per cambiare l'Italicum" ha scritto su Facebook il vicepresidente della Camera, membro del direttorio M5S Luigi Di Maio. "Facciano pure. Ma quando vorranno tornare sulla Terra, gli mostreremo quali sono le priorità per l'Italia".

"Un Paese che ha 10 milioni di cittadini che vivono sotto la soglia di povertà, 11 milioni di cittadini che hanno rinunciato a curarsi per difficoltà economiche, che è al secondo posto tra i Paesi europei per corruzione e in cui ogni giorno falliscono circa 380 imprese - scrive Di Maio - Se vorrete il MoVimento 5 Stelle al Governo del Paese, faremo 4 cose con priorità assoluta: 1) Una legge sul reddito di cittadinanza 2) Misure di alleggerimento fiscale per le imprese, tra cui l'abolizione di Equitalia 3) Norme anticorruzione, incluse quelle per la sburocratizzazione 4) Un piano energetico nazionale per rilanciare il lavoro nel mondo dell'energia green e abbassare le bollette energetiche per le famiglie italiane. A voi la scelta!", conclude.

DI BATTISTA: PD CIALTRONE. Sul tema è entrato anche Alessandro Di Battista:  "Fino alle vittorie M5S a Roma e Torino #Italicum era legge migliore al mondo (per noi è uno schifo).Ora Renzi pronto a cambiarla.Cialtroni!" ha scritto su Twitter il deputato, membro del direttorio M5S.  Dite a quelli del Pd - aggiunge Di Battista su Facebook -  che i 10 milioni di italiani che non riescono a curarsi, i 4 milioni che vivono in povertà e tutti i pensionati da 400 euro al mese in realtà fanno di nome 'Legge' e di cognome 'Elettorale'. Magari così iniziano ad occuparsene".
 

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